CSKA Mosca-FC Barcellona 75-88

Di Daniele Fantini. A tre mesi di distanza dalla sconfitta contro l'Alba Berlino, la Megasport Arena di Mosca torna a cadere. Quella lunga striscia di 12 successi consecutivi che ha lanciato la squadra di coach Itoudis in vetta alla classifica stride, ora, con due ko nelle ultime tre uscite, e osserva, timorosa, la rimonta arrembante del Barcellona, secondo a una sola partita di distanza e con il doppio vantaggio negli scontri diretti. Già, perché nonostante le assenze pesanti su entrambe le sponde (Clyburn e Hackett da una parte, Mirotic e Davies dall'altra), l'atmosfera è quella, caldissima, di una FinalFour. E il Barça, come nella gara d'andata, dimostra ancora di essere la squadra da battere.
Eurolega
Bayern Monaco senza restrizioni: 90% del pubblico sugli spalti
04/09/2021 A 12:12
Il fattore decisivo è la difesa, compatta, corale e intensa, che sgonfia il CSKA dopo un primo quarto e mezzo arrembante. Il parzialone determinante è il 3-11 costruito nei primi 7' della ripresa: il Barça allunga sul +9 (44-53) e, prendendo in mano l'inerzia emotiva della partita, può gestire con relativa sicurezza e personalità fino alla sirena. Nonostante i 18 punti segnati, Mike James, osservato speciale, soffre lo scontro diretto con Nick Calathes, suo spauracchio sin dai tempi della convivenza forzata e poco gradita al Panathinaikos. Senza un uomo d'ordine ad affiancare The Natural sul perimetro (leggi Hackett) o un attaccante in grado di stanare la difesa avversaria (leggi Clyburn), l'attacco del CSKA si riduce a essere poco credibile ed efficace, azzoppato sia da un leggero problema fisico che frena lo stesso James a inizio ripresa, sia da una percentuale complessiva dall'arco molto risicata (4/21). Stecca malamente Darrun Hilliard (10 punti con 5/21 al tiro), e non incide Toko Shengelia (10 punti, 3/8 in 28'), a conferma di un adattamento ancora difficoltoso dopo l'addio al Baskonia.
Gestito in maniera saggia da un ottimo Nick Calathes, all-around con 13 punti, 7 assist e 6 rimbalzi e autore delle due triple consecutive che spaccano la partita in maniera definitiva alla metà dell'ultimo periodo, il Barcellona si gode una serata straripante di Cory Higgins, la più classica di quelle da grande ex: 25 punti (season-high e due soli in meno del suo career-high) realizzati con una fame e un'aggressività sorprendenti cui si unisce un lavoro difensivo extra-lusso sul perimetro per uno dei giocatori più completi, dominanti e determinanti d'Europa. Grande spalla di Higgins, fondamentale per aprire il campo alle sue penetrazioni, è Alex Abrines: rovente dal perimetro, segna 19 punti con 5 triple, aggiornando un altro season-high. Ma, tra le pieghe della partita, si muove con grande efficacia anche il giovane Sergi Martinez: quadrato, solido in difesa, intelligente nel posizionamento in attacco, viene premiato da coach Jasikevicius con 23 minuti d'azione dalla panchina, in cui piazza 6 punti e 5 assist fungendo da vero jolly nel match più complicato della sua brevissima esperienza finora in Eurolega.
  • CSKA: James 18, Hilliard 10, Kurbanov 4, Shengelia 10, Milutinov 15; Bolomboy 7, Khomenko, Antonov 2, Strelnieks 4, Voigtmann 5. N.e.: Ukhov, Shashkov. All.: Itoudis.
  • Barcellona: Calathes 13, Higgins 25, Abrines 19, Smits 4, Pustovyi 2; Westermann, Hanga 7, Bolmaro, Badji, Oriola 4, Martinez 6, Kuric 5. All.: Jasikevicius.
