Il campione olimpico dei 100 metri e della 4x100 nonché portabandiera olimpico durante la cerimonia di chiusura di Tokyo 2020 Marcell Jacobs è stato intervistato da Cesara Buonamici al TG5: tanti gli argomenti affrontati, ecco gli stralci più significativi:

Mental coach

"Con la mia mental coach è cambiato tutto. Tra mente e corpo deve esserci un collegamento diretto. Tutti sapevano delle mie qualità fisiche ma non riuscivo ad applicarle in pista. Il lavoro con la mental coach mi ha permesso da subito di ottenere grandi risultati. Lei dice che è fortunata con me perché riesco ad apprendere subito quello che lei mi insegna."
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"Motoretta"

"Da bambino correvo nel cortile di mio nonno. Correvo sempre, anche abbastanza veloce, mi chiamava motoretta. "

Gli errori istruttivi

"Ho imparato dai miei errori, tutti quei piccoli o grandi errori mi hanno insegnato determinate cose e mi hanno aiutato ad arrivare dove sono arrivato. Bisogna sbagliare ma poi si riesce ad arrivare dove si vuole."

L'obiettivo

"C’è un percorso importante verso Parigi con due Mondiali in mezzo, un percorso lunghissimo anche se non sembra, per questo ho scelto di fermarmi. Cercherò di riconfermarmi e di fare anche meglio di Tokyo."

La famiglia

"Mia mamma mi ha sempre spronato, con mio padre c’è stato un bel riavvicinamento. Io sono un ottimo padre, tutti i miei figli hanno delle buone fibre. Sono molto contento di questo. Il tatuaggio della tigre? Tutti i tatuaggi raccontano il viaggio della mia vita, è il mio animale preferito"

Jacobs è un "motorino con le gambe": 43.3 km/h in finale

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