Tra Cagliari, Supercoppa e Kaunas, l'Olimpia Milano ha raccolto dieci vittorie su dieci partite. Certo, mancano ancora i veri test ufficiali, ma le prime impressioni del campo hanno tratteggiato una squadra che mostra grossi miglioramenti in organizzazione, coesione e chimica rispetto allo scorso anno. Esperienza, profondità e durezza difensiva sono gli aspetti in cui il gruppo è cresciuto in maniera maggiore: in questo momento si può dire che la mano di coach Ettore Messina si vede, eccome.

Esperienza

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Come previsto, la prima sessione di mercato gestita interamente da Messina ha modificato in maniera radicale l'assetto e l'ossatura della squadra. Al netto della dolorosa cessione di Arturas Gudaitis, Milano ha aggiunto un gruppo di giocatori con grande esperienza internazionale, senza alcuna scommessa a livello di Eurolega: Kyle Hines, Malcolm Delaney e Gigi Datome racchiudono alla perfezione queste caratteristiche aggiungendo carattere e durezza mentale, mentre Kevin Punter, Shavon Shields e Zach LeDay forniscono quel tocco di gioventù, atletismo, fisicità e desiderio di emergere/avere successo mancato nella scorsa stagione. In un torneo come l'Eurolega, dominato dai veterani e da giocatori di pedigree superiore, poter schierare una batteria di elementi già abituati a questo livello tende a fare la differenza.

Profondità

Il secondo quintetto è stato spesso un punto di debolezza nella passata stagione, con annessa richiesta di lavoro straordinario per i vari Rodriguez, Micov e Scola. L'assetto e la chimica del gruppo sembrano ora molto migliorati: Malcolm Delaney e Kevin Punter formano una combo super-produttiva sul perimetro e già con ottima intesa, capace di far dimenticare quei momenti di stallo offensivo vissuti in diverse occasioni nello scorso anno, ma l'aspetto forse ancor più interessante è una panchina in grado di produrre e fornire alternative tattiche al coach. Sergio Rodriguez nel suo ruolo naturale di sesto uomo spacca-partite (lo stesso ricoperto negli anni d'oro al Real Madrid e CSKA Mosca) è un lusso che si possono permettere solanto le big d'Europa: unito alle qualità di Gigi Datome e Shavon Shields può formare un terzetto con la potenza di fuoco necessaria per poter sostenere con profitto il quintetto base. Aggiungendo un Riccardo Moraschini che ha già dimostrato di avere il carattere per reggere il palcoscenico europeo e un lungo di rotazione, otteniamo una second-unit ben assemblata, con chimica e impatto.

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Difesa

L'attenzione maniacale per gli aspetti difensivi è sempre stata alla base dei gruppi vincenti costruiti da coach Messina. L'anno scorso si sono visti sprazzi di grande qualità a inizio stagione, quando la squadra rispondeva a livello fisico, ma quest'anno la sensazione generale è che il lavoro possa raggiungere e mantenere uno step superiore, quello capace di fare realmente la differenza. Sia in Supercoppa che soprattutto nelle due partite di Kaunas contro squadre di livello Eurolega, l'Olimpia ha dimostrato un'organizzazione tattica, una coesione e un affiatamento difensivo che a Milano non si erano più visti dall'era Banchi, con quella che resta, finora, l'unica cavalcata biancorossa ai playoff nell'epoca moderna della competizione.

La mano di Ettore Messina: la difesa-press di Milano scava il break a Brescia

La leadership di Kyle Hines, scelto proprio come figura-totem difensiva, è già evidente, e gli innesti sul perimetro di Shavon Shields e Kevin Punter stanno fornendo una dose extra di atletismo e cattiveria agonistica mancata nella scorsa stagione: se sul primo i dubbi erano minimi, stupisce in positivo invece l'atteggiamento di Punter, molto più disposto al sacrificio rispetto alla sua precedente esperienza nel nostro campionato con la Virtus Bologna. La maggior profondità della panchina potrà permettere a Messina di schierare quintetti molto atletici e aggressivi: la difesa-press allungata sui 28 metri, già capace di costruire break spacca-partite nel giro di una manciata di azioni, sembra essere una delle armi principali in faretra e apprezzatissima dal pubblico dell'Olimpia, da sempre innamorato delle squadre unite e con spirito di sacrificio in ricordo dei migliori anni del passato d'oro.

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