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Zenit S. Pietroburgo-Zalgiris Kaunas 77-65

Di Davide Fumagalli. La settimana in Russia non porta bene allo Zalgiris Kaunas che, dopo il ko di Mosca contro il CSKA, perde a San Pietroburgo con lo Zenit 77-65 nel Round 20 di Eurolega. Due stop di fila dopo sei successi per la formazione di Martin Schiller, ora a 11-9 di record, che sostanzialmente per la sfida nella ripresa, al primo vero strappo degli avversari: il 44% da due e il 5 su 18 da tre dicono tutto della serataccia dei lituani, cui non bastano i 12 punti di Walkup e gli 11 a testa di Lekavicius e Lauvergne. Viceversa lo Zenit riscatta il ko di Monaco di Baviera, sale a 12-6 di record evitando ancora di perdere gare consecutivamente, e si conferma una formazione di enorme solidità anche in un match a punteggio piuttosto basso: la squadra di Pascual bissa il successo di Kaunas chiudendo col 67% da due, 9 su 27 da tre e 22 su 26 ai liberi, quasi il doppio dei tentativi degli avversari. Ottimi ancora Ponitka e Gudaitis, 15 punti, bene Baron, 11 con 3 triple, importante l'apporto di Zubkov e Trushkin, 9 e 6 punti, in una sera in cui Pangos si ferma a 6 punti con 2 su 11 al tiro e incappa in 6 perse al netto dei 7 assist.
La sfida di San Pietroburgo vive sul filo dell'equilibrio per tutto il primo tempo. Lo Zenit tocca il +5 con le triple di Zubkov e Baron, e chiude il primo periodo avanti 17-14, lo Zalgiris risponde nel secondo periodo con i lampi di Jokubaitis, sorpassa sul 30-39 con una bomba di Milaknis, e all'intervallo è perfetta parità sul 36-36. E' dopo la pausa negli spogliatoi che la squadra di Pascual prova l'allungo, Ponitka mette la bomba del +6, poi sale in cattedra Baron che segna 5 punti di fila con tripla e liberi e porta lo Zenit a +9 sul 56-47.
Lo Zalgiris non ci sta e con un intraprendente Lekavicius rimonta fino a -4 in avvio di ultimo periodo (58-54), ma i russi hanno qualcosa in più, Hollins fa +8, poi Baron e Zubkov infilano due triple mortifere per il +12 sul 68-56. Gli ospiti hanno un ultimo sussulto per il -7 con Hayes, ma Pangos risponde con l'unica tripla della sua gara per il nuovo +10 sul 71-61, taglia le gambe ai lituani e di fatto archivia il match.
Nel prossimo turno, Round 21, lo Zenit ospiterà l'Anadolu Efes (giovedì 21 alle 18), mentre venerdì 22 alla Zalgirio Arena di Kaunas andrà in scena la sfida tra Zalgiris e Olympiacos (ore 19).
  • Zenit: Rivers 4, Zakharov ne, Pangos 6, Fridzon 3, Hollins 6, Thomas 2, Baron 11, Pushkov 6, Trushkin ne, Zubkov 9, Ponitka 15, Gudaitis 15. All. Pascual.
  • Zalgiris: Walkup 12, Blazevic ne, Lekavicius 11, Hayes 3, Jankunas, Lukosiunas ne, Milaknis 6, Geben, Rubit 4, Jokubaitis 8, Grigonis 10, Lauvergne 11. All. Schiller.
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Fenerbahce BEKO Istanbul-Panathinaikos OPAP Atene 100-74

Di Marco Arcari. Il Fenerbahce si conferma una delle squadre più in forma di tutta l’EuroLega, surclassando il Panathinaikos e centrando il 5° successo consecutivo. Comincia invece nel peggiore dei modi l’avventura di Oded Kattash sulla panchina dei Greens. Iniziano un po’ meglio gli ospiti, per lo meno quanto a intensità e presenza difensiva. Georgios Papagiannis si conferma stoppatore d’élite, ma è fondamentale anche in attacco, per tenere a contatto il PAO (10-9) a metà 1° quarto, nonostante i tanti errori al tiro. Howard Sant-Roos prova a spezzare gli equilibri con un 2/2 da oltre l’arco in rapida successione, ma è solo un lampo temporaneo. Il Fenerbahce continua infatti a tirare benissimo (13/17 nella frazione), a realizzare punti da turnovers avversari e a trovare un dominante Jan Vesely a rimbalzo offensivo, scappando così sul +19 (31-12) con un incredibile 18-0 di break.
