Le quattro partite della verità iniziano, purtroppo, con una partenza falsa. Un grosso tonfo che, per certi versi, fa riecheggiare le brutte impressioni vissute la scorsa settimana, quando la difesa del Barcellona stritolò una Milano in evidente calo fisico e di idee. Ma il momento di down, bypassato con qualche ruggine nella vittoria domenicale su Cantù, riemerge ora in tutta la sua forza e, soprattutto, nei suoi problemi. Perché a subire gli strascichi peggiori, com'è anche normale che sia nella parte finale di una regular-season giocata a livelli mai visti nell'era moderna, sono proprio i giocatori che hanno dato di più alla causa in questi mesi.
La sconfitta di Vitoria, seconda consecutiva e terza nelle ultime cinque, inchioda l'Olimpia nel gruppone al quarto posto comprendente anche Bayern e Fenerbahçe (19-12) e impedisce l'accesso matematico ai playoff con tre turni di anticipo. La qualificazione sarà da strappare la prossima settimana, sempre in trasferta, con il doppio appuntamento che porterà Milano sui campi di Stella Rossa e Panathinaikos, squadre già eliminate dalla contesa, vero, ma pur sempre parquet ostici. Ma la vittoria salvifica va trovata. Perché scommettere su un passo falso delle dirette concorrenti con una classifica così corta o ridursi a giocare il tutto per tutto all'ultima gara interna contro l'Efes rischia di essere un gioco troppo pericoloso.
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Milano perde anche Jeremy Evans: out due settimane
25/03/2021 A 13:25
L'86-69 finale della Fernando Buesa Arena traduce bene in numeri i momenti opposti vissuti dalle squadre in campo, come ammesso anche da coach Ettore Messina a fine gara. Baskonia, alla sua ottava vittoria nelle ultime nove gare, scende in campo grintosa, aggressiva, tenace, a caccia di un altro risultato utile per mantenersi nella coda della volata playoff. Milano soffre e subisce, sul piano fisico, mentale e del gioco. E, proprio come contro il Barcellona, resta aggrappata alla linea di galleggiamento finché regge la sua difesa. Poi, quando Pierria Henry sale in cattedra al rientro dall'intervallo con una serie di invenzioni pazzesche dal palleggio dando fiducia a un Baskonia frenato, fino a quel momento, da un desolante 1/15 dall'arco, ecco che la partita si spacca con naturalezza estrema.
Vitoria ritrova meccanismi e fluidità, giocando con brillantezza e mente sgombra. Milano, di contro, sbatte contro un muro, perdendo tutte le certezze e i capisaldi che ne hanno caratterizzato, in bene, la stagione. La difesa non morde, anzi, subisce anche contro il quintetto leggero cui Ivanovic è costretto a ricorrere (ma sarà quasi la sua fortuna...) per l'assenza di Jekiri e la prematura uscita di Fall per una gomitata al viso. L'attacco soffre l'aggressività avversaria con l'ottimo lavoro di contenimento sui pick'n'roll, riducendosi a una lunga serie, infruttuosa, di invenzioni e forzature personali: la forbice si allarga fino al -20 del 36' (76-56) prima che Shields e Roll ritocchino leggermente il divario con la bandiera bianca già issata da tempo.
Baskonia raccoglie tutto il possibile dai suoi uomini-chiave. Lo scatenato Pierria Henry (19 punti e 6 assist dalla panchina) divide il premio di MVP con un concretissimo Achille Polonara (17 punti, 13 rimbalzi, 4 assist in 39' di utilizzo, massimo in Eurolega), capace di confermare su entrambe le metà del campo la straordinaria maturazione vissuta in questa stagione. Pungono anche Zoran Dragic (15 punti, 11 dei quali in un primo tempo da grande leader offensivo) e Rokas Giedraitis (14 con 7 rimbalzi, importante anche in difesa), mentre Tadas Sedekerskis produce un'enorme mole di lavoro oscuro sfruttando la sua fisicità per proteggere l'area sui cambi difensivi.

Achille Polonara, #33 of TD Systems Baskonia Vitoria Gasteiz in action during the 2020/2021 Turkish Airlines EuroLeague Regular Season Round 31 match between TD Systems Baskonia Vitoria-Gasteiz and AX Armani Exchange Milan

Credit Foto Getty Images

Milano, surclassata a rimbalzo (30-42), piange su un misero 44% scarso da due, segno di un attacco incapace di trovare spazi, equilibri e armonie, in cui emergono gli effetti negativi dell'assenza prolungata di un creatore di gioco importante come Malcolm Delaney. Sergio Rodriguez (12, 4 assist) si perde nella ripresa dopo un primo tempo promettente, in cui funge a lungo come unica bocca da fuoco affidabile, Shavon Shields (10, 4/13) litiga con i ferri in un ritorno fin troppo emotivo sul suo vecchio campo, Kevin Punter (13, 4/10) fatica a trovare spazio per il suo gioco, Zach LeDay (2) crolla presto a livello mentale ed energetico così come Kyle Hines (2), stranamente incapace di incidere anche nella metacampo difensiva. Grosse difficoltà per Vlado Micov (soltanto cinque minuti senza impatto) e Kaleb Tarczewski, scongelato dopo due gare saltate per l'infortunio di Jeremy Evans, e franato in una brutta ripresa. Si salvano Jeff Brooks, (10 punti, 7 rimbalzi) a conferma dell'ottimo momento vissuto dal rientro dall'infortunio, Gigi Datome (10), in forte crescita, e Michael Roll (8), onesto nel suo compito.

TD Systems Baskonia Vitoria Gasteiz-AX Armani Exchange Milano 86-69

  • Baskonia: Vildoza 3, Giedraitis 14, Sedekerskis 9, Polonara 17, Fall 4; Henry 19, Diop 2, Peters 3, Dragic 15. N.e.: Raieste, Kurucs. All.: Ivanovic.
  • Milano: Rodriguez 12, Shields 10, Datome 10, LeDay 2, Tarczewski 2; Punter 13, Micov, Moraschini, Roll 8, Brooks 10, Hines 2. N.e.: Biligha. All.: Messina.
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