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La IAAF ha deciso: Caster Semenya “è biologicamente un uomo”, dovrà ridursi il testosterone
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Pubblicato 19/06/2019 alle 13:04 GMT+2
La Federazione internazionale di atletica chiederà a Caster Semenya di ridurre la produzione naturale di testosterone per poter continuare a correre in campo femminile. Dura replica della mezzofondista sudafricana: “Mi stanno usando come cavia da laboratorio”.
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Caster Semenya è "biologicamente un uomo". È quanto sostiene la IAAF nel suo documento presentato dinanzi al Tribunale di Arbitrato dello Sport di Losanna nel caso che riguarda l'atleta sudafricana. Il TAS ha reso pubblica la documentazione del lungo procedimento che ha visto protagonista da una parte la IAAF e dall'altra Semenya e la Federazione Sudafricana di atletica. Secondo la Federazione internazionale di atletica leggera è questo il motivo per cui la campionessa olimpica degli 800 metri dovrebbe ridurre il suo testosterone naturale per poter competere nelle competizioni femminili internazionali, come previsto dalla nuova normativa contro cui si è invece appellata.
La replica di Caster Semenya: "Usata come cavia da laboratorio"
Caster Semenya ha attaccato duramente la Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) di averla usata come "una cavia da laboratorio" nel contestare in tribunale il nuovo regolamento riguardante gli atleti iperandrogenici. L’atleta sudafricana ha accusato la IAAF di aver sperimentato una terapia ormonale per ridurre i suoi livelli di testosterone, che le nuove regole della federazione ora richiedono agli atleti iperandrogenici per competere a livello internazionale nelle gare dai 400m al miglio (1.609 m). "La IAAF mi ha usato come una cavia da laboratorio in passato per sperimentare come il trattamento che volevano che io prendessi avrebbe abbassato il mio livello di testosterone", ha affermato Semenya nella dichiarazione.
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