Davide Re e Andrew Howe sono stati i grandi protagonisti del Trofeo Perseo, andato in scena oggi a Rieti. Il primatista italiano dei 400 metri si è cimentato sul giro di pista per la prima volta in stagione e, dopo otto mesi di assenza dalle gare, si è imposto con un buon 45.76 davanti ai fratelli belgi Kevin e Dylan Borlée (46.15 e 46.57).
Il ligure ha dichiarato ai microfoni della Fidal: “Sono contento di essere tornato. La mia ultima gara, a Stoccolma, quella dell’infortunio al tendine d’Achille, me la portavo ancora un po’ dietro emotivamente e oggi era importante rompere il ghiaccio. Penso che avrei potuto correre un paio di decimi più forte, quello sì. Ma sono felice di questo tempo e sarà veramente importante per le World Relays della prossima settimana in Polonia“. Insomma c’è ottimismo in vista delle Olimpiadi, dove inseguirà la qualificazione alla Finale. Il prossimo appuntamento è con i Mondiali di stafette (1-2 maggio a Chorzow) e ovviamente cercherà di dare il massimo, nella gara maschile e/o in quella mista.
Andrew Howe è tornato a saltare oltre gli otto metri, a undici anni di distanza dall’ultima volta (8.01 nel 2010 ad Ancona, versione indoor). Il laziale ha sfruttato al meglio una folata di vento ben oltre i limiti (+4,4 m/s) e ha siglato 8.03 metri. Con vento regolare ha comunque ottenuto un buon 7.75 (+1,4 m/s) regalando venti centimetri all’asse di battuta. Il 35enne ha dichiarato: “Il mio obiettivo è fare questo minimo per le Olimpiadi di Tokyo (8,22) per partecipare finalmente a un’Olimpiade degna del mio nome: e oggi ci credo ancora di più”.
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