"Non sono colpevole"

Il campione statunitense di baseball si difende dall'accusa di aver assunto steroidi

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Il campione di baseball americano Barry Bonds, che ha sempre respinto le accuse di aver fatto uso di steroidi, si è presentato oggi davanti al giudice di San Francisco dichiarandosi "non colpevole" nel processo che lo vede accusato di aver giurato il falso e di essere stato di ostacolo alla giustizia. Bond, che nell'estate scorsa aveva stabilito il record storico di 756 fuori campo (nessuno come lui nella storia del baseball Usa), nell'ambito dell'inchiesta in cui era rimasto coinvolto aveva sempre negato di aver fatto ricorso a sostanze dopanti. E, come prevede la procedura, interrogato al riguardo davanti al Gran Jury, in quattro occasioni aveva giurato la sua innocenza.
Le accuse nei confronti del campione dei San Francisco Giants, però, non erano cadute. Il 15 novembre scorso Bonds, oltre ad essere accusato di aver fatto uso di doping il giocatore, venne formalmente accusato di aver mentito sotto giuramento e di essere stato per questo di ostacolo alla giustizia. Oggi il campione si è presentato davanti ai giudici e si è dichiarato "non colpevole". In America presentarsi al processo equivale formalmente a un arresto. Il giocatore per tornare in libertà dovrà ora versare una cauzione. Il processo continua. Se dovesse venire condannato, Bonds potrebbe restare in carcere anche per più di due anni.
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