Lenovo Tenerife-Banco di Sardegna Sassari 87-60

Sassari ora ha le spalle al muro e un cammino obbligato: battere il Prometey del grande ex, Miro Bilan, e sperare poi nel calendario. Perché, dopo le due trasferte caustiche di inizio stagione, il Banco giocherà tre delle ultime quattro gare al PalaSerradimigni, lì dove l'ambiente amico potrà fare la differenza.
La sconfitta di Tenerife ha urgenza di essere sistemata il più presto possibile nel dimenticatoio. Non soltanto per il -27 finale, ma perché il parquet delle Isole Canarie fa da palcoscenico a tutto quello che una squadra con ambizioni europee vorrebbe evitare: difesa blanda, area martellata a ripetizione dai centri avversari, scarsa combattività, attacco statico, prevedibile e con carenza di idee e qualità negli interpreti. Insomma, se fosse possibile, sarebbe bene accartocciare il tutto in una grossa pallina e gettarlo via, nascondendolo sul fondo del cestino della spazzatura.
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I difetti del Banco esplodono contemporaneamente in un secondo quarto da chiodi, segnato da un mega-break negativo di 25-4 maturato in otto lunghissimi minuti senza punti in attacco. All'intervallo lungo la partita è già compromessa: il tabellone dice 38-21, con Sassari ferma a 9/25 al tiro e azzoppata da 10 palle perse (saranno 18 alla fine). Ma, nella ripresa, il Banco continua a scivolare via con un encefalogramma piatto. Nessun sussulto, nessun guizzo di nervi o rabbia. Soltanto una fiammata estemporanea firmata da tre triple consecutive di Burnell e Bendzius quando Tenerife allenta la pressione sul manubrio per un paio di minuti. Ma il -14 che riaccende una piccolissima speranza a quattro minuti dalla sirena, viene spazzato via dalla reazione violentissima dei padroni di casa, pronti a riallargare la forbice sul divario meritato e mettere virtualmente in ghiaccio anche il vantaggio nel doppio confronto.
Le statistiche parlano chiaro. Tenerife scava nell'area a piacimento, collezionando uno scintillante 32/44 da due (72.7%), e domina la battaglia fisica a rimbalzo (39-25 con 12 offensivi). I big-man fanno la differenza esponendo le difficoltà di Christian Mekowulu, già viste nel ko della scorsa settimana a Ludwigsburg, e la mancanza di un back-up affidabile nel front-court. Julian Gamble è un aratro (18 punti, 9 rimbalzi) e, dalla panchina, anche Fran Guerra si abbatte come la grandine (17, 8/8 al tiro).
Sassari soffre anche nel confronto tra le seconde linee. Tyus Battle e David Logan hanno scarso impatto, ma, dall'altra parte, Tenerife vola con l'immortale Marcelinho Huertas (13+8 assist) e la qualità di Joan Sastre (14+5 assist). In doppia cifra finisce solo Jason Burnell (16, ma 7/17 dal campo), con una produzione frutto di lampi estemporanei nel deserto tecnico-tattico più che di basket costruito con tempi e modi sensati. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 27 ottobre: Sassari-Prometey, vietato sbagliare o si è già fuori.
  • Tenerife: Fitipaldo 7, Salin 2, Doornekamp 2, Wiltjer 5, Gamble 18; Brnovic, Guerra 17, Huertas 13, Smith 2, Rodriguez 5, Sastre 14, Sulejmanovic. All.: Vidorreta.
  • Sassari: Clemmons 7, Gentile 4, Bendzius 6, Burnell 16, Mekowulu 9; Battle 7, Devecchi, Gandini, Borra 2, Logan 7, Treier 2. All.: Cavina.

Gruppo A, la classifica

1.MHP Riesen Ludwigsburg2-0
2.Lenovo Tenerife2-0
3.Prometey Kamianske0-2
4.Banco di Sardegna Sassari0-2
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