Alba Berlino-Valencia Basket 86-90

Di Daniele Fantini. Gelata dalla bruttissima sconfitta casalinga di mercoledì sera contro l'Olympiacos, Valencia aveva soltanto un'opzione per restare aggrappata alla volata playoff. Vincere. Il successo arriva, con una rimonta quasi impensabile, e ora sarà decisivo lo scontro diretto all'ultima giornata con il Baskonia. Ma, alla luce dei risultati di Zenit e Real Madrid, un'altra vittoria potrebbe anche non bastare per entrare nella post-season e conservare la licenza C (riservata ai campioni in carica di Eurocup) per la prossima stagione.
Eurolega
Aito Garcia Reneses lascia l'Alba Berlino
17/08/2021 A 10:44
Il primo tempo è quasi un assolo offensivo dell'Alba, capace di esprimersi al suo meglio con un gioco brillante, fluido, corale e sorretto da alte percentuali nel tiro pesante. Valencia, ancora scossa dal ko precedente, approccia la partita in modo fiacco, si ritrova doppiata al primo riposo (26-13) e tenuta magicamente in vita da Klemen Prepelic per il -11 dell'intervallo lungo nonostante i 53 punti subiti. La reazione strutturata degli ospiti arriva nella ripresa: un parzialone di 0-10 ispirato da Prepelic, Williams e Tobey griffa l'aggancio a quota 61, ma l'Alba ferma l'emorragia rintanandosi dietro una difesa a zona e ai 223 centimetri di Christ Koumadje. Valencia spronfonda nuovamente in doppia cifra di svantaggio (74-64 al 31') e sembra destinata ad alzare bandiera bianca in maniera definitiva, ma, ancora una volta, viene salvata da Prepelic e Williams, straordinario nel finale dopo un primo tempo totalmente incolore. L'ex prima scelta NBA firma il sorpasso con due canestroni consecutivi ed è poi Van Rossom a mettere in ghiaccio il risultato in lunetta.
Klemen Prepelic si merita il premio di MVP grazie al suo career-high in Eurlega: 24 punti, 7 assist, 5/7 dall'arco. Derrick Williams chiude con 15, 9 dei quali negli ultimi cinque minuti, Nikola Kalinic fornisce un enorme contributo dalla panchina (17+6 rimbalzi) e Mike Tobey dà sostanza sotto i tabelloni (12+7 rimbalzi). L'Alba incassa invece la quarta sconfitta consecutiva e resta inchiodata al terzultimo posto in classifica (11-22), da difendere nell'ultima giornata nello scontro diretto con la Stella Rossa Belgrado (penultima con un record di 10-23). Non bastano i 17 punti con 4/5 dall'arco di Marcus Eriksson e i 16 del nostro Simone Fontecchio.
  • Alba: Siva 9, Granger 3, Fontecchio 16, Sikma 7, Lammers 9; Delow, Eriksson 17, Mattisseck 6, Schneider 6, Olinde 2, Koumadje 2, Thiemann 9. All.: Aito.
  • Valencia: Van Rossom 10, Sastre, San Emeterio, Labeyrie 5, Dubljevic 4; Prepelic 24, Tobey 12, Kalinic 17, Vives 3, Williams 15. N.e.: Marinkovic, Pradilla. All.: Ponsarnau.

Highlights: Alba Berlino-Valencia 86-90

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CSKA Mosca-Khimki Mosca 97-72

