Pistorius e gli steroidi: “Solo sciocchezze”

Parla il manager italiano dell’atleta sudafricano, che si è confessato a “Chi”: “Ci eravamo sentiti un paio di settimane fa, era tranquillo, sempre solare, pieno d'ironia”

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Dopo l'accusa di omicidio che ha portato in carcere a Pretoria Oscar Pistorius, parla su Chi, nel numero in edicola domani, Federico Russo, 40 anni, il manager italiano del campione sudafricano. Russo non crede alla fondatezza delle accuse. "Sciocchezze, sciocchezze", dice. "Lui scala le montagne a mani nude, fa il rafting e sorride, quando mi racconta che ha lasciato il rugby perchè da un momento all'altro si trovava senza gambe dopo un placcaggio". Russo ha conosciuto Pistorius negli Stati Uniti, una sera a cena, nel 2008, alla vigilia delle Paralimpiadi di Pechino. "Oscar insisteva di non piangersi mai addosso e voleva che lo ripetessimo anche ai disabili italiani", dice, con un filo di voce, Russo. "Guardate me, non ho le gambe e sto andando a Pechino", diceva. Io ero con lui, gli portai la maglia di Cassano, che è un grande fan di Pistorius. "Se l'ho mai visto strano negli ultimi tempi? Mai", continua Federico Russo, "assolutamente no: lui era così come lo vedete in televisione. Ci eravamo sentiti un paio di settimane fa, era tranquillo, sempre solare, pieno d'ironia. Lavoro con Oscar, ma è anche, soprattutto, un amico, un ragazzo meraviglioso. Sentire queste cose su di lui è assurdo". Oggi qualcuno spiega come fosse ossessionato, negli ultimi tempi, dal poligono di tiro. Ci andava, raccontano, quasi tutti i giorni. "Temeva soltanto che qualcuno entrasse in casa", insiste il suo manager italiano, incredulo.
Con la modella sudafricana, 29 anni, bellissima, laureata, una carriera in ascesa, si era fidanzato a novembre, ma si frequentavano da almeno sei mesi. "Io non l'avevo ancora conosciuta", racconta Russo, "ma lui era molto riservato su questo. Si era limitato a dirmi che stava con lei e che era molto felice". Sulla questione degli steroidi, composti che potrebbero far perdere la testa, dice: "Sciocchezze, non è possibile. Lui a cena beve latte, figuriamoci. Lo prendevo anche in giro su questo. Si allena tantissimo, segue una dieta perfetta, va a letto presto. Allenamento, talento, testa, solarità, serenità, questo è Pistorius. Lui ci è nato senza gambe, praticamente, e non ne ha mai fatto un dramma: "Io non so cosa vuol dire averle, ma sono più bravo e corro meglio di chi le ha", mi dice sempre e, quando gli rispondo "sei in gamba Oscar", ci facciamo un sacco di risate, altro che traumi, altro che paranoico".
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