Stella Rossa mts Belgrado-Fenerbahçe Beko Istanbul 71-73

Di Daniele Fantini. La coltellata dell'ex arriva, puntuale, precisa e gelida, a una manciata di millesimi dalla sirena. Talmente pochi, che anche l'instant-replay sembra aver difficoltà a confermare. Lorenzo Brown spegne così la squadra che, lo scorso anno, lo ha accolto, coccolato e lanciato, regalandogli la chance di passare, in estate, a indossare la canotta ben più prestigiosa del Fenerbahçe: un runner pazzo, preso in precarie condizioni di equilibrio lungo la linea di fondo, tra due difensori avversari, con il cronometro perfettamente stampato sulla fronte. Un canestro che corona una serata da 13 punti e 4 assist e che permette al Fener (8-10) di proseguire la risalita con la terza vittoria consecutiva, un toccasana per curare i malanni di una stagione in cui chimica e identità di squadra ancora latitano dopo la grande ricostruzione in tono minore estiva.
Eurolega
Polonara e Fontecchio, scommesse vinte degli Azzurri all'estero
06/01/2021 A 12:55
All'onesta serata di Brown si uniscono la poliedricità di Dyshawn Pierre (13 punti dalla panchina) e la solidità portata da Marko Guduric (11+8 rimbalzi), apprezzatissimo cavallo di ritorno dopo una stagione, suo malgrado, sprecata dalla parte opposta dell'Atlantico. Ma il Fener fatica, stenta, schiantandosi a ripetizione sul filo spinato di una Stella Rossa rianimata dalla nuova gestione di coach Dejan Radonjic, capace di re-infondere, in pochissimo tempo, il vero spirito di Belgrado a una squadra in grande difficoltà nella prima metà di stagione. Nonostante due assenze pesantissime in Langston Hall e Jordan Loyd, la squadra serba mostra una rabbia, un'intensità e una fisicità che ricordano i tempi migliori, quando, da marticola affamata, era capace di tenere in scacco ogni squadra si azzardasse a calcare il parquet di casa.
Il 40% complessivo dal campo spiega in maniera chiara le difficoltà offensive di una Stella Rossa che mostra comunque un gioco più arioso e corale: Johnny O'Bryant funge da riferimento in post-medio caricandosi il grosso del peso sulle spalle (doppia-doppia da 17+10), Ognjen Dobric scava nel torbido della partita (12), ma è Quino Colom a regalare i momenti migliori nella gestione del gioco (10+5 assist dalla panchina) per sostenere la serata poco brillante di un Corey Walden frenato dalle responsabilità eccessive (soltanto 6 punti in 19' di scarso impatto). Nel finale in volata, però, manca un vero closer cui affidare il pallone: il Fener, che può invece farlo con Guduric e Brown, ne approfitta mettendo la freccia in extremis.
  • Stella Rossa: Walden 6, Dobric 12, Davidovac 11, Reath 2, Kuzmic; O'Bryant 17, Lazic, Radanov 8, Jagodic-Kuridza 5, Colom 10. N.e.: Nnoko, Uskokovic. All.: Radonjic.
  • Fenerbahçe: De Colo 2, Guduric 11, Ulanovas 7, Barthel 10, Vesely 10; Hamilton, Brown 13, Mahmutoglu 4, Pierre 13, Eddie 2, Duverioglu 1. N.e.: Biberovic. All.: Kokoskov.
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Alba Berlino-Maccabi Playtika Tel Aviv 73-85

A cura di Davide Fumagalli. Importante successo esterno per il Maccabi Tel Aviv che apre il 2021 battendo 85-73 l'Alba Berlino alla O2 Arena nel Round 18 di Eurolega. La squadra di Sfairopoulos centra la terza vittoria nelle ultime quattro gare, sale a 8-10 di record e tiene vivo l'obiettivo di entrare nella griglia playoff: gli israeliani vivono una grande serata al tiro come testimoniano il 60% da due e l'11 su 24 da tre, sugli scudi Tyler Dorsey, autore di 25 punti con 8 su 10 dal campo e 5 bombe; bene anche Caloiaro, 16 punti, e Dragan Bender, 13, mentre la stella Wilbekin si prende un turno di "riposo" e chiude con 8 punti (3 su 10 al tiro). L'Alba, ancora senza coach Aito, con le rotazioni ridotte all'osso e reduce dal successo col Baskonia di appena due giorni fa, non ha le energie per tenere testa al Maccabi e si arrende nonostante i 15 punti di un ottimo Simone Fontecchio e i 13 di Granger. Per i berlinesi è il quarto ko nelle ultime cinque gare e il bilancio diventa 7-11.