Di Marco Arcari. Partita che dura praticamente 10’, quella che va in scena alla Megasport Arena di Mosca. Il CSKA regola un Khimki ormai dismesso (out anche Alexey Shved per un infortunio all’indice destro) e si assicura il fattore casa nei prossimi Playoffs. I padroni di casa hanno vita facile fin dalla palla a due, con un Michael Eric sugli scudi (10 nel 1° quarto), ma il Khimki, dopo oltre 3’ di digiuno offensivo, piazza 2 triple consecutive (entrambe di Sergey Karasev) e ritrova la parità (6-6). Turnovers ed errori in transizione caratterizzano la frazione iniziale, ma Eric continua a risultare devastante in entrambe le metà campo e, aiutato benissimo da Johannes Voigtmann, dà più volte un vantaggio di 7 lunghezze ai padroni di casa. Evgeny Voronov brucia però la sirena del periodo con una tripla del 21-17, confermando l’incapacità di concretizzare l’allungo da parte della squadra di coach Itoudis.
Errick McCollum tenta di caricarsi sulle spalle tutto l’attacco del Khimki, ma la coppia Clyburn-Strelnieks non fa sconti e Iffe Lundberg spara la tripla del +9 rossoblù (37-28) a metà 2° quarto. Il rientro sul parquet di Eric amplia ulteriormente le distanze (43-30 al 19’) e conferma l’ottima serata del centro ex-Darussafaka; Jordan Mickey però brucia la sirena con un altro buzzer ospite, rendendo ancor più lampante il fatto di essere ormai un pesce fuor d’acqua nella squadra di coach Maltsev (47-34 al 20’). Nella ripresa il CSKA dilaga fino al +30 (72-42 al 28’), sfruttando l’ottimo lavoro dei lunghi e coronando un break di 21-3 in cui anche Darrun Hilliard è fondamentale con 10 punti consecutivi.
Stante il 76-47 a fine 3° quarto, l’ultima frazione di gioco diventa semplice cornice per shows personali. Mickey continua a macinare statistiche che confermano la bontà dell’investimento fatto dal Maccabi (club che pare avere già un accordo col centro statunitense per la prossima stagione), mentre McCollum corona un break di 0-7 che fa infuriare coach Itoudis per il “solo” +22 (76-54) al 32’. Il parziale ospite si amplia fino allo 0-9, ma non c’è più tempo per la rimonta. Il CSKA ritorna così al 2° posto in classifica, attendendo ovviamente l’ultimo turno, in programma settimana prossima e il recupero del 14 aprile contro il Panathinaikos, a Regular Season peraltro ultimata.
  • CSKA: Lundberg 16, Khomenko 2, Hilliard 13, Ukhov, Hackett 3, Antonov 2, Strelnieks 8, Voigtmann 16, Clyburn 10, Shengelia 11, Kurbanov 2, Eric 14. All. Itoudis.
  • Khimki: McCollum 14, Karasev 15, Zaytsev 6, Vialtsev 1, Kadoshnikov, Monia 2, Sharapov, Ponkrashov 2, Odinokov, Voronov 9, Valiev 7, Mickey 16. All. Maltsev.
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Zenit S. Pietroburgo-LDLC ASVEL Villeurbanne 87-53

Di Davide Fumagalli. Prova di forza dello Zenit San Pietroburgo che travolge 87-53 l'Asvel Villeurbane nel Round 33 e resta in corsa per un posto nei playoff. La formazione di Xavi Pascual, che deve recuperare la sfida col Panathinaikos, riscatta il ko nel derby russo col CSKA e aggiorna il proprio record a 18-14, davanti alle spagnole Valencia e Baskonia (18-15). I russi fanno la differenza con un gran secondo tempo (46-16) e si impongono in virtù dei 15 punti ciascuno di Baron e Hollins, dei 13 di Gudaitis e dei 10 con 8 assist di Pangos. Per i francesi un'altra serata no e la sesta sconfitta di fila, la seconda in una settimana dopo quella in overtime col Khimki (record a 12-20): l'unico in doppia cifra è David Lighty, autore di 12 punti.
Il match della Sibur Arena vede una buona partenza dello Zenit, 9-2, poi l'Asvel si riavvicina con le giocate di Lighty e Bako, chiude il primo periodo sotto 20-15, e poi nel secondo quarto mette il naso avanti sul 29-28 con un gioco da quattro punti di Walton e la grande energia di Howard. Lo Zenit però non ci sta, torna a condurre con due bombe di un bollente Baron e all'intervallo la squadra di Pascual comanda 41-37.
Nella ripresa la partita si spezza: break di 7-0 Zenit per volare sul +11, l'Asvel non risponde e così i russi allargano la forbice e volano a +20 con le triple di Baron, Thomas e Pangos. Alla festa partecipa anche Gudaitis con i canestri del 66-43 del 30', poi nel quarto periodo è uno show assoluto di Austin Hollins che mette 11 punti consecutivi (tre triple), e lo Zenit arriva fino a +36 dopo un jumper di Rivers (87-71). Per i russi un successo fondamentale per restare in corsa e per ritrovare un minimo di fiducia dopo quattro ko nelle ultime cinque uscite.
Nell'ultimo turno, Round 34, lo Zenit ospiterà il Maccabi Tel Aviv, già eliminato, mentre l'Asvel tornerà a Mosca per affrontare il CSKA. Come detto la squadra di Pascual avrà un recupero il 12 aprile contro il Panathinaikos, sempre in casa.
  • Zenit: Rivers 5, Pangos 10, Fridzon ne, Hollins 15, Thomas 9, Baron 15, Khvostov, Zubkov 2, Poythress 4, Ponitka 6, Black 8, Gudaitis 13. All. Pascual.
  • Asvel: Kahudi 3, Lacombe, Diot 1, Fall 4, Noua, Hayes ne, Walton 6, Bako 8, Lighty 12, Howard 8, Yabusele 3, Cole 8. All. Parker.
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Fenerbahçe BEKO Istanbul-FC Barcellona 73-82

