La storia è lunga, e sempre rimasta uguale, sin da quando, 13 anni fa, sbarcava in Italia con la canotta di Veroli. Kyle Hines è sempre stato registrato nel ruolo di centro in ogni squadra di cui ha indossato la maglia, ma, in realtà, sarebbe più adatto inserirlo in una categoria tutta sua, senza limiti di posizione in campo. Nel successo corsaro a Berlino che ri-proietta Milano nella Top 4 del campionato con una striscia aperta di tre vittorie in fila (quattro lontano da casa), Hines è onnipresente. L'approccio della squadra, distratto e soft nella prima metà del quarto iniziale, cambia registro con il suo ingresso in campo. La difesa punge, stringe e soffoca, mentre l'attacco vola sulle continue giocate in short-roll che lo rendono padrone di un'area abbandonata dall'Alba con una frequenza tanto assidua quanto sorprendente e sanguinosa. Da lì, Hines può far tutto. Andare a canestro (13 punti, seconda miglior prestazione stagionale) o smazzare assist per i tiratori appostati negli angoli (5, season-high). Perché le triple, proprio come due giorni fa con Valencia, non smettono di fioccare: 15/30 nonostante lo stentato 1/5 dei primi 10 minuti, una scarica letale e insostenibile per qualsiasi squadra anche a questo livello.
Le mani roventi dall'arco interessano l'intera squadra: sono sette i giocatori con almeno una tripla a referto, un gruppone in cui spiccano i soliti noti, lietissime conferme di uno dei migliori momenti mai toccati dall'Olimpia dai tempi di Luca Banchi. Gigi Datome ne spara quattro per brindare a un'altra doppia cifra (14) dopo l'exploit di Valencia, Kevin Punter (14) ne aggiunge tre con una scarica micidiale in avvio di ripresa e decisiva per conservare quel cuscinetto di margine in doppia cifra costruito all'intervallo lungo sulla scia di un secondo periodo superlativo (16-29), e Zach LeDay (top-scorer a quota 16) partecipa con altre tre, ormai diventato martello affidabile anche dalla distanza. A orchestrare il tutto, le menti di Malcolm Delaney e Sergio Rodriguez, meno brillanti del solito in fase di realizzazione, ma ottimi nella gestione del ritmo, dei possessi e nel creare quella lunga serie di vantaggi dal palleggio che costringono l'Alba a una continua rincorsa in rotazione difensiva, puntualmente punita dai tiratori biancorossi (7 assist a testa per la coppia dei playmaker).
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Se l'attacco macina gioco, palloni e canestri, la difesa picchia all'occorrenza. Superato lo sbandamento iniziale inferto dalle spingardate di Ben Lammers (18 punti, frutto di molti piazzati da fuori area) e dall'impatto rognoso di Peyton Siva dalla panchina (6 punti nel primo quarto, ma poi spentosi con altrettanta rapidità), l'Olimpia torna a mostrare il suo miglior volto nei quarti pari, dove, concedendo rispettivamente 16 e 14 punti agli avversari, forgia i parziali decisivi. E, allora, torna comodo, ancora una volta, il sacrificio di Michael Roll sul pallone e l'ottima prestazione dell'intero reparto lunghi, aggressivo, rapido, coordinato e vittorioso in maniera netta nella lotta a rimbalzo (37-28). Al solito marmoreo Hines si affianca uno Zach LeDay ormai sempre più capace di seguire le orme del suo Grande Maestro, un Jeff Brooks silente ma con la testa sempre concentrata sulla partita (4 rimbalzi e 4 assist premiati, giustamente, con 19 minuti di utilizzo, massimo in stagione), un Gigi Datome reduce dal tuffo nella fontana della giovinezza e anche un Kaleb Tarczewski in promettente ripresa mentale nelle ultime uscite.
Con Luke Sikma ancora convalescente, l'Alba non ha punti di riferimento affidabili vicino a canestro (soltanto 44% di squadra da due) ma vive, come sempre, in maniera molto ondivaga, sulle percentuali nel tiro da fuori: nel 10/26 collettivo spicca un momento caldo vissuto nel terzo periodo, capace di frenare ogni tentativo di allungo biancorosso, ma quando i ferri della Mercedes-Benz Arena riprendono a suonare, la forbice tra le due squadre si apre in maniera naturale. Inutile la partitona di Jayson Granger (16 punti, 6 assist), mentre soffre Simone Fontecchio (soli due punti in 30', peggior uscita stagionale), frenato più a livello mentale che tecnico-tattico.
Ora quarta in classifica grazie all'aggancio al Bayern Monaco (battuto all'andata in overtime), Milano tornerà in campo giovedì prossimo, 21 gennaio, proprio contro la formazione bavarese, in un'altra sfida decisiva per il piazzamento nella zona playoff: appuntamento alle ore 20.45, LIVE su Eurosport Player!

Alba Berlino-AX Armani Exchange Milano 70-84

  • Alba: Granger 16, Mattisseck, Fontecchio 2, Thiemann 2, Lammers 18; Lo 8, Siva 8, Schneider 8, Olinde, Sikma 8. N.e.: Nikic. All.: Gonzales.
  • Milano: Delaney 5, Punter 14, Moraschini 3, LeDay 16, Tarczewski 2; Moretti, Roll 8, Rodriguez 4, Biligha 2, Brooks 3, Hines 13, Datome 14. All.: Messina.
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