Il caso Alex Schwazer ha fatto breccia e, ora, anche il Governo italiano si muove per farlo tornare in gara, con l'obiettivo di portarlo alle Olimpiadi di Tokyo. La Commissione istruzione e cultura della Camera ha votato, infatti, una risoluzione che impegna il Governo ad adottare ogni genere di iniziativa possibile per verificare le condizioni alla partecipazione di Schwazer alle prossime Olimpiadi. Questa la decisione della Commissione con voto unanime. La parola, per adesso, è rispettata e il Governo vuole rendere possibile il ritorno di Schwazer dopo essere stato assolto dal GIP di Bolzano che ha deciso di archiviare il procedimento penale a carico del marciatore azzurro. E ora?
La Commissione istruzione e cultura impegna il Governo ad adottare iniziative, per quanto di competenza e nel rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, affinché siano individuati strumenti idonei a verificare le condizioni per la partecipazione di Alex Schwazer ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo. [Il voto della Commissione istruzione e cultura]
Alla discussione era presente anche Valentina Vezzali, sottosegretaria allo Sport del Governo Draghi, che ha dato parere favorevole del Governo sull'iniziativa proposta da Daniele Belotti, a cui si sono accodati tutti gli altri membri della Commissione nonostante fossero di gruppi politici differenti.
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Il magistrato ha stabilito con alto grado di credibilità razionale che i campioni di urina prelevati dal marciatore erano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi. La squalifica ha già tolto all’atleta 4 anni di vita e la possibilità di disputare le Olimpiadi di Rio e se le attività sportive internazionali non si esprimeranno, Schwazer dovrà stare fuori dall’agonismo fino al 2024, pregiudicando le sue probabili ultime Olimpiadi visti anche i suoi 36 anni di età. [Testo della risoluzione della Commissione]
A livello pratico, però, Schwazer deve passare al contrattacco con un nuovo ricorso al Tribunale svizzero con la richiesta di sospensiva della precedente squalifica. Solo così, infatti, il marciatore azzurro potrà avere a disposizione un pass per andare a Tokyo. Ricorso però reso difficoltoso dalle azioni di Wada e World Athletics (ex IAAF) che si sono già opposte all'assoluzione di Schwazer, definendo impossibile la manomissione dei campioni di urina dell'atleta.

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