"Lui è migliore di me per stile, costanza, altezze siderali raggiunte, è sempre stato un modello da seguire: tra le motivazioni che mi hanno spinto ad andare avanti c’è sempre stato il desiderio di raggiungere il suo livello. C’è rispetto reciproco dal primo giorno, l’amicizia è cresciuta strada facendo, l’infortunio ci ha uniti ancora di più". Gianmarco Tamberi parla così al "Corriere della Sera" del suo rapporto con Mutaz Essa Barshim, grande campione di salto in alto con cui a Tokyo ha condiviso il gradino più alto del podio
Siamo uguali. Due esseri umani con l’etica piazzata al primo posto tra i valori, il concetto di amicizia più importante del risultato

Mutaz Barshim e Gianmarco Tamberi

Credit Foto Getty Images

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Sintonia totale

"Nei giorni cupi del gesso ci siamo sostenuti, confidati, abbiamo pianto uno sulla spalla dell’altro. Anche un grande della ginnastica italiana, Juri Chechi, è tornato a gareggiare dopo un grave infortunio, ma la sintonia con Mutaz è stata totale: stessa disciplina, stessa caviglia, stesso recupero difficoltoso"

Inspirational Award

Il premio nel galà di fine anno di World Athletics ha lasciato il segno: "Dal primo agosto non ci siamo più lasciati, ci sentiamo ancora più legati: è come se tra noi corresse un filo invisibile. Io a Ancona, lui a Doha, non importa. Mutaz è il mio fratello di sangue. Non escludo che l’anno prossimo ci si possa allenare insieme, io non ho segreti per lui: conosciamo punti di forza e debolezze reciproche. Naturalmente l’ho invitato al mio matrimonio, nel 2022. Io ero stato al suo con Alexandra a Lund, in Svezia, dove ha la sua base europea, prima che nascesse il piccolo Josef"

Il momento in cui Tamberi ha capito di aver vinto l'oro

"Abbiamo entrambi vissuto un viaggio complicato verso Tokyo, a Montecarlo, subito prima dei Giochi, ho fatto la gara peggiore della stagione (2,20 m), ero distrutto, ho pianto tutta la notte, in quel momento credo che nessuno pensasse che avevo mezza chance di conquistare l’oro olimpico. Nemmeno io. Il giorno dopo mi sono alzato dal letto e mi sono detto: se c’è una sola opportunità, la coglierò. Non potevo mollare, lo dovevo a me stesso".

Tamberi e Barshim premiati con l'Inspiration Award: "Storia incredibile"

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