Simone Fontecchio piazza 15 punti contro il Maccabi

L'avvio dell'Alba è buono e Delow segna dall'angolo il 15-10: da lì il Maccabi cambia marcia, la squadra di Sfairopoulos si accende e produce un terrificante break di 24-2 spinto soprattutto da Dorsey, Chris Jones e Bender! A cavallo dei primi due periodi è addirittura 16-0 e gli israeliani volano sul 40-19, +21. Lì la reazione dei tedeschi è affidata a Fontecchio che segna 9 punti consecutivi e permette ai suoi di chiudere il primo tempo sul -15, 43-28. In avvio di ripresa l'Alba conserva l'inerzia, Lammers segna 8 punti di fila e Thiemann firma il -9 (39-48), ma il Maccabi non concede altro spazio alla rimonta, rimette il piede sull'acceleratore e torna a +17 con una bomba dell'incandescente Dorsey.
La musica non cambia nel quarto quarto, l'Alba ci prova con orgoglio, Granger firma anche il -11, ma ogni volta ci pensa Dorsey ad allargare nuovamente il gap. Il finale è 85-73, risultato giusto per un Maccabi che dà segnali di interessante crescita. Settimana prossima c'è il doppio turno: nel Round 19 Anadolu Efes-Alba e Maccabi-Olympiacos, nel Round 20 Alba-Olimpia Milano e Maccabi-Baskonia.
  • Alba: Lo 8, Delow 3, Mattisseck 4, Schneider 2, Nikic 2, Olinde 5, Fontecchio 15, Thiemann 11, Granger 13, Lammers 10. All. Gonzalez.
  • Maccabi: Bryant 5, Wilbekin 8, Jones 7, Caloiaro 16, Casspi 3, Dorsey 25, DiBartolomeo, Blayzer, Bender 13, Zizic 8, Zoosman, Atias ne. All. Sfairoupoulos.
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Panathinaikos Opap Atene-Zenit San Pietroburgo 77-89

A cura di Davide Fumagalli. Prosegue la corsa dello Zenit San Pietroburgo che apre il 2021 nello stesso modo con cui ha chiuso il 2020, ovvero vincendo. La squadra russa si impone 89-77 ad OAKA contro il Panathinaikos, centra la terza vittoria di fila e l'11esima complessiva, restando nei piani altissimi della classifica, senza scordare il clamoroso 8-2 in trasferta: vista l'assenza di Poythress, a dominare è l'ex milanese Gudaitis che sfodera una prova monstre da 25 punti con 10 su 13 al tiro, innescato alla perfezione dal solito ispirato Pangos, 18 punti con 10 assist, bene anche Hollins e Thomas con 10 punti a testa. Terzo ko di fila, 12esimo in 17 gare, per il Pana guidato da Kostas Charalampidis, coach ad interim dopo l'esonero di Vovoras e in attesa che venga ufficializzato l'israeliano Oded Kattash: per i verdi gli unici in doppia cifra sono il capitano Papapetrou, 14 punti, e Mitoglou, 13.
La sfida di OAKA prende da subito una direzione chiara, lo Zenit parte lanciato spinto da Pangos e Gudaitis, e vola a +12 sul 26-14 dopo una giocata da tre punti del lituano ex Olimpia. Nel secondo periodo i russi arrivano al +17 con una bomba di Baron, il Panathinaikos ha una reazione e torna a -8 spinto da Nedovic e Bentil (27-35), ma lo Zenit non molla, Pangos e Gudaitis tornano al lavoro e all'intervallo è 47-35 per gli ospiti. La musica non cambia dopo la pausa negli spogliatoi, il duo Pangos-Gudaitis è infermabile e la squadra di Pascual, fra l'altro ex di turno, dilaga fino al +25 sul 66-41.
Nell'ultimo periodo i russi allentano la presa, Charalampidis manda in campo tutti i suoi panchinari, e i vari Mitoglou, Bochoridis e Kaselakis firmano la rimonta fino al -9 (75-84) a 2' dal termine. Lo Zenit deve rimandare in campo i titolari, Gudaitis e Ponitka trasformano i tiri liberi, e chiudono un match che era già ampiamente deciso. Settimana prossima c'è il doppio turno: nel Round 19 Bayern-Zenit e Panathinaikos-Asvel, nel Round 20 Zenit-Zalgiris e Fenerbahce-Panathinaikos.

