Calma e pazienza: questi gli aspetti su cui si è focalizzato il presidente della Federazione di atletica leggera, Stefano Mei, ospite di Radio anch’io sport (Rai Radio 1), in merito al caso di Alex Schwazer e al destino delle Olimpiadi di Tokyo 2021, visto il contesto pandemico che tutto il mondo sta vivendo.
Non voglio entrare troppo nel merito, ma c’è un’ordinanza di 87 pagine di un giudice che, oltre ad archiviare la posizione di Alex Schwazer, fa considerazioni estremamente gravi nei confronti di altre entità. Sono 87 pagine contro un comunicato stampa di poche righe“, le parole di Mei (riportate dall’Ansa), riferendosi alla risposta della Wada relativa alle accuse mosse dal Gip di Bolzano. “Si tratta di un’indagine durata quattro anni, dobbiamo tenerne conto. Ci sono i fatti: bisogna rispettare le sentenze e leggere attentamente le motivazioni. Federazione e Coni dovranno tenerne conto e adottare le opportune soluzioni. Vediamo gli sviluppi“, ha sottolineato il n.1 dell’atletica del Bel Paese.
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"Giochi quasi certamente a porte chiuse"

Per quanto concerne i Giochi, il parere del presidente della FIDAL è chiaro: “Siamo tutti col fiato sospeso: venissero rinviate di nuovo, verrebbero annullate, ma il Cio e le autorità sportive cercheranno di farle svolgere. Vediamo che con le opportune precauzioni il calcio va avanti. Saranno quasi sicuramente Giochi a porte chiuse o con un pubblico limitato, si cercherà’ di fare il minor danno possibile“.

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