Sorrisi sì, ma senza urlare di gioia perché la battaglia non è ancora finita. E questo lo sa bene Totò Antibo, ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale civile di Palermo da giovedì per un'embolia polmonare. Il 59enne ex primatista italiano dei 5 e dei 10mila metri, ha risposto in mattinata alle telefonate dei familiari e le sue parole sono rincuoranti, pur rimanendo sempre cauti.
Me la sono vista proprio brutta, ma credo di aver vinto anche stavolta. Io non mollo mai
Grazie a questo miglioramento, è probabile che Antibo venga spostato in un reparto di normale degenza lasciando così la terapia intensiva.
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"Andrà monitorato ma non è grave. E, per favore, chiariamo una cosa: l’intervento al quale lo abbiamo sottoposto il 5 febbraio a Germaneto, in provincia di Catanzaro, per impiantargli uno stimolatore che limitasse la sua malattia di base, nulla ha a che vedere con quello che gli è accaduto ora".
Queste la parole del professor Mecarelli riportate da la Gazzetta dello Sport, ricordando che circa un mese fa, a Totò è stato impiantato uno stimolatore che prova a limitare le crisi epilettiche di cui soffre dagli anni ‘90 ma che - come dice - non ha nulla a che vedere con quanto accaduto in queste ultime ore.

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