L'intesa tra Pangos e Gudaitis è di pura efficacia

  • Panathinaikos: Sant-Roos 2, Foster 2, Papapetrou 14, White 6, Papagiannis 9, Mack 1, Kaselakis 9, Nedovic 8, Mitoglou 13, Bentil 8, Bochoridis 5, Kalaitzakis. All. Charalampidis.
  • Zenit: Pangos 18, Thomas 10, Hollins 10, Ponitka 4, Gudaitis 25, Rivers 4, Baron 6, Zubkov 1, Fridzon 3, Pushkov 8, Trushkin, Zakharov ne. All. Pascual.
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FC Barcellona-Valencia Basket 89-72

Di Marco Arcari. Nonostante le numerose assenze (Brandon Davies e Nikola Mirotic su tutti), il Barcellona di coach Sarunas Jasikevicius spazza via il Valencia e interrompe così una striscia di 3 k.o. consecutivi. Inizia allora nel migliore dei modi il girone di ritorno per i blaugrana, che impressionano per coralità offensiva e solita difesa granitica nei momenti clou. Partenza bruciante del Valencia, con Mike Tobey (7 nel 1° quarto) subito protagonista nel pitturato blaugrana. Il Barça ci mette un po’ a riordinare le idee in fase offensiva, ma quando lo fa riesce a essere devastante solamente con Cory Higgins (9 nella frazione). Il 6/19 da 2 limita però molto la squadra di coach Jasikevicius, che chiude così solo sul +6 il primo periodo (18-12).
Due bombe in fila di Alex Abrines lanciano i padroni di casa sul vantaggio in doppia cifra (28-16) a metà 2° quarto, ma è anche il gran lavoro di Sergi Martinez a fare la differenza. Louis Labeyrie (11 nel 2° quarto) diventa il go-to-guy degli ospiti e prova a lanciare la rimonta della squadra di coach Ponsarnau, ma Adam Hanga risponde con 2 triplone e tiene avanti i blaugrana. Solo nel finale di 1° tempo il Valencia riesce ad accorciare sensibilmente le distanze, chiudendo sul 38-33 grazie al buzzer di Klemen Prepelic.
Il parziale valenciano si allunga fino allo 0-11, per il provvisorio -3 (38-35) in apertura di 2° tempo, ma Nick Calathes ha progetti ben diversi e, con un mini-break personale, riporta prontamente a distanza il Barça (45-37) al 23’. Il playmaker greco prende in mano le redini della sfida e smazza assist a profusione per qualsiasi compagno, confermandosi all-around player come pochi altri nella competizione. Nonostante le assenze, le rotazioni catalane sono tanto ampie quanto qualitative, e Roland Smits ne è l’emblema: il lungo, insieme ad Abrines, realizza quei canestri che rimandano in fuga i padroni di casa (67-54 al 30’) e coronano un 3° quarto da 29 punti segnati. Il Barcellona continua a martellare da oltre l’arco dei 6.75 e tocca più volte le 18 lunghezze di vantaggio e la sfida è sostanzialmente chiusa con 8’ di anticipo. Al Valencia non bastano lo show balistico di Labeyrie (4/6 da 3) e la doppia-doppia di Tobey (14 e 10 rimbalzi). MVP Abrines (16, con 4 triple), ma grandi prove anche di Martinez (10+8) e del duo Hanga-Higgins.
  • Barcellona: Westermann 5, Hanga 13, Bolmaro, Smits 10, Pustovyi, Oriola 9, Abrines 16, Higgins 13, Martinez 10, Kuric 5, Badio n.e., Calathes 8. All. Jasikevicius.
  • Valencia: Prepelic 7, Pradilla, Puerto, Labeyrie 17, Van Rossom 4, Tobey 14, Kalinic 8, Vives 1, San Emeterio, Williams 4, Hermannsson 4, Sastre 13. All. Ponsarnau.
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TD Systems Baskonia Vitoria-CSKA Mosca 95-93