Aaron White tenta di rianimare l’attacco dei Greens, realizzando 7 punti personali consecutivi e coronando un contro-parziale di 2-12 che riapre decisamente la sfida (33-24) al 14’. Il match si trasforma in un bellissimo duello tra lunghi, con Ahmet Duverioglu e Papagiannis a rispondersi colpo su colpo grazie a una serie infinita di schiacciatone. Gli esterni di coach Kokoskov, a differenza di quelli biancoverdi, fanno però da terzi incomodi e rilanciano i padroni di casa (48-34) proprio prima dell’intervallo. Nemanja Nedovic prosegue nelle difficoltà al tiro, ma anche nel mettere in ritmo qualsiasi compagno con assist illuminanti. In 2 minuti e mezzo il Panathinaikos esaurisce però il bonus falli e i liberi concessi vanificano così quanto di buono fatto in fase di possesso (54-42 al 24’).
Il tiro pesante ritorna a fare la differenza, ancora una volta a totale vantaggio del Fenerbahce, che ritocca così il provvisorio massimo vantaggio (74-50) quasi in chiusura di 3° quarto, salvo poi subire un mini-break ospite (0-5) per disattenzioni evitabili. La squadra di coach Kattash continua a dominare a rimbalzo offensivo, ma nella propria metà campo fatica tantissimo, specie a contenere il primo passo degli esterni di casa. Nando De Colo, sornione fino al 30’, realizza i canestri che mettono sostanzialmente in cassaforte il successo, ma c’è ancora tempo per un’altra sequenza incredibile di triple gialloblu e per il +30 a 1’ dalla sirena. 15/24 da 3 per il Fener, con Guduric MVP (18, con 4 assist e 7/8 al tiro), anche se quasi tutti i giocatori del club di Istanbul hanno fatto molto bene. Mitoglu e White si salvano invece tra le file del PAO.
  • Fenerbahce: Hamilton, Brown 15, Perez, Guduric 18, Mahmutoglu 8, De Colo 12, Pierre 5, Vesely 12, Eddie 6, Muhammed n,e., Duverioglu 9, Ulanovas 15. All. Kokoskov.
  • Panathinaikos: Mack 6, Papagiannis 10, Bochoridis 2, Auguste 3, Kaselakis, Kalaitzakis, Foster 7, Nedovic 6, White 13, Mitoglu 12, Bentil 5, Sant-Roos 10. All. Kattash.
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FC Bayern Monaco - Real Madrid 76-81 d1ts

Di Davide Fumagalli. Il Bayern Monaco di Trinchieri fa un figurone, si conferma squadra di alto livello in questa Eurolega, ma deve arrendersi 81-76 al Real Madrid dopo un supplementare nel Round 20. I blancos di Pablo Laso, che hanno saltato la gara con la Stella Rossa di martedì (si recupera il 19 gennaio), riscattano così il cocente ko casalingo contro Milano e difendono il terzo posto alle spalle di CSKA e Barcellona, portandosi a 13-6 di record. Pur in una serata da 4 su 21 da tre e 15 palle perse, il Real la spunta grazie soprattutto ad un dominante Tavares, autore di 26 punti (career high) con 11 su 14 al tiro e 9 rimbalzi; Deck ne aggiunge 12, sono 10 i punti di Rudy Fernandez, mentre sono decisivi gli 8 punti tutti nel quarto periodo di Jaycee Carroll. Come detto il Bayern offre una prova gagliarda, nel quarto periodo rimonta e va davanti, ma nel supplementare finisce la benzina e deve alzare bandiera bianca, incappando nell'ottavo stop a fronte di 20 successi. Spicca Jalen Reynolds con 18 punti, Wade Baldwin ne aggiunge 14 con 7 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate ma anche 4 perse, mentre sono 10 i punti di Lucic.
La gara dell'Audi Dome vede un Real Madrid iniziare meglio, più sciolto e determinato, e la squadra di Laso va a +6 sul 12-6 con una schiacciata di Taylor, e poi a +10 sul 23-13 grazie ad un jumper di un ispirato Thompkins. Gli ospiti cavalcano un maestoso Tavares, 11 punti nel solo primo periodo, poi nel secondo quarto il Bayern Monaco si sveglia, Reynolds segna 8 punti praticamente filati per il -2 (25-27), poi è Gist a insaccare la tripla del -3 sul 37-34 dopo 4 punti filati di Fernandez. All'intervallo è 39-34 per i blancos. La ripresa inizia col Real che allunga di nuovo sul +9 grazie al solito Tavares, un rebus, i bavaresi però non ci stanno, rimontano con Reynolds e Seeley, al 30' sono a -1 (50-51) e poi in avvio di ultimo quarto impattano sul 59-59 con le bombe di Zipser e Weiler-Babb.
