La notte dei record. Solo così si può definire quanto è accaduto stanotte tra Los Angeles Dodgers e Boston Red Sox nella gara-3 delle World Series 2018. Nelle finali della lega americana di baseball una partita così non s’era mai vista: è stata, infatti, la più lunga per durata complessiva (7 ore e 23 minuti) nonché quella col maggior numero di inning (18) di tutta la storia delle World Series. La vittoria è andata ai Dodgers per 3-2, grazie a un fuoricampo di Max Muncy che ha fatto impazzire di gioia gli oltre 50.000 spettatori accorsi al Dodgers Stadium, quasi tutti rimasti incollati al loro posto a dispetto dell’incredibile lunghezza della partita.

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I primi a sbloccare il risultato sono i Dodgers, che sfruttano un fuoricampo battuto a destra da Joc Pederson per andare avanti 1-0 nel terzo inning. I Red Sox rispondono con la stessa moneta, recapitata da Jackie Bradley Jr. nell’ottavo inning. La partita non si riesce a risolvere entro le nove riprese regolamentari e comincia a diventare drammatica e lunghissima: nuove realizzazioni arrivano al 13° inning, con Eduardo Nunez che trova un singolo con palla rasoterra che permette a Brock Holt di andare a segno, mentre il pitcher Scott Alexander si mangia le mani per il suo errore: è 1-2 Red Sox. Fortunatamente per lui, i Dodgers rimediano subito, grazie a un singolo di Yasiel Puig che porta Max Muncy a segnare il 2-2 anche perché Kinsler sbaglia completamente il lancio che ne avrebbe causato l’eliminazione. L’eliminazione di Turner segna l’arrivo al quindicesimo inning, il che rende questa la partita più lunga della storia delle World Series sia per durata che per numero di inning giocati. In una situazione del genere, di norma il pubblico inizia ad andarsene: stavolta, però, dopo oltre sei ore di battaglia, sono tutti ancora lì, al Dodgers Stadium, a godersi Maeda che salva una parte alta del 15° inning davvero critica per i pardoni di casa.

Nella parte bassa dello stesso, Muncy va vicinissimo a chiudere la gara, ma quello che sarebbe un fuoricampo è in realtà una palla che finisce per pochi centimetri in foul. Ben oltre la settima ora di gioco, i Red Sox tentano di creare qualcosa nella parte alta del 18° inning, ma un doppio gioco cancella tutto. Pochi minuti dopo, a mezzanotte abbondantemente passata, Muncy fa quello che non era riuscito a fare tre riprese prima: sul lancio di Eovaldi piazza una palla che vola alta, altissima e lunga, sempre più lunga, fino ad arrivare tra gli spalti. Fuoricampo, partita finita, esplode il Dodgers Stadium, volano tutti in campo, Los Angeles riduce le distanze e si assicura un’altra gara in casa. Nel frattempo, per quelli che saranno ancora in grado di stare in piedi, stanotte ci sarà la quarta partita.

federico.rossini@oasport.it

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