Gli Europei 2017 hanno messo fine ad un lungo corso azzurro, cominciato con Simone Pianigiani e poi completato da Ettore Messina. In tre manifestazioni continentale l’Italia è sempre stata eliminata nei quarti di finale, ma purtroppo ci sono anche quelle amare sconfitte con Ucraina (vero che poi ci fu l’ultimo spareggio con la Slovenia) e Croazia, che privarono gli azzurri prima di un Mondiale e poi di un’Olimpiade.
Adesso la panchina azzurra è stata affidata a Meo Sacchetti e sul cammino dell’ex allenatore di Sassari ci sono le qualificazioni al Mondiale 2019 in Cina. Delle vere e proprie montagne russe, perchè il gruppo azzurro sarà completamente rivoluzionato e perderà i giocatori NBA e coloro che fanno parte di squadre partecipanti in Eurolega. Sacchetti dovrà quindi inventarsi una nuova nazionale, cercando di velocizzare un ricambio generazionale necessario ed obbligatorio.
Europei
Basta col "siamo questi": per tornare grande l'Italia deve ripartire dal lavoro su fisico e testa
14/09/2017 A 11:20

Oltre a Biligha bisogna trovare sostanza sotto canestro

Il primo grande problema per il nuovo CT è, però, sempre lo stesso: a questa Italia manca un centro di valore. La partita con la Serbia ha mostrato i limiti dei lunghi italiani, dominati completamente a rimbalzo (25 in meno) e soprattutto mai incisivi anche in attacco. Ormai in nazionale i pivot servono solo a fare i blocchi, a scaricare immediatamente la palla se gli arriva e non esistono dei giochi costruiti per loro.
Il basket attuale, specialmente in NBA, è cambiato rispetto agli anni passati e la figura del cinque dominante non esiste quasi più e si cerca di trovare soluzioni alternative sotto canestro, con dei centri di movimento che ormai vivono più sulla linea dei tre punti che sotto i tabelloni. Questo Europeo, però, ha mostrato come nel Vecchio Continente la figura del centro sia ancora fondamentale: Marjanovic e Kuzmic sono stati importantissimi per la Serbia, Vidmar un fattore nella Slovenia, Mozgov nella Russia e non bisogna dimenticare i fratelli Gasol, determinanti su tutti i lati dell’area.

Paul Biligha, Italia Eurobasket 2017

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Marco Cusin è stato il centro titolare ed ha disputato comunque un discreto Europeo, ma è stato limitato al solo ruolo di bloccante e anche lui ha sofferto contro i cinque delle altre nazionali. Paul Biligha ci ha messo cuore e coraggio, ma la differenza di centimetri si è fatta notevolmente sentire. Messina ha adattato anche Melli e Burns, sperimentando il quintetto piccolo, ma non si è comunque trovata una soluzione al problema. I grandi centri in Italia non esistono e la scuola azzurra si è persa nel tempo ed anche uno come Riccardo Cervi (i centimetri ci sono) non ha mai fatto un salto di qualità a livello fisico e tecnico.

Ariel Filloy, Italia Eurobasket 2017

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Altro reparto che dovrà subire grandi modifiche è quello dei piccoli. Daniel Hackett e Ariel Filloy hanno fatto bene, ma la sensazione è quella che è in cabina di regia qualcosa sia sempre mancata a questa Italia. Il primo non ci sarà nelle qualificazioni, mentre è difficile ipotizzare dare un ruolo di titolare al secondo. Potrebbe essere dunque arrivato il momento di provare a pescare tra qualche giovane e lanciarlo finalmente con la maglia della nazionale: Federico Mussini e Leonardo Candi sono due possibili candidati al ruolo e la stagione a Reggio Emilia deve segnare la loro esplosione definitiva.

Alessandro Gentile posa con la maglia numero 0 della Virtus Bologna (foto http://www.virtus.it)

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Restando sempre nei piccoli, ma passando alle guardie, avrá certamente un’occasione Amedeo Della Valle e poi in quel ruolo non bisogna dimenticare Alessandro Gentile. L’ex capitano di Milano ha vissuto un anno disastroso sul piano sportivo, ma puó davvero diventare il leader e la stella della nuova Italia di Sacchetti. Fisico e talento non gli mancano certamente, ma tutto questo non deve essere maledettamente sprecato come è accaduto la stagione passata.
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