Un vero e proprio colpaccio. Marcell Jacobs trova un 6”47 mostruoso ai Campionati Europei indoor di atletica in quel di Torun e centra una meravigliosa medaglia d’oro sui 60 metri. Primo grande successo della carriera per il velocista azzurro che ha sbaragliato la concorrenza in terra polacca.
Le parole dell’italo-americano riportate dalla FIDAL: "Sono super soddisfatto e orgoglioso di questa prestazione, che viene da tantissimo lavoro e anche da tante batoste che ho preso. Questo mi ha portato qui in un’ottima condizione fisica, che si era comunque già vista nella prima parte di stagione, e mentalmente stavo benissimo"
Tokyo 2020
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Per me era un sogno essere qui con il tricolore addosso. E' qualcosa di incredibile vincere il titolo europeo con il record italiano e la migliore prestazione mondiale dell’anno
"La gara è stata velocissima, sono partito molto bene e a un certo punto non ho visto più nessuno vicino a me, però ho continuato a spingere più che potevo e mi sono anche buttato bene sul traguardo. Ho visto che ero davanti, mi è arrivata una scossa incredibile nel corpo"
Sul lavoro con il suo allenatore Paolo Camossi: "Non sapevo ancora il crono, quando sono andato da Paolo che mi ha dato la bandiera. C’è tantissimo del mio coach in questo risultato. Con lui dal 2015 abbiamo condiviso un percorso e stravolto le nostre vite, spostandoci a Roma, soffrendo anche insieme per le sconfitte e ora siamo qui insieme a festeggiare. Nella vita normale per me non cambia niente, ma sarò più consapevole delle mie potenzialità e lavorerò molto duramente per l’estate, con più di un appuntamento importante. Testa bassa e si continua a lavorare".
La gioia finale: "Ho avuto tanti infortuni e ho dovuto cambiare la specialità che amavo, il salto in lungo. Negli ultimi due Europei, nel lungo, non ero neanche andato in finale. Mi ricordo la scorsa edizione, io e Paolo a piangere su una sedia dopo i tre nulli in qualificazione. Due anni dopo siamo qui con una medaglia d’oro al collo e questo significa tantissimo, sono super contento".

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