Di Daniele Fantini. Dopo il ko di Tel Aviv, il Barcellona espugna Istanbul, blinda matematicamente la prima piazza in regular-season e, fermando la marcia dell'arrembante Fenerbahçe, impacchetta un bel regalo per l'Olimpia Milano, ora padrona del proprio destino per la caccia al quarto posto finale in classifica con annesso vantaggio del fattore-campo nei playoff. La partita, controllata dal Fener nelle fasi iniziali, cambia volto con il brutto infortunio alla caviglia sofferto da Jan Vesely dopo soli 6' di gioco: senza il proprio totem a centro-area, alla squadra di Kokoskov mancano centimetri ed esperienza per fronteggiare la fisicità del Barcellona nonostante il grande apporto dalla panchina di Kyle O'Quinn, alla sua miglior prestazione in gialloblu della stagione (17 punti, 5 rimbalzi).
Spinto da una scarica di triple di un semi-infallibile Kyle Kuric (16 punti, 4/5 dall'arco), il Barcellona trova le forze per mettere la testa avanti all'intervallo lungo (42-47), ma il Fener replica presto con la stessa moneta: quattro bombe consecutive in apertura di ripresa puniscono un Barça con strane amnesie difensive (56-51 al 25') e serve tutta la profondità della panchina blaugrana per girare nuovamente il tono della gara. Jasikevicius sguinzaglia un quintetto "ruvido" attingendo a piene mani dalla resilienza delle sue seconde linee, e il controbreak decisivo è servito a cavallo dei due periodi finali. Leo Westermann (9+4 assist) accende la rimonta pescando un paio di canestroni nel momento più buio, Adam Hanga cementa ogni varco sul perimetro, Rolands Smits gonfia i muscoli sotto canestro e Brandon Davies (13+9 rimbalzi) dà evidenti segnali di risveglio dopo aver sofferto a lungo il fisicaccio cubico di O'Quinn.
Quando Kokoskov ferma la partita (61-71 al 32'), il Barcellona ha ormai il pallino in mano, gestito in maniera perfetta dal rientro in campo di Nick Calathes, Nikola Mirotic (12) e Cory Higgins (9), sempre determinante anche nella metacampo difensiva. Il Fener prende a testate il muro difensivo blaugrana e si spegne lentamente, senza mai riuscire a rendersi realmente pericoloso nel finale, complice anche la prematura uscita di Nando De Colo (12+6 assist) per un colpo al ginocchio. Non servono i 19 punti di Marko Guduric, evaporato però nelle fasi calde del match, e i 10 di un attivo Dyshawn Pierre. Stecca malamente Lorenzo Brown, fermo a soli 2 punti in 20' dalla panchina. Il Fenerbahçe resta inchiodato al quinto posto nel gruppone a 20-13 comprendente anche Milano e Bayern Monaco: chiuderà la stagione con un'altra partita molto complicata, ospitando il Real Madrid a caccia di un successo per strappare il pass playoff.
  • Fenerbahçe: De Colo 12, Mahmutoglu 3, Guduric 19, Vesely 2, Duverioglu; Brown 2, O'Quinn 17, Biberovic, Pierre 10, Barthel 5, Sipahi, Eddie 3. All.: Kokoskov.
  • Barcellona: Calathes 5, Higgins 9, Abrines 4, Oriola 2, Mirotic 12; Davies 13, Westermann 9, Hanga 5, Bolmaro, Smits 4, Kuric 16, Claver 3. All.: Jasikevicius.
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Real Madrid - Olympiacos Pireo 72-63

