Un amore lungo 45 anni

[11/05/03] - La prima finale della Coppa dei Campioni di basket, ora Eurolega, risale al 1958. Da allora le squadre italiane si sono imposte in 13 occasioni. Adesso la Benetton Treviso ha la possibilità di incrementare il bottino.

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[11/05/03] - La prima finale della Coppa dei Campioni di basket, ora Eurolega, risale al 1958. Da allora le squadre italiane si sono imposte in 13 occasioni. Adesso la Benetton Treviso ha la possibilità di incrementare il bottino.
La prima squadra italiana ad alzare al cielo la Coppa dei Campioni è l’Olimpia Milano. Le “scarpette rosse”, con lo storico abbinamento Simmenthal, riescono ad imporsi nel 1966. A Bologna la squadra allenata da Cesare Rubini batte in semifinale il CSKA Mosca e vince il titolo imponendosi 77-72 in finale nei confronti dello Slavia Praga. E’ la squadra di Pieri, Vianello, Thoren, Riminucci e del futuro campione NBA e senatore americano Bill Bradley.
Per tornare a vedere una squadra italiana sul gradino più alto del podio europeo dobbiamo attendere 3 anni. Nel 1970 Varese raggiunge la finale e si laurea campione d’Europa battendo 79-74 il CSKA Mosca a Sarajevo con 20 punti di Meneghin e 19 di Raga. Quella guidata da Aza Nikolic è un’altra squadra leggendaria, formata da campioni come Ossola, Edoardo Rusconi, Manuel Raga e, ovviamente, SuperDino Meneghin. Tra il 1970, anno della prima finale e della prima vittoria, e il 1979 Varese gioca 10 finali consecutive. Dopo quella ottenuta a Sarajevo arrivano altre 4 affermazioni nel 72, 73, 75 e 76, anno dell’ultima Varese vincente in Europa. La squadra di Sandro Gamba, targata Mobilgirgi, batte a Ginevra il Real Madrid 81-74. Ossola e Meneghin ci sono ancora, accompagnati da Iellini, Bisson e Marino Zanatta, ma il top-scorer della finale è un americano alla sua quarta stagione in Italia e dotato di una precisione al tiro letale per gli avversari: Bob Morse.
Negli anni’80 sono Cantù, Roma e Milano a mantenere l’Italia ai vertici della pallacanestro continentale. Nel biennio 82-83 la piccola città lombarda raggiunge i vertici vincendo in due occasioni. Nel 1982 il Maccabi Tel-Aviv campione in carica viene battuto 86-80 dalla Squibb di Pierluigi Marzorati e Antonello Riva. L’anno dopo l’avversaria in finale è la più tradizionale delle rivali: Milano. Per giocare il derby tutto italiano che vale l’Europa squadre e tifosi delle due città, distanti poche decine di chilometri, devono trasferirsi a Grenoble. A tornare col sorriso dalla Francia è la Ford Cantù che prevale di un punto, 69-68, nei confronti del Billy Milano grazie a 20 punti di Riva, protagonista in Europa a 21 anni. L’anno dopo il dominio italiano continua grazie al Bancoroma. Valerio Bianchini, dopo aver guidato Cantù al suo primo successo, porta la squadra campione d’Italia anche sul tetto d’Europa. Il Barcellona è sconfitto nella finale di Ginevra e a un anno dalla vittoria dello scudetto Larry Wright ed Enrico Gilardi fanno diventare Roma capitale d’Europa.
Dopo la beffa di Grenoble Milano vuole prendersi la sua rivincita. L’occasione si presenta il 2 aprile 1987. A 21 anni di distanza dalla prima vittoria targata Simmenthal l’Olimpia Tracer Milano allenata da Dan Peterson rivince la Coppa dei Campioni battendo 71-69 il Maccabi Tel-Aviv al termine di una partita tiratissima. Fanno parte di quel gruppo tanti giocatori entrati nella storia del basket italiano: Mike D'Antoni, Roberto Premier, Bob McAdoo e Dino Meneghin, capace anche a 37 anni di essere decisivo. L’anno dopo, nella Final Four di Gand, arriva il bis: gli israeliani devono piegarsi ancora una volta di fronte alla voglia di vincere e alla classe dei “vecchietti terribili” di Milano.
Dopo 10 anni di astinenza la Virtus Kinder Bologna riporta in Italia il trofeo più prestigioso, l’Eurolega. Nel 1998 a Barcellona le “vu nere” di Ettore Messina piegano 58-44 l’AEK Atene: Rigadeau, Danilovic, Sconochini, Abbio e Binelli guidano “basket city” alla vittoria europea per la prima volta nella storia. Il bis della Kinder arriva nel 2001. La Virtus è sul tetto d’Europa ancora una volta al termine di una tiratissima serie di finale vinta 3-2 col Tau Vitoria. La squadra è cambiata, non c’è più Danilovic, ma i risultati rimangono gli stessi. I veterani Abbio e Rigadeau fanno festa insieme a Jaric, Ginobili e Griffith. Ora la Benetton Treviso ha la possibilità di portare a 14 il numero delle vittorie italiane nella competizione più importante del basket europeo.
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