Marcell Jacobs continua a sognare l’incredibile sfida con Usain Bolt. Il campione olimpico dei 100 metri ha indirizzato un messaggio al giamaicano attraverso il suo profilo Instagram, chiedendo al fuoriclasse caraibico un testa a testa a rubabandiera per beneficenza. Il velocista italiano ha ulteriormente rilanciato in un’intervista concessa al Corriere dello Sport: “Magari al Colosseo o a Piazza di Siena per lanciare il Golden Gala 2022“. Nel frattempo continuano a fare male le accuse sulle legittimità del suo trionfo a Tokyo.

Jacobs oro storico nei 100 metri! Rivivi la gara

Marcell Jacobs ne ha parlato diffusamente: “In tanti hanno fatto finta di non sapere nulla di me, soprattutto i miei amici rivali. Siamo amici da tempo sui social (parla dello statunitense Fred Kerley, argento nel Sol Levante, n.d.r.): quando gli ho inviato un video dell’uscita dai blocchi in allenamento a Rieti ecco cosa mi ha risposto: "9.80 clean" (mostra il suo Whatsapp, n.d.r.). Esattamente il tempo che poi ho fatto in finale. Dubbi lui? E cosa dovrei pensare di uno specialista dei 400 che da una stagione all’altra passa da 10.30 a 9.84? Andre De Grasse (il canadese terzo sui 100 e vincitore dei 200, n.d.r.) mi conosceva, eccome se mi conosceva: a Montecarlo il 9 luglio mi era arrivato dietro quando avevo corso in 9.99“.
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Non tarda ad arrivare la risposta ai media britannici: “A Tokyo sono stato testato otto volte in dieci giorni, così come in tutte le mie gare della stagione. Questi sospetti mi hanno un po’ amareggiato, ma non mi toccano più di tanto. Tutto nasce dal fatto che in molti pensavano che i 100 a Tokyo dovesse vincerli un americano e invece sono spuntato io… Il rinvio dei Giochi di un anno certamente mi ha aiutato, perché il 2020 è stato di transizione. Già nel 2019 facevo 10.03, pur correndo ancora con lo stile del lunghista“. E sulla già citata sfida con Usain Bolt puntualizza: “Sono pronto a sfidarlo a rubabandiera, lui porta la sua squadra e io la mia in cui mi piacerebbe avere amici rapper e piloti di F1. Il tutto per beneficenza, magari al Colosseo vestiti da gladiatori“.

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