Dopo un primo tempo da 52 punti che lasciava presagire una ripresa altrettanto solida, l'Italia si scontra con l'orgoglio macedone, all'ultimissima spiaggia per tenere vive le speranze di qualificazione dopo quattro sconfitte consecutive: un grosso break negativo di 17-3 incassato a cavallo dei due periodi conclusivi ribalta l'inerzia, e la squadra balcanica, spinta da una difesa intensa e aggressiva unita alle giocate di classe di Nenad Dimitrijevic (ancora una volta semi-incontenibile dal palleggio con 22 punti e 7 assist), soffoca un'Italia poco pronta a livello mentale e incapace di conservare le sicurezze e la qualità espresse nella prima metà di gara.
La seconda sconfitta consecutiva incassata dal gruppo di Meo Sacchetti dopo quella con l'Estonia, comunque ininfluente per una qualificazione già in tasca in qualità di Paese ospitante, intacca il record conclusivo del gironcino (4-2) ma non l'obiettivo reale dell'ultimo impegno del trittico di Perm: testare i giovani e i debuttanti per proseguire il grande lavoro di costruzione delle fondamenta della Nazionale del futuro. E i ragazzi azzurri messi sotto la lente d'ingrandimento rispondono in maniera importante, perché nonostante l'Italia sia guidata dai 17 con 8 assist di Marco Spissu e dagli 11 di Michele Vitali, due giocatori ormai "veterani" di questo gruppo che hanno poco o nulla da dimostrare, è la batteria dei "millennials" a dare le indicazioni più interessanti.
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Giordano Bortolani (classe 2000), alla sua terza assoluta in azzurro, spara 11 punti in 14 minuti, mostrando lampi di grande fisico, tecnica e intraprendenza offensiva, le stesse qualità che stanno segnando i suoi momenti migliori della stagione a Brescia e che hanno convinto l'Olimpia Milano a puntare su di lui in estate con un contratto quinquennale. Metabolizzato il grande palcoscenico della nazionale, con la comprensibile emozione che lo ha frenato nel debutto di due giorni fa con l'Estonia, Gabriele Procida (2002) azzanna la partita confermando, a sua volta, i grandi progressi mostrati nelle ultime giornate di campionato con la sua Cantù, dove sta conquistando sempre più minuti ripagati con ottima efficacia e produzione: atletismo, faccia tosta e tiro da fuori sono qualità innegabili, dimostrate anche dai 10 punti realizzati e un primo tempo vissuto da arma letale offensiva. Tanti riflettori accesi anche su Matteo Spagnolo (2003), protagonista della grande rimonta di venerdì contro l'Estonia e cavalcato ancora per larghi tratti nel ruolo di playmaker puro, senza un veterano copri-spalle come Spissu al fianco: la stellina del Real Madrid B risponde ancora una volta in maniera stuzzicante (7 punti in 14'), mostrando lampi di enorme talento offensivo, sia in ball-handling che in capacità di finire al ferro, su cui, lavorando nel modo giusto, sarà possibile costruire un giocatore di grande impatto offensivo.
Giornata da ricordare anche per Simone Zanotti, al suo esordio assoluto in nazionale a 28 anni maturato grazie alla solidità della sua stagione a Pesaro con coach Jasmin Repesa (0 punti in 12' ma buona presenza fisica e difensiva), e buone indicazioni anche da Leo Candi (3 punti, 4 assist) e Davide Alviti (7 punti, 3 rimbalzi), entrambi capaci di consolidare il loro breve percorso compiuto finora in Azzurro.
Chiusa l'ultima finestra delle qualificazioni a Euro 2022, l'Italia tornerà in campo tra il 22 giugno e il 4 luglio a Belgrado, per affrontare il torneo pre-olimpico che la vedrà impegnata contro Porto Rico e Senegal nella prima fase: con il recupero dei giocatori NBA e di Eurolega, Meo Sacchetti potrà schierare un gruppo dal core molto differente, ma le partite appena giocate saranno importanti per indirizzarlo nelle scelte degli elementi di complemento e rotazione.

Italia-Macedonia del Nord 78-87

  • Italia: Spissu 17, Vitali 11, Bortolani 11, Ricci 2, Baldi Rossi 6; Akele 4, Alviti 7, Procida 10, Candi 3, Spagnolo 7, Zanotti. N.e.: Baldasso. All.: Sacchetti.
  • Macedonia: Dimitrijevic 22, D. Stojanovski 8, V. Stojanovski 16, Wiley 13, Trajkovski 4; Gjuroski, Magdevski 20, Nikolov 2, Krstevski 2. N.e.: Robev, Simic, Savicevic. All.: Todorov.
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