Due estati fa, Milos Teodosic è arrivato a Bologna per questo. Vincere l'Eurocup e riportare la Virtus in Eurolega. La coppa dista ancora tre vittorie, ma il traguardo per la finale, che potrebbe bastare se Valencia non dovesse riuscire a strappare in extremis un posto nei playoff di Eurolega nello scontro diretto con Baskonia di giovedì, ora appare più nitido. 27 punti, 6 rimbalzi, 5 assist. I numeri dicono tanto, tantissimo, ma probabilmente non tutto. Perché non raccontano quella serie di giocate decisive, quelle col piglio, il carattere e la classe del grandissimo campione abituato a brillare su palcoscenici ancor più importanti di questo, con cui Teodosic risolve nel finale una delle partite più complicate giocate dalla Virtus finora. Il ruolino di marcia resta intatto (19-0), e venerdì, nella trasferta russa di gara-2, la cifra tonda delle 20 vittorie potrebbe già regalare qualcosa di storico.
La vita non sarà facile, perché Kazan dimostra di essere un'avversaria rognosa e pericolosissima, degna partner di quella conclamata "finale anticipata" che ha portato anche Jordi Bertomeu, CEO di Eurolega, a fare capolino sugli spalti della Segafredo Arena. I russi, anzi, gli americani della squadra russa, hanno chimica anche con rotazioni relativamente corte, fisicità e, soprattutto, grande talento offensivo, con capacità di accendersi a folate nel tiro pesante. Alla Virtus servirà, come stasera, una difesa attenta sul perimetro, capace di portare pressione sul pallone e, soprattutto, reggere nella lotta a rimbalzo per non concedere extra-possessi nelle situazioni di rotazione provocate dalla creatività degli esterni.

Punti e assist a raffica: quarto periodo favoloso di Teodosic contro Kazan

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Il piano-partita funziona a lungo, permettendo a Bologna di controllare il punteggio sin dalle fasi iniziali del primo periodo e di allungare su un confortevole +12 in apertura di terzo quarto (50-38). Ma quando il grosso sembra ormai fatto e la gara destinata a incanalarsi in discesa, arriva, tremenda, la risposta dell'Unics, ispirata dall'unico sprazzo di Isaiah Canaan (9), dalle bombe pazze di John Holland (13) e dalla grandissima attività di John Brown in vernice (13+5 rimbalzi), degno dei suoi momenti migliori con cui ha incantato anche in Italia vestendo la canotta di Brindisi.
Riagguantata all'ultimo intervallo (56-56) e sorpassata in avvio di quarto periodo, la Virtus ritrova forza nella propria difesa, trascinata da un Alessandro Pajola di livello astronomico, nell'atletismo di Vince Hunter e, soprattutto, affidando il pallone a ripetizioni nelle mani buone, quelle di Milos Teodosic. E, mentre il Mago confeziona perle a ripetizione, dall'altra parte l'Unics frena, sprecando possessi preziosi contro il muro difensivo bianconero e perdendo ritmo e fiducia nei propri uomini di punta, Jamar Smith in primis (22), incontenibile nel primo tempo ma poi appassito col trascorrere dei minuti. Tra assist magici e canestri decisivi realizzati tra schiere di difensori con naturalezza straordinaria, Teodosic mostra la differenza tra chi l'Eurolega l'ha già giocata (e vinta) e il resto della truppa. Devastante.

Alessandro Pajola sfida John Brown e gli segna in faccia col fallo

Ma l'exploit offensivo di Milos non sarebbe bastato senza l'enorme lavoro oscuro dei gregari, a dimostrazione della maggior qualità e profondità della panchina di Sasha Djordjevic. E più che a Marco Belinelli (secondo miglior marcatore virtussino a quota 12 ma non particolarmente incisivo nei momenti caldi) i pensieri vanno soprattutto alla truppa italiana. Alessandro Pajola (9 punti, 4 recuperi), premiato con ampio minutaggio per la scarsa condizione di Stefan Markovic, conferma l'enorme processo di crescita con un'altra partita di carattere straripante: alla consueta tenacia difensiva si affianca anche una gestione oculata dei possessi in un ruolo di non facile interpretazione al fianco dello stesso Teodosic. Pippo Ricci (9) mette fisico, esperienza, lavoro tattico e mano salda, mentre Amedeo Tessitori (7) fornisce una grande presenza nel cuore dell'area a cavallo dei due periodi centrali, nei momenti in cui la Virtus gioca probabilmente il miglior basket della serata. Il finale, per ovvi motivi di accoppiamenti difensivi, è tutto di Vince Hunter (8 punti, 7 rimbalzi), sempre decisivo con il suo atletismo e la sua fame di vittorie per supplire alle mancanze di un Julian Gamble in appannamento tecnico e mentale. Positivo il lavoro oscurissimo di Kyle Weems (il tabellino inganna non potendo riportare cifre d'impatto nella metacampo difensiva), in calo Awudu Abass, in difficoltà contro la fisicità avversaria.

Virtus Segafredo Bologna-Unics Kazan 80-76

  • Bologna: Pajola 9, Teodosic 27, Weems 2, Ricci 9, Gamble 4; Tessitori 7, Abass, Alibegovic, Markovic 2, Adams, Belinelli 12, Hunter 8. All.: Djordjevic.
  • Kazan: Theodore 2, Canaan 9, Zhbanov, White 6, Morgan 11; Brown 13, Klimenko, Uzinksii, Smith 22, Holland 13. N.e.: Antipov, Sergeev. All.: Priftis.

Highlights: Virtus Bologna-Unics Kazan 80-76

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