Happy Casa Brindisi-Pompea Fortitudo Bologna 78-53

VITRIFRIGO ARENA, PESARO - Brindisi è un fiume in piena. Straripante, devastante e al tempo stesso meravigliosa nella sua forza e brutalità. La Fortitudo aveva soltanto una chance per ritornare, da neopromossa, a disputare la finale a 22 anni di distanza dall'ultima volta (successo su Treviso): evitare che la Happy Casa prendesse in mano da subito il controllo del ritmo-partita. Ma il 7-0 dei primi due minuti (presto trasformatosi in 11-4) è un chiaro segno premonitore di una serata destinata a chiudersi a valanga. E così, è una splendida Brindisi a coltivare il sogno per il secondo anno consecutivo, regalandosi, con pieno merito, un'altra finale inedita contro la Reyer Venezia, alla sua prima apparizione della storia dopo il successo su Milano.

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John Brown con la schiacciata della Final Eight! Decolla e inchioda in testa a Sims

La differenza a livello fisico è lampante ed enorme: la Happy Casa è famelica in difesa, aggressiva sul pallone e a rimbalzo, e incontenibile quando riesce a correre e ad attaccare con i drag in transizione. La partita vera dura poco più di un quarto (23-12 al primo intervallo), quando alla sfuriata iniziale di John Brown (oggi MVP con 18 punti, 6 rimbalzi e una serie di schiacciate da cineteca dopo la partita un po' opaca della sera precedente) si uniscono i primi colpi di Adrian Banks e un paio di triple di un ottimo Alessando Zanelli dalla panchina: Brindisi doppia la Effe sul 32-16 assorbendo il pieno controllo emotivo della partita e, da lì in poi, non toglierà più il piede dall'acceleratore.

Volare è l'ultimo dei problemi per Dominique Sutton

Surclassata a uomo, Bologna non riesce ad arginare la furia avversaria nemmeno con qualche tentativo sparso di zona 3-2, e perde presto il lume offensivo, schiantandosi a ripetizione contro i corpi a centroarea senza mai trovare vantaggi dal palleggio e sparando a salve dall'arco (l'1/20 finale impedirà di aprire il campo). Ne esce una lunga serie di attacchi stentati, strozzati, condotti con grande lentezza e poca tenuta fisica (18 palle perse), che fanno risaltare ed esaltare la tremenda pressione difensiva sul pallone (il metro arbitrale della serata, giusto dirlo, è molto permissivo). Con percentuali così scadenti, risulta inutile anche l'enorme quantità di ovvi rimbalzi offensivi catturati (18, per un conto totale di 55-37 pro-Effe sotto i tabelloni). Difficile salvare qualcuno se non il solo Daniele Cinciarini, già tra i migliori nella serata precedente: Bologna chiuderà a quota 53, peggior prestazione offensiva della storia delle Final Eight, condivisa mestamente con Biella (sconfitta del 2010 contro Siena).

Prosegue lo show di John Brown: voto 10 per la sua schiacciata con "mulino a vento"

Reduce dalla prova-record da 37 punti all'esordio con Sassari, Adrian Banks può concedersi una serata di maggior relax (11 in 23') e risparmiare le energie per la finale. Quella con la Reyer Venezia sarà una sfida tra due squadre profondamente diverse per filosofia e interpretazione del gioco e, ancora una volta, saranno decisivi controllo del ritmo e intensità difensiva: una partita "di corsa" vede Brindisi nettamente favorita, una "di tattica" farà pendere invece l'ago verso gli orogranata.

Il tabellino

  • Happy Casa Brindisi: Brown 18, Banks 11, Thompson 10, Martin 8, Stone 6; Gaspardo 9, Sutton 6, Zanelli 7, Campogrande 3, Cattapan, Guido, Ikangi. All.: Vitucci.
  • Pompea Fortitudo Bologna: Fantinelli 6, Sims 10, Aradori 4, Robertson 4, Leunen 4; Dellosto, Stipcevic 4, Daniel 7, Mancinelli 4, Cinciarini 10. All.: Martino.

Final Eight, highlights: Happy Casa Brindisi-Pompea Fortitudo Bologna 78-53

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