Debutto stagionale difficile, come pronosticabile, per Filippo Tortu nei 200 metri. Nella tappa inaugurale della Diamond League 2022, in quel di Doha, il 23enne azzurro ci prova nonostante una concorrenza spietata. Alla fine è settimo e ultimo tra gli atleti arrivati al traguardo, fermando il cronometro a 20"41 con tanto vento a favore sul rettilineo (+2.1), tre decimi più lento rispetto al suo personale sul mezzo giro di pista e con quasi sette decimi di ritardo rispetto al vincitore della prova, il campione del mondo Noah Lyles. Ennesima dimostrazione del ritardo di condizione in questo avvio di stagione outdoor, già mostrato una settimana prima nei 100 m di Nairobi.
Bisogna tuttavia tenere conto di diversi fattori a discapito di Tortu: iscritto alla gara con il personal best più alto sui 200 m, l'azzurro è stato costretto a partire dalla corsia numero 1, ovvero da posizione molto svantaggiosa; inoltre, come anche dichiarato dal trionfatore statunitense, gli atleti hanno dovuto fare i conti con una raffica di vento contrario in curva, nonostante la prove venga indicata ventosa dalla giuria, dunque i tempi non sono omologabili. Per l'olimpionico della staffetta 4x100 due settimane lontano dalle competizioni, con l'obiettivo di ritrovare la gamba in vista della prossima uscita al meeting di Trieste il 28 maggio, questa volta sui 100.
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La gara

Cast spettacolare ai blocchi di partenza: presenti, tra i più rinomati, il campione olimpico in carica Andre de Grasse, che a Tokyo 2020 beffò sul finale Lyles, oltre allo statunitense Fred Kerley, argento in quegli indimenticabili 100 m nella capitale giapponese.
Nonostante una piccola incertezza allo sparo, Tortu riesce a stare al traino dei migliori all'uscita dalla curva, mentre il padrone di casa Femi Ogunode è costretto ad alzare bandiera bianca per un risentimento muscolare. Cambia la direzione del vento sul rettilineo finale e il velocista italiano si stacca. Gli statunitensi prendono il largo e se la giocano al photofinish, con il bronzo delle Olimpiadi che precede Kerley di soli 3 centesimi, 19"72 contro 19"75. Tutti gli altri chiudono sopra il muro dei 20 secondi, a partire da Jereem Richards che conquista il terzo gradino del podio per questione di millesimi su de Grasse.

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