Il difficile viene ora. Marcell Jacobs, indubbiamente, è una delle icone dello sport di questo 2021: i suoi due ori alle Olimpiadi di Tokyo, nei 100 metri e nella 4×100, rappresentano una gemma inestimabile che nessuno alla vigilia dei Giochi avrebbe potuto lontanamente sognare. L’Italia dell’atletica leggera, reduce dallo ‘zero’ di Rio de Janeiro, è stata spinta dalle imprese dei suoi nuovi eroi e tra questi c’è il nativo di El Paso.
Confermarsi però sarà, come si sa, la cosa più complicata. Tuttavia, in Jacobs e nel suo allenatore Paolo Camossi non c’è questo timore. Gli stimoli non mancano per dimostrare che quanto accaduto in Giappone non sia stato frutto del caso, ma di un processo di crescita che l’atleta nostrano ha sublimato sulla pista nipponica.
Camossi, intervistato da Repubblica, alza l’asticella e prevede un crono sui 100 metri molto ambizioso: “9″62-9″63. Quando avremo due metri di vento a favore. Marcell in 4 anni e mezzo ha ristabilito un suo schema motorio. Viene dal salto in lungo, era abituato a un altro tipo di corsa ritmica e a sei tentativi, mentre nei 100 se sbagli una sola cosa sei fuori. Non siamo sazi, né vogliamo smettere di andare veloci. Dopo Tokyo eravamo arrabbiati per quel tempo, perché da 9″79 si è passati a 9″80. Noi, non ci accontentiamo“, le parole del tecnico.
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Sarà un’annata ricca di impegni per il campione olimpico, secondo un modus operandi molto chiaro: “La mia filosofia è che ti alleni per gareggiare. Ora partiamo per gli allenamenti a Tenerife, a febbraio saremo agli assoluti indoor ad Ancona, a marzo ai Mondiali indoor di Belgrado, a giugno al Golden Gala a Roma, a luglio ai Mondiali di Eugene, ad agosto agli Europei di Monaco. In mezzo i meeting e un paio di 200 metri per imparare a gestire la curva, senza che il rettilineo diventi un’arrampicata in montagna. I 200 lo obbligheranno a essere più economico nella corsa e io ho qualcosa di nuovo e di diverso con cui farlo divertire“, ha rivelato Camossi.
Entrando più nel dettaglio, l’allenatore di Jacobs ha evidenziato aspetti interessanti: “Abbiamo notato un problema alla gamba destra, che non va veloce come la sinistra, non si può certo dire che freni, ma sicuramente va al traino, non è al servizio del movimento. L’estrazione di un dente del giudizio ha migliorato la postura. In più gli abbiamo cambiato la partenza che creava dei buchi nella sua azione. Il suo piede resta a terra pochissimo, 0″79. Marcell sulla pista scivola, ha gambe lunghissime, tipo Bolt, è capace di correre decontratto, questa è la vera differenza, soprattutto nell’ultima parte di gara“.
Camossi poi ha precisato rispetto ad alcuni temi spinosi. In primis sulla staffetta: “Ha solo espresso il desiderio di poter correre qualche volta l’ultima frazione. L’atmosfera tra i ragazzi è buona. Non ci vedo niente di male“. In secondo luogo, sul rapporto finito con il nutrizionista Spazzini che rischia con altri soggetti il processo per questioni doping: “Si siamo stati molto chiari sull’interruzione del rapporto“.

"Marcellone nostro", il momento della sfilata di Jacobs

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