Da lì è una battaglia, Baldwin risponde a Rudy, poi sale in cattedra Carroll che infila due bombe per il 70-63 e sembra il colpo del ko. Invece no, il Bayern risponde ancora, controbreak di 9-0 con due triple di Lucic e una di Weiler-Babb, e vantaggio 72-70. Il Real replica con Deck per il 72-72 su assist di Thompkins, poi le squadre hanno ancora una chance a testa, nessuno capitalizza e così si va all'overtime. Qui è un monologo del Real Madrid: la squadra di Laso vola a +6 grazie a Thompkins e ai liberi di Laprovittola e Deck, il Bayern perde completamente lucidità e non azzecca un tiro, e così è ancora Laprovittola a segnare in penetrazione l'81-74 che fa partire i titoli di coda del match, comunque molto bello.
Nel prossimo turno, Round 21, il Bayern Monaco farà visita all'Olimpia Milano al Forum (giovedì) mentre il Real Madrid sarà di scena a Tel Aviv contro il Maccabi (sempre giovedì 21 gennaio), dopo aver recuperato la gara con la Stella Rossa.
  • Bayern Monaco: Weiler-Babb 8, George ne, Baldwin 14, Seeley 4, Reynolds 18, Lucic 10, Flaccadori, Zipser 6, Gist 7, Johnson, Radosevic 9, Grant. All. Trinchieri.
  • Real Madrid: Causeur ne, Fernandez 10, Abalde 5, Tyus 2, Laprovittola 8, Alocén ne, Deck 12, Garuba, Carroll 9, Tavares 26, Thompkins 6, Taylor 4. All. Laso.
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Olympiacos Pireo-LDLC Asvel Villeurbanne 63-69

Di Daniele Fantini. L'Asvel Villeurbanne impacchetta un prezioso regalo per Milano, frenando la risalita verso la zona playoff di un Olympiacos reduce da tre vittorie consecutive. In quella che, sulla carta, si presentava come ghiotta occasione per infilarsi al sesto posto, al diretto inseguimento della squadra di Messina, arriva invece una dolorosa sconfitta, inferta da un Asvel capace di ritrovare la quadratura dopo una lunga serie di ko che l'avevano spedito sul fondo della graduatoria.
Difesa, intensità, fisicità ed energia della squadra di TJ Parker fanno la differenza, soprattutto in un terzo periodo in cui l'Olympiacos sbatte a ripetizione contro un muro a centroarea, realizzando soltanto 9 punti complessivi. In una partita giocata su ritmi lenti, i Reds si arenano su scarse percentuali nel tiro pesante (7/24) e soffrono la mancanza di due equilibratori fondamentali come Kostas Papanikolaou e Hassan Martin, elementi che avrebbero potuto contrastare la durezza degli avversari con la stessa moneta. Non servono, così, i 13 punti dalla panchina di Aaron Harrison (raccolti in gran parte dalla lunetta), gli 11 di Shaquielle McKissic e i 10 di Vassilis Spanoulis, ultimo ad arrendersi in un quarto periodo quasi commovente. Kostas Sloukas, partito fortissimo con 6 assist per foraggiare i primi 14 punti della squadra, si perde poi con altrettanta rapidità, fermo a soli 2 punti e 4 perse in 20'.
