La sentenza del Tribunale di Bolzano che ha assolto Alex Schwazer, a distanza di circa due mesi, continua a restare indigesta alla Wada che torna ad attaccare il 36enne marciatore altoatesino e anche i giudici italiani rei, secondo l’agenzia mondiale antidoping, di aver emenato una sentenza così dura e avanzato accuse così pesanti senza garantire alla controparte la giusta possibilità di difendersi.
"La Wada è scioccata dal fatto che il giudice istruttore ritenga opportuno emanare una sentenza in cui si formulano gravissime accuse senza prima dare alla Wada o alle altre parti un'adeguata opportunità per difendersi. La Wada respinge completamente le accuse mosse contro di essa dal giudice istruttore. Proprio come un qualsiasi osservatore imparziale pronto ad ascoltare oggettivamente tutte le prove”.
In un lungo documento, la Wada ripercorre tutta la vicenda del processo penale nei confronti di Schwazer ricordando che "il 18 febbraio un giudice istruttore di Bolzano, il giudice Walter Pelino, ha presentato una serie di accuse contro World Athletics, il laboratorio antidoping di Colonia e l’agenzia mondiale antidoping”.
Tokyo 2020
Coleman fuori dalle Olimpiadi: squalifica ridotta, ma non basta
16/04/2021 A 14:44
"La mancanza di equità e di un giusto processo è evidente. La Wada - si legge nel comunicato - è quindi costretta a difendersi pubblicamente, in modo che osservatori leali possano comprendere i fatti veri e formulare la propria valutazioni. Ci vorrebbero molte pagine per correggere tutti gli errori e le incomprensioni nel decreto del giudice istruttore. In questa dichiarazione, quindi, la Wada affronta solo l'accusa centrale, vale a dire che il signor Schwazer è stato incastrato aggiungendo testosterone sintetico al suo campione di urina”.

La Wada torna ad attaccare Alex Schwazer

Credit Foto Eurosport

"Accuse inaffidabili o infondate"

Il contrattacco della Wada prosegue con una domanda: “Se l'intento era quello di incastrare il signor Schwazer, perché aggiungere al suo campione una sostanza che non sarebbe distinguibile, nei test di routine, dal testosterone endogeno? Perché lasciare al caso che l'APMU indipendente rilevi successivamente un'anomalia nel profilo degli steroidi e richieda il test IRMS del campione del gennaio 2016? Perché non aggiungere semplicemente al campione un noto steroide che non viene prodotto naturalmente e viene rilevato facilmente (ad es. Stanozolol), in modo da garantire un rilevamento istantaneo e una carica immediata? Il giudice istruttore ha scelto di ignorare tutte queste prove. Ad esempio, ha suggerito che le prove del laboratorio di Losanna non erano state adeguatamente depositate presso lui o il perito nominato dal tribunale, anche se tale esperto si riferiva alle prove di Losanna nel suo primo rapporto. Questo tipo di approccio è possibile quando non stai conducendo un processo e non devi seguire un giusto processo, o per dare alle persone che stai accusando un'opportunità piena ed equa di difendersi e spiegare cosa si sta perdendo. Ma non porta ad accuse affidabili o fondate”.

Conferenza stampa Alex Schwazer a Vipiteno

Credit Foto LaPresse

Legale Schwazer: "Parole prive di sostanza"

Non si è fatta attendere la risposta dell’entourage di Schwazer, in particolare del legale della medaglia d’oro a Pechino 2008, Gerhard Brandstätter: “Quello che dice la Wada è privo di sostanza – la replica dell’avvocato all’AdnKronos - Non vogliono ricordare, fra le tante cose, che ad Alex è stato imposto un rito abbreviato nel giugno 2016 con rinuncia ad ogni appello, la sede di Rio de Janeiro che non era competente, e difatti l’udienza lì è stata spostata dalla sede Tas in un ufficio privato. Non dicono che il laboratorio Wada di Colonia si è opposto con tutte le forze a consegnare le provette al giudice italiano, che hanno tentato di consegnare una provetta B sbagliata non sigillata, che hanno indicato quantità sbagliate. Non dicono che le provette, prima, erano rimaste a Stoccarda un pomeriggio ed una notte e c’è stata una falsa dichiarazione di consegna e non erano anonime. Non dicono che la prova di Losanna di cui parlano è fuori da qualsiasi regola procedurale, fatta clandestinamente in pendenza del procedimento e della perizia in corso davanti al giudice, senza informare lo stesso, il C.T.U. e tanto meno Alex, senza riscontri tecnici”.
Brandstätter ha anche aggiornato riguardo all’eventualità che vada ai Giochi: “Ora stiamo aspettando Losanna. La possibilità che Alex vada ai Giochi? Bisogna andare alla Suprema Corte Svizzera, chiedendo che ordini il riesame e dia la sospensiva; è un giudice civile che deve intervenire in materia sportiva, non è facile ma ci proviamo”.

Folorunso: "Tokyo? Quando ci penso mi si scalda il cuore"

Tokyo 2020
"Noi diffamati dal tribunale": la WADA contro la sentenza Schwazer
02/04/2021 A 09:18
Tokyo 2020
Schwazer, la WADA conferma: "Squalifica fino al 7 luglio 2024"
31/03/2021 A 10:05