La chiarezza sul destino del 2020 della Major League Baseball non c’è. La pandemia di coronavirus ha sconvolto i piani della lega professionistica americana, che deve ora fare i conti con la riprogrammazione completa, al netto anche delle necessità causate dai protocolli sanitari che emergono in tema di spettatori e non solo.
Ad aprile, il mantra della MLB era quello di “giocare più partite possibili nel 2020”. Di piani d’azione ce ne sono stati, e ce ne sono tuttora, diversi: si potrebbe partire il 4 luglio con partite in due soli Stati (Arizona e Florida, segnatamente), per ridurre al minimo i viaggi. Si tratterebbe di disputare un centinaio di partite, sulle 162 originariamente previste, tenendo conto di rivalità e posizioni geografiche per formare tre veri e propri supergironi con cui si verrebbe a eliminare la distinzione tra National League e American League. Rimane, però, una situazione ancora in evoluzione, che potrebbe riservare novità nei prossimi giorni: del resto, un calendario non è ancora stato stilato.
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Per quanto riguarda il protocollo sanitario, invece, molte indicazioni sono emerse dalla bozza del Manuale delle operazioni 2020, lunga oltre 60 pagine. Tra le varie annotazioni: divieto di doccia, spogliatoi chiusi e giocatori che arrivano già vestiti in tenuta da gara. A proposito di docce e simili elementi, non si potranno usare saune, bagni turchi e camere per crioterapia. Negli stadi, invece, niente contatto fisico tra i giocatori, neanche per i celebri “high five”, e le mascotte non saranno ammesse. Vietati anche i pranzi al ristorante durante i trasferimenti, che saranno effettuati in strutture aeroportuali ad hoc ove fossero necessari i voli. In albergo, meglio i piani bassi.
La ripresa degli allenamenti potrebbe essere scaglionata, e durante gli stessi ai lanciatori saranno imposte delle maschere; i giocatori non potranno toccarsi qualunque cosa che abbia a che fare con la faccia. Gli allenamenti potranno essere a gruppi di 5 persone, con possibilità di aumentare i numeri se le cose andranno in miglioramento. Il ritiro sarà preceduto da una fase di test e autoquarantena di 24-48 ore, fino all’arrivo dei risultati dei test (che dovranno effettuare anche le squadre, dotate degli adeguati strumenti). In caso di sintomi da Covid-19, l’interessato non potrà tornare nel team fino a doppio test negativo. Mascherine: sempre indossate, tranne che in campo.
Sul diamante, gli interni sono invitati a restare a distanza dai corridori sulle basi, al pari degli allenatori di prima e terza base.

Cheeerleader con mascherine, sagome in tribuna, fan sullo schermo: la ripresa del baseball in Corea

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