Energia e difesa. Dopo la sconfitta interna da 100 punti subiti contro il Fenerbahçe le richieste di coach Ettore Messina erano chiare. Anche con una manciata di ore di riposo, una lunga trasferta aerea da sobbarcarsi e le assenze pesanti di Malcolm Delaney e Zach LeDaya incrinare il sottile equilibrio di squadra costruito finora. Ma in mezzo a difficoltà enormi, con tre sconfitte nelle ultime cinque gare e la pesante pressione di una partita cruciale per la volata-playoff, Milano ritrova la sua anima guerriera, pronta a lanciare un chiaro messaggio al suo allenatore: tranquillo coach, noi ci siamo, non abbiamo mai mollato nulla.
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L'Olimpia torna a violare il parquet di Kaunas a quattro anni dall'ultima volta: era il 31 marzo 2017, penultima partita di una regular-season tristemente chiusa sul fondo della classifica, ininfluente se non per spezzare una striscia negativa terribile di sette sconfitte in fila. Questa, invece, ha un valore completamente opposto. Perché non solo permette a Milano di riprendersi il terzo posto in classifica (18-10) ma costruisce anche un cuscinetto di tre gare di distanza dallo stesso Zalgiris (15-13), lì in agguato al margine della zona playoff. Con il vantaggio nello scontro diretto (all'andata Milano vinse 98-92 al Forum) le partite di vantaggio sul nono posto diventano quattro, e, con 6 gare ancora da giocare, i playoff si fanno più vicini. Ancora sfumati, perché il calendario è di una durezza bestiale, ma sicuramente più vicini.
Eurolega
Assenze ed equilibri saltati: i limiti dell'Olimpia da 100 punti subiti
04/03/2021 A 11:05
Come detto, e come si evince facilmente dal punteggio finale, Milano torna a vincere grazie alla qualità nella metacampo difensiva, concedendo soltanto 64 punti a un'avversaria che, finora, ha mostrato uno dei sistemi offensivi più squisiti e sorprendenti del panorama europeo. Senza i già citati Delaney e LeDay e un Sergio Rodriguez stranamente fuori ritmo dalla panchina (4 punti, 2/7 al tiro e 2 palle perse banali), l'attacco fatica, reggendosi quasi esclusivamente sul tandem composto da Shavon Shields (23) e Kevin Punter (14), straordinari nell'infilarsi nelle più piccole pieghe della difesa avversaria e nel costruirsi una serie di tiri eccellenti dal palleggio. La serata offensiva spuntata non permette a Milano di capitalizzare sui vantaggi in doppia cifra costruiti alla metà del secondo e del terzo periodo: lo Zalgiris resta incollato, rabbioso e minaccioso, fino all'ultimo, ma, quando i palloni cominciano a pesare, ecco salire in cattedra l'esperienza e il carattere dei veterani. Gigi Datome (10, 5 rimbalzi) e Kyle Hines (10, 7 rimbalzi e 2 stoppate straordinarie nella parte finale del quarto periodo che lo proiettano al secondo posto nella classifica all-time) vengono in soccorso a Shields e Punter, e quando lo stesso KP manda a bersaglio uno dei suoi classici jumper dai cinque metri dal palleggio per il +4 a una cinquantina di secondi dalla sirena, Milano può tornare a respirare.
L'MVP di serata finisce nelle mani di Shavon Shields, fiorito in un momento di forma magica già dalle primissime battute post-infortunio: i 23 punti valgono la sua seconda miglior prestazione stagionale in Eurolega, ma limitare il plauso alla sola metacampo offensiva sarebbe tremendamente riduttivo. È lui a mettere a lungo la museruola a uno spento Marius Grigonis (non ingannino i 17 punti di una serata comunque negativa) ed è sempre lui a prendersi cura, nel finale, delle accelerazioni brucianti dal palleggio di Lukas Lekavicius, variabile impazzita proprio come nella gara d'andata.
Ma, se ci vogliamo addentrare ancor di più nei meandri oscuri della partita soprassedendo sul lavoro ormai classico di Kyle Hines, sacrificato in qualsiasi zona del campo, allora è giusto porgere un plauso anche a Michael Roll, solido nella difesa su Thomas Walkup (annullato con 0 punti in 28') e onesto nello strano ruolo di playmaker d'ordine nel sistema ormai position-less adottato da Messina nelle ultime due partite, e, soprattutto, a Jeff Brooks: pur senza mai guardare il canestro (0/1 in quasi 20' dalla panchina), torna a vestire i panni dell'equilibratore difensivo, atletico e fisico con cui si era ritagliato spazi importanti nell'era Pianigiani, con tempismo perfetto per tamponare quel buco nella posizione di 4 fin troppo marcato nelle ultime partite. E che Jeremy Evans, o almeno questa versione ancora fuori-sistema di Jeremy Evans, non può colmare.

Zalgiris Kaunas-AX Armani Exchange Milano 64-69

  • Zalgiris: Walkup, Jokubaitis 3, Grigonis 17, Hayes 7, Lauvergne 15; Lekavicius 11, Jankuns 2, Lukosiunas 3, Geben, Rubit 6. N.e.: Vasturia, Blazevic. All.: Schiller.
  • Milano: Roll 4, Punter 14, Shields 23, Evans 2, Hines 10; Micov, Rodriguez 4, Tarczewski 2, Biligha, Brooks, Datome 10. N.e.: Moraschini. All.: Messina.
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