ASTROBALLE, VILLEURBANNE - Dopo il blitz operato dalla Stella Rossa la scorsa settimana al Forum, la seconda partita-trappola consecutiva si rivela tale: l'Olimpia Milano lascia per strada un'altra chance per riemergere dal momento negativo e si ritrova, se possibile, ancora più fisicamente a terra ed emotivamente spenta, distante anni-luce da quella squadra che, soltanto un mese fa, si faceva largo a spallate nelle zone di vertice della classifica. L'Asvel Villeurbanne ripropone lo stesso menù già mal digerito contro la Stella Rossa, portando Milano a riesporre le debolezze della scorsa settimana: la squadra di Messina soffre le difese dure, fisiche e i giocatori atletici e saltatori, e in attacco, nonostante i rientri di Arturas Gudaitis e Vlado Micov, mostra ancora una volta uno spartito poco vario e per nulla cinico quando i palloni cominciano a contare per davvero.
Ma il problema vero è, probabilmente, nella metacampo difensiva, lì dove l'Olimpia aveva costruito quello splendido filotto di vittorie valso la testa della classifica per un paio di settimane: quasi come un pugile sull'orlo del collasso, Milano concede un terzo periodo da 32 punti, perdendo in continuazione gli uomini sul perimetro, aprendo inusuali varchi in area fino al ferro, e subendo ripetutamente i duelli fisico-atletici in vernice e a rimbalzo. Con quel 32-16 nel terzo periodo, l'Asvel svolta d'improvviso una partita che l'Olimpia sembrava poter tranquillamente condurre in porto grazie a un primo quarto d'ora di ottimo basket collettivo, con attacchi presenti, una difesa astuta nel cambiare volto in 3-2 con Micov in punta, e un legittimo +12 (20-32) con protagonisti tutti gli elementi ruotati da coach Messina. Poi, sul più bello, forse per eccessiva sicurezza, l'Olimpia allenta la presa sul manubrio, pensando di poter amministrare e gestire un Asvel che, fino a quel momento, aveva mostrato davvero il lato più oscuro di sè. Mai errore fu più fatale.
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L'Asvel chiuderà con 89 punti, nuovo season-high per la matricola che, fino ad oggi, languiva sul fondo della speciale graduatoria per punti segnati, con la miseria di 70.6 di media a partita (già raggiunta in soli tre periodi). Ma, quel che più spicca, è il dominio per 39-28 a rimbalzo (12 del solo Tonye Jekiri), con ben 15 offensivi, un regalo di secondi possessi non ammissibile a questo livello. Riaccesasi con due vecchie conoscenze del nostro campionato italiano, Jordan Taylor (18 punti) e David Lighty (19), l'Asvel ritrova anche quella compattezza difensiva che le aveva permesso di trasformare l'Astroballe in una piccola fortezza a inizio stagione: Milano smarrisce se stessa e i suoi leader offensivi, con Luis Scola (12 punti) piegato fisicamente nella ripresa dopo un buon primo tempo, e un Sergio Rodriguez ancora tendente al nervosismo deragliante già accennato contro la Stella Rossa, ma questa sera in forma più deleteria: i brani di hero-ball giocati nell'ultimo quarto d'ora portano a una serie di forzature (13 punti ma 5/12 dal tiro) e a un'involuzione ancor maggiore di un attacco già di per sé stagnante, incapace di trovare supporto dalla panchina se non in Riccardo Moraschini, confermatosi in grande ripresa. Il quintetto-operaio senza Rodriguez e Scola costruisce un controbreak per rialzare Milano dal -13 al -4 (78-74), ma una tripla extralusso di Taylor seguita da un'altra di Jean-Charles disperso sul perimetro sanciscono la giusta vittoria francese nel finale.

Il tabellino

  • LDLC Asvel Villeurbanne: Jackson 9, Taylor 18, Jean-Charles 9, Bako 8, Lighty 19; Jekiri 8, Kahudi 9, Maledon, Lomasz, Noua 2, Diot, Strazel 7. All.: Mitrovic.
  • AX Armani Exchange Milano: Micov 7, Gudaitis 12, Roll 7, Rodriguez 13, Scola 14; Della Valle, Mack 5, Moraschini 9, Tarczewski 12, White, Brooks 3. N.e.: Biligha. All.: Messina.
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