MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - Quando la tavola sembrava già apparecchiata per festeggiare il quarto successo consecutivo con annessa risalita al terzo posto in classifica (complice la brutta sconfitta di Valencia contro l'Alba), Milano frena bruscamente schiantandosi sul muro fisico del Pana e sulla vendetta del trittico degli esuberi della scorsa stagione Mack-Nedovic-White, riciclato in maniera molto curiosa dalla squadra greca per gettare le basi del roster attuale.
Il Forum fa da palcoscenico alla più classica partita dal doppio-volto: il primo tempo è tutto griffato Armani, con un'Olimpia capace di proseguire sull'ottima falsariga difensiva delle ultime uscite e soffocare lo stentato attacco ospite sotto un pesante -15 (40-25) che dà la netta impressione di poter essere tranquillamente controllato con il trascorrere dei minuti. Il Pana, timido, impreciso e fumoso, cambia faccia nell'intervallo, ripresentandosi con ritrovata intensità, fisicità e armonia offensiva, spinto sul perimetro dal risorto Shelvin Mack (8 punti, 5 assist e tanta difesa su Delaney dopo un primo tempo orrido) e ispirato dalle iniziative di Nemanja Nedovic (16 punti, 4 assist), in chiara versione da ex con il dente molto avvelenato.
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La superiorità fisica della front-court biancoverde sposta gli equilibri della partita (32-26 la lotta a rimbalzo pro-Pana, 10 dei quali offensivi): l'Olimpia fatica a mettere piede in area, lì dove aveva costruito gran parte del margine in una serata segnata da una scarsissima influenza del tiro pesante (soltanto 4/15) e soffre l'intraprendenza di Kostas Mitoglou (14 punti, 6 rimbalzi, 7/7 al tiro) e i post-up di Ioannis Papapetrou (14 punti), splendido nello sfruttare i mismatch sui cambi difensivi. Shields e Hines sembrano poter respingere l'assalto ospite, ma un paio di palle perse banali in chiusura di terzo periodo riassotigliano il gap (60-54) e permettono al Pana di approcciare l'ultimo quarto con grande spinta e entusiasmo.
Milano cerca maggior versatilità offensiva e sui cambi andando piccola (Datome e Micov da 4 tattici), ma l'attacco non migliora e i greci ne approfittano per macinare punti vicino al ferro: l'aggancio, inevitabile, arriva a quota 62, ma l'Olimpia, nel momento peggiore, recupera vivacità difensiva piazzando un mini-parziale per il nuovo +6 costruito interamente in lunetta. Con le spalle al muro, il Panathinaikos inventa due triple con Nedovic e Papapetrou per il sorpasso (75-76) e due brutte scelte offensive di Punter e Shields, accontentatisi di due jumper dal palleggio nel minuto finale, consegnano il successo agli ospiti.
Ben assorbita nel primo tempo, l'assenza di Sergio Rodriguez, in borghese per un risentimento muscolare, risulta fatale nella ripresa, dove a Milano mancano in maniera evidente la sua leadership, la sua esperienza nella gestione dei finali punto-a-punto e, soprattutto, la capacità di creare gioco dal nulla per restituire linfa a un attacco che fatica a costruire buoni tiri con gli esterni. Non bastano i 16 punti di Kevin Punter, meno glaciale del solito, i 14 di Malcolm Delaney, ben contenuto dalla difesa del Pana dopo un primo tempo gestito in maniera meravigliosa, e i 10 di Zach LeDay, in difficoltà fisica nella ripresa e non utilizzato nel finale.

AX Armani Exchange Milano-Panathinaikos Opap Atene 77-80

  • Milano: Delaney 14, Punter 16, Micov 2, Brooks 2, Tarczewski 4; LeDay 10, Moraschini 2, Roll 5, Shields 13, Hines 9, Datome 0. N.e.: Cinciarini. All.: Messina.
  • Panathinaikos: Sant-Roos 5, Nedovic 16, Papapetrou 14, White 9, Papagiannis 9; Mack 8, Bochoridis 3, Foster, Mitoglou 14, Bentil 3. N.e.: Kaselakis, Auguste. All.: Vovoras.

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