Guardando indietro nel tempo si trovano a volte storie al limite dell’incredibile, racconti che sembrano essere lì a testimoniarci quanto in questo lasso di tempo il mondo sia cambiato. Nel nostro viaggio nel tempo nella storia olimpica di questa settimana, settimana in cui partiranno i Mondiali Indoor di Atletica a Portland (in Oregon) e di cui Eurosport trasmetterà le gare, vi raccontiamo una di queste storie; il giapponese Shizo Kanakuri sparisce misteriosamente durante la maratona nei Giochi Olimpici di Stoccolma 1912 e, nonostante le ricerche delle forze dell’ordine svedesi, pochi giorni dopo la fine delle Olimpiadi la polizia lo dichiara scomparso.

La colletta per pagargli il viaggio

All’inizio del 1912 l’allora ventunenne giapponese Shizo Kanakuri realizza il miglior tempo dell’anno nella maratona, 2 ore 32 minuti e 45 secondi, un tempo che per gli standard dell’epoca è qualcosa di eccezionale. Le Olimpiadi, previste per l’estate, si tengono a Stoccolma, dall’altra parte del mondo e, come di uso all’epoca, non c’è un’organismo disposto a pagare il viaggio per gli atleti; per far in modo che Kanakuri possa affrontare il viaggio parte dunque una raccolta fondi che coinvolge tutta l’Università di Tokyo, della quale il maratoneta è studente. Grazie ai soldi messi insieme da studenti e professori il 14 luglio Shizo Kanakuri è al via della maratona dei Giochi della V Olimpiade.
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Kanakuri sparisce nel nulla

La giornata è calda e torrida, la temperatura si aggira intorno ai 32 gradi e ai maratoneti, da regolamento, non sono concessi rifornimenti lungo il tragitto. Arrivato al 30° chilometro Shizo Kanakuri si trova, come da previsione, in una delle prime posizioni, ma scompare all’improvviso e di lui non si sa più nulla. Il maratoneta nipponico non arriva al traguardo e dopo diverse ore dalla fine della competizione viene allertata la polizia. Le ricerche si susseguono, ma di Kanakuri non si trova più traccia e alla fine le forze dell’ordine si arrendono inserendo quello dell’atleta fra i casi di persone scomparse.
Kanakuri ricomparirà solo mesi più avanti, in Giappone, e dopo la prima Guerra Mondiale prenderà parte ai Giochi di Anversa 1920 e di Parigi 1924, ma serviranno ancora quasi quarant’anni perché la verità sul suo caso venga rivelata.

Il mistero viene svelato

Nel 1966 un giornalista svedese parte alla volta del Giappone allo scopo di trovare l’ormai anziano Shizo Kanakuri e farsi raccontare come sono andate le cose in quel lontano 14 luglio 1912. Lo trova a Tamana, la sua città natale, dove Kanakuri svolge la professione di insegnante di geografia, e riesce così a farsi raccontare tutto.
L'ormai ex maratoneta racconta al cronista della tv scandinava che, intorno al 30° chilometro, spossato dal caldo, si era fermato davanti al giardino di uno spettatore che gli aveva offerto un bicchiere di succo di frutta (questo era consentito dal regolamento). Vedendolo provato lo spettatore svedese aveva fatto di più, invitando l’uomo a sostare qualche minuto all’interno di casa sua per ripararsi dal caldo e riprendere fiato. Ignaro di ciò che questo avrebbe potuto comportare, Kanakuri aveva accettato, si era seduto su una poltrona ed era caduto in un sonno profondo. Si era risvegliato molte ore dopo, a sera inoltrata, quando la gara era ormai finita e le ricerche della polizia già iniziate. L'imbarazzo per l’accaduto era tale che il maratoneta aveva deciso di non farsi trovare e, probabilmente sotto falso nome, aveva lasciato la Svezia per far ritorno in Giappone.

La gara va finita...

La sua storia, che già al tempo in Svezia l’aveva reso famoso, dopo le sue rivelazioni torna in auge al punto che, nel 1967, in occasione della commemorazione dei 55 anni dei giochi Olimpici, il governo svedese invita Kanakuri a finire la sua maratona. Il giapponese riparte da dove si era fermato e arriva fino al traguardo realizzando l’incredibile tempo di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.
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