Di Daniele Fantini. La fuga con primato da 12 vittorie consecutive si ferma sul ferro, quello scheggiato da un tiro pazzo di Mike James con il cronometro gocciolante verso lo zero. Il CSKA alza bandiera bianca dopo oltre due mesi di invincibilità assoluta sul nuovo parquet grigio della Fernando Buesa Arena, azzoppato dalle pesantissime assenze di Will Clyburn e Daniel Hackett, e frustato da un Baskonia vestito a festa per la grande occasione, esploso con la miglior prestazione offensiva stagionale e due quarti dispari di livello stratosferico (31 punti nel primo periodo, 33 nel terzo).
Nonostante i 15 rimbalzi offensivi concessi, il front-court della squadra di Ivanovic regge fisicamente l'urto della batteria avversaria, sorretto da uno Youssoupha Fall a tratti troneggiante (16 punti, 9 rimbalzi) e da un Achille Polonara ancora una volta meraviglioso nell'infilarsi tra le pieghe della partita: l'azzurro replica l'ottima prestazione di due giorni prima contro l'Alba Berlino scrivendo altri 18 punti con 6 rimbalzi e 3 assist, e vincendo, sul lungo periodo, l'attesissimo duello con il grande ex di turno, Toko Shengelia. Ottime anche le risposte del reparto esterni: Pierria Henry unisce 18 punti e 10 rimbalzi a un lavoro di qualità nella metacampo difensiva su Mike James, Rokas Giedraitis ne infila 17 con una solida prima metà di gara e Luca Vildoza (12) si scuote dal torpore con un finale di terzo periodo indiavolato, dove, quasi in solitaria, firma un grosso parziale che permette al Baskonia di tornare sul +12 (79-67) respingendo il violento tentativo di rimonta avversario.
Senza due pedine chiave sul perimetro, il CSKA vive dell'andamento sinusoidale di un Mike James altalenante: dopo un primo tempo spento, l'ex-Olimpia si infiamma nella ripresa fermandosi però sul più bello, con quel ferro scheggiato nell'azione-partita. Non bastano i 20 punti con 7 assist sporcati, però, da percentuali risicate: al 7/24 della scorsa settimana al Forum fa eco un modesto 7/18. Montagne russe anche per Toko Shengelia, chiamato a prendersi maggiori responsabilità nella metacampo offensiva, ma finito spesso tra i tentacoli chilometrici di Fall: il georgiano chiude con 13 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, ma 5/17 al tiro e 3 stoppate subite. Le prestazioni più solide arrivano, in maniera quasi insperata, dalle seconde linee, le stesse capaci di svoltare nel secondo periodo una partita che il Baskonia aveva monopolizzando fuggendo sul 31-19 sulle ali di un avvio sprint: Janis Strelnieks fa ottime veci di Hackett con 13 punti (sbagliando, però, il tiro libero del possibile pareggio a 8" dalla sirena), mentre Joel Bolomboy copre le lacune di uno spento Nikola Milutinov aggiungendone 13 con 9 rimbalzi.
  • Baskonia: Henry 18, Giedraitis 17, Sedekerskis 8, Polonara 18, Fall 16; Vildoza 12, Jekiri, Diop, Peters 6, Dragic. N.e.: Raieste, Kurucs. All.: Ivanovic.
  • CSKA: James 20, Hilliard 9, Kurbanov 6, Shengelia 13, Milutinov 4; Bolomboy 13, Khomenko, Ukhov 5, Antonov 7, Strelnieks 13, Voigtmann 3. All.: Itoudis.
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L'Alba spara 16 triple: Baskonia piegato 95-91 nel recupero
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Aito Garcia Reneses lascia l'Alba Berlino
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