MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - Ora Milano ha tre match-point. Concretizzarne uno vale il biglietto per le Final Four di Colonia e un epico ritorno nell'elite più pura d'Europa dopo 33 anni di attesa, da quell'ormai lontanissimo 1988 in cui l'Olimpia vinse la sua terza e ultima Coppa dei Campioni prima della nascita dell'Eurolega moderna. La cabala è a tinte biancorosse: mai, in 44 situazioni precedenti, una squadra in svantaggio per 0-2 è riuscita a rimontare e vincere la serie. Ma la storia passata ha un valore relativo, perché questa serie ha qualcosa di speciale, di stranamente indecifrabile, vissuta, finora, su una serie zigzagante di alti e bassi per entrambe le protagoniste.
Dopo la pazzesca rimonta dal -19 di gara-1, Milano si aggiudica il secondo punto della serie con merito, gestendo e controllando la partita grazie a un break devastante di 20-0 piazzato nei minuti iniziali del primo quarto, ma, come in uno strano specchio capovolto di due giorni fa, trema in maniera vistosa quando il Bayern rimonta dal -22 (40-18) a un minaccioso -6 (55-49) alla metà di un terzo quarto approcciato con gli occhi della tigre e la mente sgombra di chi, ormai, non ha più nulla da perdere con le spalle al muro. Poi, il nervosismo di Jalen Reynolds (richiamato per problemi di falli), l'espulsione di un ancor più fumante Andrea Trinchieri, il risveglio di Sergio Rodriguez (13 punti, 4 assist) dopo una prima metà di gara pasticciata e la ritrovata compattezza di squadra su entrambi i lati del campo lanciano un nuovo allungo fino al +16 che permette, con qualche sobbalzo finale, di condurre in porto partita e risultato.
Eurolega
Il campione decisivo: Sergio Rodriguez ha vinto gara-1
21/04/2021 A 12:45
La vittoria non ha nomi singoli. È un trionfo di squadra. Costruito, gestito e archiviato con la stessa grinta e le stesse armi di quella magica serata di dicembre in cui Milano stritolò il Bayern con la miglior prestazione difensiva stagionale. Perché dopo la fiammata iniziale ospite per un fosco 0-5, l'Olimpia replica schermando il proprio canestro per 6 lunghissimi minuti e affondando a ripetizione la lama, sul lato opposto, con le folate di un meraviglioso Kevin Punter (top-scorer con 20 punti) e di un Malcolm Delaney tornato sui suoi ottimi standard dopo il periodo di infortunio e recupero (9 punti, 2 assist e un lavoro pazzesco in marcatura sul pallone). Ne esce un maxi-break di 20-0 con cui l'Olimpia prende il controllo emotivo su un Bayern già profondamente scosso dopo la sconfitta a fil di sirena di due giorni prima, allargato fino al +22 in un secondo periodo con il piede saldamente tenuto sull'acceleratore e rintuzzato dal grande impatto dalla panchina di Shavon Shields (12): il Bayern non trova idee sul perimetro, soffocato da una prima linea rapida, mobile, intensa e aggressiva, e viene ripetutamente respinto anche in vernice da un troneggiante Kyle Hines (6 punti, 7 rimnalzi, 3 assist), sorretto da un ottimo Zach LeDay (10 punti, 7 rimbalzi), tornato sui quei livelli brillanti di forma fisica e mentale già visti nel periodo magico tra dicembre e febbraio.
Il +18 dell'intervallo lungo (47-29) è un cuscinetto confortevole soltanto in apparenza, perché il Bayern è la personificazione cestistica del concetto di resilienza. Il terzo periodo è una corrida. Wade Baldwin, ingabbiato a lungo dalla staffetta Delaney-Shields, trova le sue solite sensazioni dal mid-range (20 punti, 4 assist) e la palla interna per i post-up di potenza di Jalen Reynolds (9 ma 3/11 al tiro) e James Gist (11) comincia a dare gli stessi frutti già visti per buona parte di gara-1. È un attimo. Milano perde quel minimo di fiducia, e il Bayern è già lì, a -6, facendo riapparire i fantasmi capovolti della prima partita.
Ma, nel momento più difficile, ecco arrivare in soccorso i grandi campioni. Sergio Rodriguez sistema regia e creatività sul perimetro, Kyle Hines torna padrone dell'area, Vlado Micov si sacrifica anche nel quintetto piccolo e Malcolm Delaney torna a sigillare ogni varco sul perimetro. Rispedito all'inferno, il Bayern ha un ultimo sussulto con tre triple consecutive di Lucic e Zipser, ma Zach LeDay, 48 ore dopo il canestro della vittoria di gara-1, sigilla anche il secondo punto della serie con una bomba dall'angolo. È l'unico canestro dal campo realizzato da Milano negli ultimi 4' di partita, ma sufficiente a sigillare una vittoria costruita nella metacampo difensiva, lì dove la squadra di Messina ha costruito la sua magica stagione.
La serie ora si sposta a Monaco di Baviera per il doppio appuntamento della prossima settimana. Gara-3 è in programma mercoledì 28 aprile (ore 20.45) e l'eventuale gara-4 si disputerà venerdì 30 aprile (ore 20.45). Entrambe le partite saranno trasmesse LIVE su Eurosport 2 e in LIVE-Streaming su Eurosport Player.

AX Armani Exchange Milano-FC Bayern Monaco 80-69

  • Milano: Delaney 9, Punter 20, Micov 2, LeDay 10, Hines 6; Roll, Rodriguez 13, Tarczewski 2, Shields 12, Evans 5, Datome 1. N.e.: Brooks. All.: Messina.
  • Bayern: Baldwin 23, Seeley, Lucic 11, Gist 11, Radosevic; George, Reynolds 11, Flaccadori, Zipser 7, Johnson, Sisko 6. N.e.: Kraemer. All.: Trinchieri.
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