Di Davide Fumagalli. Fondamentale vittoria per il Real Madrid che supera l'Olympiacos 72-63 nel Round 33 e fa un piccolo passo avanti per un posto nei playoff di Eurolega, uno degli ultimi due rimasti che dovrà contendersi con Zenit (18-14), Valencia (18-15) e Baskonia (18-15). I blancos, reduci dal brutto ko con l'Efes, terzo nelle ultime quattro gare, si rialzano e aggiornano il proprio record a 19-14, superando anche la difficoltà di non avere coach Pablo Laso in panchina, squalificato. Il match resta sempre nelle mani del Real che, pur faticando dall'arco (8 su 27), chiude con un clamoroso 68% da due e si impone trascinato da Deck, 18 punti (7 su 7 da due), e dal gigante Tavares, 15 punti con 8 rimbalzi, 4 rubate e 2 stoppate. I biancorossi del Pireo, già eliminati dalla post season, rincorrono fin dal primo periodo e non riescono mai a stare in gara: Vezenkov, 22 punti, è l'unico in doppia cifra.
La gara del Wizink Center è segnata dal grande inizio degli argentini del Real Madrid: Deck segna 9 punti con 4 canestri, Laprovittola ne aggiunge 5 e il tabellone dice 20-11 per la squadra diretta per l'occasione da coach Mateo Jesus. L'Olympiacos resta a galla con qualche lampo di Printezis, nel secondo periodo Vezenkov fa -6 e poi Spanoulis -7 (27-20), ma i blancos arrivano a +11 con una tripla di Carroll e conservano il margine all'intervallo per il 36-26 con cui si torna negli spogliatoi.
Nella ripresa la musica non cambia, i greci faticano a segnare contro la difesa imperniata su Tavares e Garuba, viceversa il Real trova un nuovo strappo con due bombe di Taylor e Thompkins, poi è Tavares a ricevere nei pressi del ferro e a segnare il +16 sul 51-35! L'ultimo periodo si apre coi blancos che arrivano a +17 (55-38) ancora con Tavares, poi da lì la partita va ad elastico: l'Olympiacos ha qualche lampo e arriva anche a -9 con le triple di Spanoulis, Vezenkov e Larentzakis, ma i padroni di casa restano in controllo, rispondono con i canestri di Fernandez dall'arco e poi di Deck e Carroll, e alla fine è 72-63.
Nel prossimo ed ultimo turno, Round 34, l'Olympiacos chiuderà in casa contro il Khimki fanalino di coda mentre il Real Madrid volerà ad Istanbul per sfidare il Fenerbahce, un match pesantissimo che varrà l'accesso ai playoff.
  • Real Madrid: Causeur 2, Fernandez 3, Abalde 6, Laprovittola 7, Reyes, Alocen 4, Deck 18, Garuba 2, Carroll 9, Tavares 15, Thompkins 3, Taylor 3. All. Jesus (Laso squalificato).
  • Olympiacos: Charalampopoulos, Larentzakis 7, Spanoulis 7, Sloukas 5, Vezenkov 22, Printezis 7, Jean-Charles, Jenkins 2, Koufos 2, Ellis 4, McKissic 7. All. Bartzokas.
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