L'Asvel, come detto, rompe l'equilibrio nel terzo periodo sfruttando un paio di spingardate di Yabusele (38-46 al 29') e mantiene poi, in maniera quasi sorprendente rispetto alle ultime uscite, la compattezza per resistere al tentativo di rientro avversario orchestrato nelle battute iniziali dell'ultimo quarto, quando, sotto la spinta di Spanoulis in regia, l'Olympiacos rientra fino al -5 con un parziale lampo di 7-0 dal -12. Il premio di MVP di serata finisce nelle tasche di Guerschon Yabusele, autore di 19 punti con tre triple ad accompagnare una partita all-around per fatturato, intensità ed efficacia (anche 5 rimbalzi, 4 assist e 3 palle recuperate). Importante l'esperienza dei veterani nel gestire il finale (8 punti e 4 assist per Norris Cole, 9 con 4 assist e 5 rimbalzi per David Lighty), solido il backcourt per schermare il verniciato (silenti ma rocciosi sia Moustapha Fall che Ismael Bako), ma interessante anche la rivoluzione in cabina di regia proposta da coach Parker. Derrick Walton, partito in quintetto, mostra gli attesi miglioramenti rispetto alle primissime uscite stagionali, così come il giovane Matthew Strazel, scongelato dal fondo della panchina dopo tanto tempo per giocare minuti veri: risponde con 8 punti in 16' (season-high), dando alla squadra ottima gestione e ritmo.
  • Olympiacos: Sloukas 2, McKissic 11, Charalampopoulos 2, Printezis 3, Ellis 6; Harrison 13, Spanoulis 10, Vezenkov 8, Jean-Charles 6, Jenkins 2. N.e.: Larentzakis, Koniaris.
  • Asvel: Walton 9, Cole 8, Lighty 9, Yabusele 19, Fall 6; Kahudi 5, Diot 3, Bako 2, Strazel 8. N.e.: Freeman, Lacombe, Hayes. All.: Parker.
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Valencia Basket - Stella Rossa MTS Belgrado 91-71

Di Marco Arcari. Il Valencia interrompe la striscia di 3 k.o. consecutivi in EuroLega, superando nettamente una Stella Rossa che rimane comunque in partita fino al 33’. Nikola Kalinic (7 nei primi 10’) ha fin da subito mano caldissima, non solo per realizzare canestri, ma anche per assistere alley-oops e triple dei compagni. A metà 1° quarto il Valencia riesce così ad andare in doppia cifra di vantaggio (17-7), ma fa meglio 2’ dopo quando trova anche il +14 con un Derrick Williams inarrestabile. Johnny O’Bryant si carica sulle spalle tutto l’attacco ospite, impedendo alla Stella Rossa di sprofondare già nella frazione iniziale (27-15). Fernando San Emeterio sale in cattedra in apertura di 2° quarto, sparando 2 bombe e smazzando un incredibile assist a premiare un gran taglio di Hermannsson (35-20 al 12’). La coppia Labeyrie-Tobey fa il resto, dominando nel gioco in post spalle a canestro e mettendo sistematicamente in crisi la difesa della Stella Rossa (47-30 al 17’). La squadra di coach Radonjic ci riprova con le triple e stavolta sembra avere successo: 2-12 di parziale e -7 all’intervallo (49-42).
O’Bryant ritorna principale terminale offensivo dei biancorossi, vincendo il duello a distanza con Williams e riportando più volte a -5 gli ospiti. Il Valencia sembra accusare il colpo, ma offensivamente riesce comunque a costruire buone trame e non ci mette molto a riprendere il largo in doppia cifra (61-51) con una bomba di Van Rossom. Kalinic emerge come assoluto protagonista nelle battute finali del 3° quarto, tenendo a distanza di sicurezza i padroni di casa con grandi giocate individuali (68-57). Joan Sastre si cala perfettamente nel ruolo di go-to-guy della squadra di coach Ponsarnau, vanificando il gran lavoro di O’Bryant nel pitturato valenciano (78-66 a metà 4° quarto). La Stella Rossa non ne ha più e nel finale i padroni di casa non solo danno spazio ai giovani (Ferrando, Pradilla, Puerto), ma riescono anche a dilagare fino al +20 finale. Kalinic chiude con 14 e 7 assist, Labeyrie con 16. O’Bryant (21) miglior marcatore biancorosso.
  • Valencia: Pradilla, Puerto 4, Labeyrie 16, Van Rossom 6, Tobey 13, Kalinic 14, Vives 5, San Emeterio 6, Williams 12, Hermannsson 4, Sastre 11, Ferrando. All. Ponsarnau.
  • Stella Rossa: O’Bryant 21, Hall 2, Walden 3, Uskokovic, Davidovac 5, Lazic 6, Reath 2, Radanov 9, Dobric 6, Jagodic-Kuridza 6, Kuzmic, Colom 11. All. Radonjic.
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