MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) - Quella che, sulla carta, si presentava come la più classica delle partite-trappola, si risolve, in realtà, in un trionfo epico. Quella che, all'andata, fu una vittoria soffertissima, artigliata per i capelli con una tripla di Shavon Shields in overtime, si trasforma, al ritorno, in una delle serate più belle e indimenticabili della Milano nell'era Messina.
Il primo tempo dell'Olimpia è qualcosa di mistico. Qualcosa che trascende la stessa spiritualità del gioco. Concentrazione, intensità, attenzione, coordinazione, coralità. Su un lato e l'altro del campo. La difesa non morde. No. Sarebbe fin troppo poco. La difesa cancella. Sradica, elimina totalmente l'avversario. L'attacco, a sua volta, non perdona nulla. Nemmeno il più piccolo errore di quella che, a sua volta, resta una delle difese più dure, fisiche e impenetrabili d'Europa. Messina ha poche carte da sfoderare al netto degli infortuni (out Shields, Micov, Brooks e Roll), una rotazione ristretta a otto uomini, ma coordinata, assemblata e gestita in maniera perfetta. E, alla fine, la panchina corta si trasforma forse (o addirittura) in un vantaggio, per quel livello di responsabilizzazione individuale ben superiore al normale.

Kyle Hines si infila ovunque: gran schiacciata su assist di Delaney

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Il Bayern sente tutto, nella maniera più violenta e dolorosa possibile, sulla sua stessa pelle. Cinquantuno punti alla fine, 20 in un primo tempo che definire stentato sarebbe fin troppo generoso. 6/26 al tiro, 13 palle perse in venti minuti. Irriconoscibile. Smontato pezzo per pezzo, da cima a piedi. Ma, nonostante il +22 dell'intervallo lungo dal sapore magico (20-42), Milano non si ferma. Anzi, continua a calcare la mano, vogliosa di mandare un segnale, forte e duro a tutte le rivali nella corsa playoff, che la vede ora balzare al quarto posto (record di 13-7) dopo il sorpasso al Real Madrid e il vantaggio sullo stesso Bayern nel doppio confronto. E così, quando Trinchieri si attende una reazione d'orgoglio dei suoi all'uscita dagli spogliatoi, si ritrova invece colpito di nuovo, da un 5-0 lampo a inizio ripresa, e da un solco che si allarga fino a un eloquente +29 (63-34) quando Sergio Rodriguez porta a scuola qualsiasi avversario dal palleggio. Certo, come in ogni copione hollywoodiano arriva anche la spolverata thriller, con quello 0-8 in apertura di quarto periodo con cui il Bayern risveglia una Milano rilassatasi con qualche minuto d'anticipo, ma è sufficiente un time-out motivazionale di Messina per risvegliare menti e braccia e riattivare il segnapunti.

Sergio Rodriguez brucia la sirena del primo tempo con una tripla

L'MVP di una serata come questa non può esistere, perché un premio individuale non troverebbe alcun senso per spiegare una partita vinta con la forza del collettivo. Ognuno porta il proprio mattone, con le competenze e il ruolo che gli spetta. Sergio Rodriguez comanda il tabellino a quota 14 (6/7 dal campo), cattedratico nel terzo periodo, quando le sue giocate disintegrano l'ultima, flebile resitenza avversaria. Segue Kevin Punter con 12, esiziale con quel suo palleggio-arresto e tiro dal sapore vintage ma efficace come una lama di rasoio. Poi Riccardo Moraschini con 11, season-high, ma i punti sono quasi un accessorio a una partita giocata con una fisicità e un'intensità ritrovate in maniera totale.

Paul Biligha arriva ovunque: doppia stoppata sulla sirena del terzo quarto

I big-man andrebbero invece uniti in un gruppo unico, perché la loro coesione è stata talmente solida da costruire un muro invalicabile per tutta la partita. Il Bayern non ha mai trovato un singolo vantaggio in area. Mai. Nemmeno con quei post-up cercati a lungo per Jalen Reynolds, quest'anno esploso tra gli attaccanti più fastidiosi dell'intero continente. Se la coppia composta da Zach LeDay e Kyle Hines (anche oggi brillante come portatore di palla aggiunto) non sorprende più, stimola invece la ripresa mentale di Kaleb Tarczewski e la ventata di intensità di Paul Biligha, bravo nel rimediare a un primo ingresso difficile con una giocata da Top 10 (doppia stoppata su Flaccadori e Reynolds sulla sirena del terzo periodo, vedi il video qui sopra) e a guadagnarsi il sorriso di Messina. Bene Andrea Cinciarini, sfoderato nella ripresa per un'altra manciata di minuti di vivacità travolgente, ottimo Gigi Datome, jolly vincente in qualsiasi posizione, ruolo, e compito in cui venga chiamato, anche da punta nella zona 3-2. Perché è giusto rimarcare anche la difesa degli esterni, questa sera ineccepibile. A uomo, allungata sui 28 metri, a zona 3-2. Un muro totale.

AX Armani Exchange Milano-FC Bayern Monaco 75-51

  • Milano: Delaney 8, Punter 12, Moraschini 11, LeDay 10, Tarczewski 4; Moretti 2, Rodriguez 14, Biligha 2, Cinciarini, Hines 8, Datome 4. All.: Messina.
  • Bayern: Baldwin 6, Seeley 4, Lucic, Gist 6, Radosevic 4; Weiler-Babb 5, George, Reynolds 12, Flaccadori 8, Zipser 3, Johnson 3, Grant. All.: Trinchieri.

Highlights: Olimpia Milano-Bayern Monaco 75-51

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