Che bello rivedere Andrew Howe tornare a sorridere e a volare. Che poi, per lui, son cose che vanno di pari passo. A Rieti, dopo 11 anni, è tornato a superare gli 8metri (8.03 mt) che non equivale al minimo per accedere alle Olimpiadi di Tokyo ma è il campanello di un gradito ritorno.

“Ho capito finalmente che dovevo guarire me stesso, ha dichiarato al canale della Federazione Italiana di Atletica.Tornare ad avere una pace interiore per gareggiare e divertirmi. Lo faccio per me stesso e per le persone che mi circondano. Mi ha aiutato uno psicologo sportivo, perché ho sempre avuto grossi problemi di ansia da pre-gara, arrivavo a non dormire la notte prima. Adesso piano piano sto tornando ad essere il vero Andrew”
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Manca ai Giochi a Cinque Cerchi dal 2008, un ritorno dopo quasi 13 anni sarebbe qualcosa di calmoroso. Lui ci crede, manca solo quel 8.22 per salire sull’aereo che porta a Tokyo. Queste le sue impressioni dal Trofeo Perseo:
“Questa è stata una gara che serviva a testare le mie sensazioni con anche una rincorsa nuova. Sono tornato a saltare come quando ero giovane, diciamo. Il vento non mi ha aiutato, anzi, un vento così eccessivo mi ha creato problemi di rincorsa, quindi aspetto con curiosità la prossima gara. Il mio obiettivo è saltare 8.22, cioè il minimo olimpico. Voglio partecipare e cercare di fare una Olimpiade degna del mio nome”

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