Ho avuto qualche momento di sconforto ma la vita è troppo bella per essere vissuta con rassegnazione. A volte ci si butta giù per cose piccole. A me ne è successa una grande. Mollare lo sport, però, è sempre stato fuori discussione.
Ambra Sabatini non è semplicemente innamorata dello sport. Lo è della vita. Circa due anni fa, quando ne aveva ancora 17, ha perso la gamba sinistra dopo un incidente in scooter. Nel letto dell’Ospedale Careggi, a Firenze, mentre doveva accettare una sentenza troppo amara anche solo da immaginare, ha cominciato a fare ricerche sulle protesi e sul mondo paralimpico. Ha incontrato Bebe Vio, ha parlato con Alex Zanardi. Ha preso forza da queste icone di resistenza umana e l'ha rovesciata su sé stessa.
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"Quando sono andato a trovarla a Careggi - racconta il presidente Giomi a "La Nazione" (ex presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera) - mi ha accolto con il sorriso: è stata Ambra a dare coraggio a tutti noi. Ha un’intelligenza motoria fuori dal comune, un’impressionante capacità di memorizzare gli automatismi della corsa. Se la guardi impegnata nei 100 metri dalle anche in su, sembra che non abbia alcuna amputazione. Ambra rivoluzionerà la faccia e i tempi dell’atletica paralimpica, vedrete".
Suo papà Ambrogio, sullo scooter con lei il giorno dell'incidente, conferma: "Ricordo il momento in cui ci ha detto: non piangete, mi metterò la protesi più bella del mondo e tornerò a correre e a fare bellissimi risultati". Ecco, probabilmente non sapeva che i risultati sarebbero arrivati così in breve tempo, ma di sicuro non ha mai mollato per raggiungerli. "Ha bruciato i tempi: la sua forza di volontà, unita al lavoro dell’allenatore Jacopo Boscherini, è stata incredibile".

Record del mondo

A 19 anni compiuti da meno di un mese, in quel del Grand Prix internazionale di Dubai, ha realizzato il nuovo record del mondo nello sprint, togliendolo per soli due centesimi di secondo alla compagna di club nelle Fiamme Gialle e pluricampionessa paralimpica Martina Caironi, che lo deteneva dal 2015. Ma l'obiettivo è giù fissato su Tokyo, perché Ambra va di fretta. "Non potrei essere più felice. Devo ancora metabolizzare il tempo da primato che ho realizzato a Dubai. Non me l’aspettavo. La vera gioia è stata vedere felice chi era accanto a me".
Ma non c'è solo l'opportunità dei giochi a 5 cerchi, Ambra vuole di più. Una gara contro le normodotate. "No, non è tutto facile come sembra però con la protesi e con Gianluca Migliore (il tecnico che la cura) si è creato subito feeling. Sono sempre stata una sportiva, per me correre è naturale. La grande forza me la sono scoperta dopo. Non si sa mai quanto si può essere coraggiosi finché non ti succedono certe cose. Io sono convinta che la vita sia un po’ decisa dal nostro destino ma quel destino te lo devi scrivere tu".
Insomma, se nemmeno l'amputazione con conseguente cambio di specialità (era una promessa del mezzofondo, ora è velocista) è riuscita a fermare Ambra, provateci voi. Si prenderà tutto quanto.
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