MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - Arrivato in estate con un po' di scetticismo, Jasmin Repesa sta facendo ricredere tutti col suo lavoro alla Carpegna Prosciutto Pesaro. I risultati parlano per lui: sesto posto in campionato con un bilancio pari, 9 vinte e 9 perse, e la finale di Coppa Italia da giocare contro l'AX Armani Exchange Milano questo pomeriggio, domenica 14 febbraio, sul parquet del Forum di Assago, ultimo atto delle Final Eight 2021 (LIVE e on-demand alle 18.15 su Eurosport).

Il coach croato ha saputo costruire un gruppo molto unito, pratico e capace di adattarsi a qualsiasi situazione: le due gare di Coppa Italia ne sono uno specchio fedele visto che Pesaro ha piegato Sassari in una autentica "sparatoria" da oltre 100 punti segnati, e poi l'ha spuntata su Brindisi in un match totalmente opposto, fisico, nervoso, "sporco", in cui le difese hanno prevalso e sono stati determinanti gli episodi e i guizzi dei singoli. E poi va sottolineato come abbia saputo creare la chimica nello spogliatoio, molto eterogeneo sulla carta: l'esperienza di Carlitos Delfino, rinato a 38 anni, e Ariel Filloy con il talento giovane di Drell e Filipovity, le qualità di Justin e Gerald Robinson con l'anima italiana di Zanotti e Tambone, e la possibilità di avere un pivot vero Tyler Cain, "centro di gravità permanente" e determinante su entrambi i lati del campo.

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La rivincita di Jasko

Jasmin Repesa, per tutti "Jasko", 60 anni il prossimo 1 giugno, con Pesaro sta vivendo una rivincita personale, oltre che per il club. Dopo le ultime esperienze rivedibili da ct della Bosnia e coach del Buducnost, l'anno scorso era rimasto a guardare e poi è arrivata la chiamata della Vuelle, un fulmine a ciel sereno per tutti: si pensava che non fosse adatto per una squadra da anni costretta a lottare per la salvezza e invece lui, Jasko, è riuscito finora nell'impresa di plasmare il gruppo e ottenere risultati col suo fare da "sergente di ferro".

Una soddisfazione enorme, giocare la finale è per noi più di un sogno, soprattutto guardando alla situazione di 5 mesi fa

Le sue parole in conferenza stampa dopo il successo su Brindisi sono eloquenti: "Una soddisfazione enorme, giocare la finale è per noi più di un sogno, soprattutto guardando alla situazione di 5 mesi fa. Brindisi è più fisica ed atletica, siamo andati bene a rimbalzo e abbiamo mosso la palla: solo così si può vincere contro queste squadre. Abbiamo perso il vantaggio accumulato in poco tempo ma alla fine abbiamo vinto. Devo valutare cosa è mancato quando gli avversari ci hanno recuperato perché domani si gioca contro una squadra molto forte contro cui serviranno 40 minuti di gioco disciplinato".

Si capisce come Repesa sia totalmente dentro questa esperienza con la Carpegna Prosciutto, i suoi metodi stanno funzionando, un po' di bastone e un po' di carota, la Final Eight è un traguardo, la finale un sogno: battere Milano pare impossibile ma continuare a sognare non costa nulla. Lo stesso Jasko avrà una grande motivazione visto che per due anni tra il 2015 e il 2017 ha allenato l'Olimpia conquistando uno Scudetto, una Supercoppa e guarda caso due Coppa Italia di fila, prima di chiudere con un amaro esonero nell'estate 2017.

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Pesaro rivive i fasti del passato

Nelle ultime otto stagioni la Vuelle non era mai andata oltre un dodicesimo posto nel 2016 e l'anno scorso sarebbe retrocessa se non fosse stato per la pandemia. Adesso la Carpegna Prosciutto, una nobile decaduta del nostro basket, sembra tornata per lo meno competitiva per un posto ai playoff e si giocherà addirittura la vittoria della Coppa Italia, una sorpresa ma non così clamorosa, visto che il formato delle Final Eight ha abituato tutti ormai a qualche upset in stile Torneo NCAA.

Pesaro torna a giocare una finale che manca dal 2004, quando perse a Forlì per 85-76 contro la Benetton Treviso allenata da Ettore Messina, sì, lo stesso Messina che adesso è coach di Milano. A proposito di Olimpia, le due squadre si ritroveranno di fronte in finale dopo la doppietta 1986-87: in entrambi i casi ad imporsi furono le "Scarpette Rosse" di Dan Peterson, Dino Meneghin e Mike D'Antoni, nel 1986 targata Simac e nel 1987 sponsorizzata Tracer. La Vuelle viceversa ha vinto due Coppa Italia: nel 1985 col doppio confronto con Varese, era la squadra allenata da Giancarlo Sacco con Walter Magnifico e Ario Costa sul parquet, e poi nel 1992 la Scavolini del compianto Alberto Bucci con Magnifico, Costa e Darren Daye (papà di Austin) battè 95-92 la Benetton Treviso.

Highlights: Brindisi-Pesaro 69-74

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Happy Casa Brindisi - Carpegna Prosciutto Pesaro

Final Eight Coppa Italia | Semifinali

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