L'anno di apprendistato da "stagista consumato" al seguito di coach Ettore Messina ha portato a un esito non previsto, ma ugualmente importante e apprezzabile. Gianmarco Pozzecco è diventato il nuovo tecnico della Nazionale azzurra, e sarà coinvolto, sin da subito, in due progetti delicatissimi: portare l'Italia ai Mondiali del 2023, proseguendo il lavoro già iniziato da Meo Sacchetti negli scorsi mesi, e sognare una medaglia negli Europei di settembre, che l'Italbasket giocherà in casa, al Forum di Assago, nella fase a gironi, prima di volare a Berlino. D'altronde, il Poz è uno degli ultimi medagliati azzurri, con l'argento vinto alle Olimpiadi di Atene del 2004, ultima apparizione dell'Italia sul podio in una competizione internazionale.
Pozzecco è stato presentato nel suo nuovo ruolo a tre giorni di distanza dalla burrascosa interruzione del rapporto tra la Nazionale e coach Meo Sacchetti, nella breve finestra che separa le serie playoff di semifinali e finale. Il Poz lascerà la panchina dell'AX Armani Exchange Milano alla vigilia della sfida scudetto in partenza mercoledì 8 maggio contro la Virtus Bologna, per prendere in mano la squadra azzurra a tempo pieno. Il suo primo impegno è già programmato tra una ventina di giorni: sabato 25 giugno l'Italia sfiderà la Slovenia di Luka Doncic in un'amichevole extra-lusso a Trieste, città natale del Poz.

Gianmarco Pozzecco durante una partita dell'AX Armani Exchange Milano, Serie A 2021-22

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Basket
Gianmarco Pozzecco al posto di Meo Sacchetti: è il nuovo coach dell'Italia
02/06/2022 A 10:15

Una passione sconfinata per la maglia azzurra

"Io e Petrucci ci conosciamo da tempo e abbiamo un minimo denominatore comune: la grande passione che condividiamo per la maglia azzurra. Ci sono pochi sportivi che hanno sofferto come me per l'azzurro. Sono stato escluso per due volte per due competizioni in cui pensavo di poter partecipare da giocatore, a Parigi nel 1999 e in Svezia nel 2003. Questa sofferenza ha reso ancor più indimenticabile il successo di Atene. Credo che nessuno abbia goduto come ho goduto io. Credo che non ci sia nessun altro, a livello di allenatore, che abbia il rispetto che ho io per gli italiani. Concludo dicendo che questa mia formazione mi darà un grande senso di responsabilità".

Pozzecco in lacrime alla presentazione da nuovo ct Italbasket

L'uomo giusto per ridare visibilità tangibile alla pallacanestro italiana

"Sono contento che Meo Sacchetti continuerà ad allenare. Credo che sia uno dei più grandi personaggi che lo sport italiano abbia mai avuto. Un altro pensiero va all'Olimpia Milano: ringrazio la società di avermi dato la possibilità di essere qui presente. Ringrazio Ettore Messina, una persona cui sono incredibilmente legato e affezionato. Ringrazio i giocatori e lo staff con cui ho condiviso queste ultime ore, davvero toccanti a livello emotivo. Allenare la Nazionale sarà molto diverso da quello che ho fatto finora. Sarà elettrizzante, ma la responsabilità che avrò sarà enorme. Il mio ruolo sarà full-time, perché penso che ci sia la necessità di avere l'obiettivo di far vincere la squadra nazionale, perché è il più grande traino per il basket in generale, ma anche quello di far crescere il movimento, che affronterò in maniera quotidiana. Da giocatore mi è riconosciuto il fatto di aver dato una visibilità tangibile alla pallacanestro. Quello che voglio fare è cercare di ridarla in un periodo in cui si è un po' smarrita. Allenare una Nazionale non è facile, soprattutto in questo periodo di finestre. I giocatori dovranno essere intelligenti nel capire che avranno possibilità di esprimersi in momenti diversi della stagione".

Ettore Messina, Gianmarco Pozzecco e Massimo Fioretti sulla panchina dell'AX Armani Exchange Milano, Euroleague 2021-22

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Ettore Messina, un maestro di prima classe

"Molti pensavano che la convivenza con Ettore Messina potesse essere difficile. Ma ormai è passata una stagione e posso dire che il rapporto con Ettore è stato meraviglioso. Sono stato a contatto per un anno con uno dei migliori del mondo, è superfluo dire quanto abbia imparato da lui. Mi ha insegnato tantissimo, ma non so quanto poi io sia riuscito ad apprendere per mia incapacità. Mi sono sentito un po' il suo fratellino minore. Mi auguro per tutta la società che la stagione si possa chiudere nel migliore dei modi".

Un basket sempre vissuto con grandi emozioni

"Non vivrò mai la pallacanestro senza emozioni. Quando ero piccolo dovevo scegliere tra il calcio, cui mi spingeva mio padre, e il basket. Scelsi il basket, ma per riuscire a farlo dovetti diventare un giocatore incredibile. Se mi chiedete di evitare i miei momenti in cui divento verde e mi trasformo nell'incredibile Hulk, beh, non posso assecondarvi. Questi momenti sono calati, anche grazie al supporto di mia moglie. Ma non posso cancellarli dalla mia figura. C'è bisogno di figure di ex-giocatori all'interno del sistema. Un ex-giocatore può avere sensazioni che un altro non ha. Ma anche uno che ha fatto l'allenatore sin da bambino ha altre capacità di interpretare le cose. Sono riuscito a coprire certi ruoli per il mio passato da ex-giocatore. Ma da giocatore devo dire che ho vinto poco. Questo vuol dire che vincere è importante, ma o non è tutto, ma, oppure, non vince mai nessuno. Vincono soltanto i grandi predestinati. L'ultima medaglia dell'Italia è del 2004. Poi basta. So che vincere con questa Nazionale non sarà facile".

Nemmeno Messina resiste al "mattacchione" Pozzecco

Petrucci: "La Nazionale è il massimo cui si possa aspirare, Pozzecco rappresenterà il Paese intero"

"La Nazionale è il massimo cui un allenatore possa aspirare. Rappresenta il Paese. Il numero uno della Federazione sarà Pozzecco, perché sarà l'emblema del nostro movimento. bbiamo fatto una scelta straordinaria. Una persona onesta, simpatica, esuberante, che ha allenato, e che ha allenato bene. Sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Sarà difeso sempre e comunque. Nello sport, nelle Coppe, si possono raggiungere risultati grandissimi, ma allenare la Nazionale è un sogno, è un altro pianeta. Pozzecco è una persona che stavo seguendo da tempo. Con lui ho sempre avuto un rapporto straordinario, sin dalle Olimpiadi di Atene 2004. Voglio ringraziare Ettore Messina e l'Olimpia, perché ha permesso a Pozzecco di unirsi a noi già in questi ultimi giorni di campionato. So benissimo che il momento in cui ho fatto questa scelta, chiudendo il rapporto con Meo Sacchetti, potesse essere sbagliato. Ma mi sono sentito di farlo adesso. Potevo farlo prima? Forse sì. Ma dove sta scritto che i giornalisti sanno più cose di chi è all'interno del movimento? S sono scritte fandonie incredibili sul fatto che Sacchetti volesse imporsi dei giocatori. Ma io non sono mai entrato in uno spogliatoio. Nemmeno quando lavoravo nel calcio, di fianco a colossi. Possibili che con loro si sia sempre andato d'accordo? Quelli che pensano di sapere tutto, non sanno nulla".

Gianmarco Pozzecco si emoziona al bentornato della Dinamo Sassari

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