Il 6 agosto 2021, a pochi giorni dalla cerimonia di chiusura, l’atletica italiana conquistò il 4° e il 5° oro della spedizione di Tokyo 2020. Un record per la storia tricolore di questa disciplina. Ecco allora che gli artefici di questo risultato entrarono di diritto nella storia. Prima Antonella Palmisano con la marcia 20 km, poi la staffetta maschile 4x100 (in mezzo l’oro nel karate di Luigi Busà)...fu una giornata magica per i nostri colori. Gli azzurri della 4x100 non partivano con i favori del pronostico. Certamente il fatto di avere in squadra il più veloce al mondo, Marcell Jacobs, alimentava qualche sogno. In più l’Italia aveva disputato delle buone qualificazioni, siglando il quarto tempo. Per il primo posto serviva però una prestazione superlativa da parte di tutti e quattro. E questo è successo. Gli azzurri hanno fatto una gara perfetta, a partire dai primi 100 metri di Lorenzo Patta. Poi l’accelerazione di Marcell Jacobs che ha portato in testa l’Italia. Fausto Desalu si è mantenuto nelle prime posizioni. Ed infine, il capolavoro di Filippo Tortu, che partendo in leggero svantaggio rispetto all’inglese, lo ha rimontato nel finale e battuto per un centesimo. 37.50 Italia, 37.51 Gran Bretagna. Decimo oro nel medagliere, primo di sempre nella 4x100. Tortu in lacrime: dopo una stagione poco positiva, con la mancata finale nei 100, il coronamento di un sogno. Sarà poi virale il post con Chiellini che, per aiutare Tortu, trattiene il britannico sul traguardo come fosse Saka in finale degli Europei.

DOPO TOKYO: LA STAFFETTA 4X100

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Non sono state tante le occasioni per rivedere insieme i 4 eroi di Tokyo. Gli azzurri hanno ottenuto un oro retroattivamente nelle World Relays 2021, i cosidetti Mondiali di staffette, che si erano tenuti a maggio 2021. A marzo infatti, è stata squalificata la Sudafrica per un caso di doping e l’Italia, che era arrivata seconda, è stata promossa a vincitrice. In quella gara c’erano solo 3/4 della formazione delle Olimpiadi. Era assente Lorenzo Patta, al suo posto gareggiò Davide Manenti.
Meno fortunata invece è stata la rassegna iridata di Eugene. Negli Stati Uniti gli azzurri hanno dovuto fare a meno di Marcell Jacobs, assente per infortunio, e sono stati quindi costretti a stravolgere la formazione in extremis. Il suo posto l’ha preso Chituru Ali, autore di una buona stagione ma di un pessimo Mondiale, e sono state invertite alcune posizioni (Tortu per la seconda frazione, Ali all'ultima). Risultato? 38.74, settimo posto in batteria ed eliminazione immediata. Sicuramente si è sentita la mancanza di Jacobs, anche se non si sarebbe mai presentato al top visto che da qualche mese è alle prese con guai fisici di vario tipo. Tuttavia, la prima spiegazione del risultato negativo sta nella preparazione. "Abbiamo provato pochissime volte", ha detto Patta dopo la gara. Tortu invece ha commentato così: "La finale era nelle nostre corde, era alla portata ma abbiamo commesso troppi errori".
Il quartetto italiano avrà però la possibilità di riscattarsi agli Europei di Monaco di Baviera, in programma dal 15 al 21 agosto. Da vedere se riuscirà a partecipare Marcell Jacobs, e se accetterà di correre anche la staffetta. Convocati anche Patta, Desalu e Tortu. Ci sono poi le alternative, tra cui Chituru Ali. La squadra da battere sarà la Gran Bretagna. Da podio anche la Francia. Gli azzurri, se saranno in condizione, potranno essere competitivi per tutte le medaglie.

365 GIORNI DI FILIPPO TORTU

Di Jacobs abbiamo già scritto fin troppo. Si è preso lui le prime pagine, giustamente, perché è stato il successore di Usain Bolt e perché ha permesso un risultato così impressionante. Tuttavia, come anticipato, l’artefice del capolavoro è stato Filippo Tortu, che in quella gara ha corso molto più veloce di quanto pensava lui stesso di poter fare. 8 secondi e 92 centesimi! A Tokyo era reduce dalla stagione peggiore della sua vita. Eppure, ad un incontro a cui ho partecipato, lui raccontava che era fiducioso, che sentiva di poter tirare fuori prestazioni importanti. La gara dei 100 metri andò però peggio delle aspettative, si trattò dell’ennesimo fallimento dell’anno e lui per qualche giorno fu demoralizzato. Difficile spiegare quindi come fu possibile la rinascita. “Non mi conoscevo ancora nemmeno io a livello tecnico”, ci raccontò. Alle Olimpiadi è iniziata allora una nuova carriera. Se ha corso così veloce, infatti, può riuscirci ancora.
Nel 2022 il ragazzo milanese ha disputato alcune ottime gare. Si è concentrato soprattutto sui 200 metri. Nei 100 metri ha partecipato solo a Nairobi, dove ha chiuso al settimo posto, al Triveneto Meeting di Trieste, dove ha vinto con 10.14, e ai Campionati Italiani a Rieti, dove è arrivato terzo dietro a Jacobs e Ali. Sono stati migliori i risultati nei 200 metri. E’ infatti arrivato terzo al Golden Gala a Roma e in Svizzera con 20.15. La preparazione per i Mondiali è stata quindi molto buona. A Eugene è arrivato con grandi speranze, ha vinto la batteria con 20.18 ed ha migliorato il personale in semifinale. 20.10 ma niente accesso alla finale. Fuori per appena tre millesimi! Il suo è stato il secondo miglior tempo italiano nei 200 metri, dietro solo a Pietro Mennea. Eppure non è bastato. Una delusione cocente che però lo rilancerà con maggiore entusiasmo verso gli Europei di Monaco di Baviera. L’azzurro è il primo atleta del Vecchio Continente nel ranking dei 200 metri, è stato anche il migliore europeo nella rassegna iridata. Dunque, è giusto aspettarsi qualcosa da lui.

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