(1) FC Barcellona vs (8) Zenit San Pietroburgo 3-1

Di Marco Arcari. I meno avvezzi a questa EuroLega 2020-21 potrebbero valutarla come una serie dall'esito scontato. Indubbiamente il valore complessivo del Barça di coach Jasikevicius è impressionante ed è stato confermato anche dai numeri: record di 24-10 e 1° posto in Regular Season, miglior difesa del torneo, con soli 72.6 punti subiti a partita, ma anche un Nikola Mirotic formato MVP. Il collettivo blaugrana ha assimilato fin da subito l'idea di basket del proprio allenatore, offrendo prestazioni ai limiti della perfezione in tanti dei "veri" scontri diretti europei. Difesa asfissiante, specie sul perimetro, attacco chirurgico e versatile, mai schiavo delle individualità, per quanto debordanti, che si sono invece sempre messe al servizio del collettivo per il bene comune. Jasikevicius ha plasmato a sua immagine e somiglianza una squadra che sembra la favorita principale per la vittoria finale in quel di Colonia, ma dovrà fare i conti con una vecchia volpe della panchina, che conosce peraltro benissimo il mondo blaugrana. Dopo i tanti anni a Barcellona, in questa stagione Xavi Pascual ha infatti preso lo Zenit e l'ha trasformato in una formazione capace di far soffrire qualsiasi avversaria. L'allenatore catalano si è confermato capace di migliorare il rendimento di qualsiasi giocatore a disposizione, trasformando Kevin Pangos in un leader assoluto, Mateusz Ponitka in un all-around player coi fiocchi e rivitalizzando le carriere di Will Thomas e Arturas Gudaitis. Nei 2 precedenti stagionali, lo Zenit è stata peraltro forse la squadra che più ha fatto soffrire il Barcellona (vittoria all'andata 74-70 e k.o. al ritorno 81-85). Innegabile che il roster blaugrana sia troppo profondo, in termini qualitativi e quantitativi al tempo stesso, per non centrare le Final Four, ma il club russo ha tutte le carte in regola per dare battaglia e non incassare lo sweep.
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14/07/2021 A 11:05
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(2) CSKA Mosca vs (7) Fenerbahçe Beko Istanbul 2-3

Di Marco Arcari. Tra positività al Covid, addii in corso d'opera e difficoltà di vario genere, CSKA-Fenerbahce è probabilmente la serie più incerta. La squadra di coach Itoudis ha risolto consensualmente con Mike James - che peraltro ha appena firmato coi Brooklyn Nets in NBA - e dovrà fare a meno del centro più performante della stagione, ovvero Nikola Milutinov. Quella allenata da Igor Kokoskov arriva ai Playoffs con diverse positività nel gruppo squadra e l'assenza certa, almeno per le prime due partite, di Jan Vesely, ancora alle prese con l'infortunio alla caviglia destra. Nei 2 precedenti stagionali tanto equilibrio: colpi esterni sia all'andata (78-77 per il CSKA), che al ritorno (89-83 per il club turco). Il Fener si affiderà sicuramente al talismano Marko Guduric, il giocatore che ha cambiato letteralmente faccia alla squadra, tanto che i gialloblù sono riusciti a infilare 10 vittorie consecutive dal suo arrivo (15 in 19 fino al termine della Regular Season), e all'infinita classe di Nando De Colo. Il club presieduto da Andrey Vatutin avrà invece bisogno della miglior versione di Toko Shengelia, finora un po' discontinuo e non così devastante come nell'esperienza al Baskonia, ma anche sul talento di Will Clyburn e sulla versatilità della coppia Daniel Hackett-Johannes Voigtmann. CSKA che ha finora avuto il miglior attacco della competizione (84.3 punti di media, circa 6 in più degli avversari) ed è stata la miglior squadra a rimbalzo (36 a gara). Col rientro di tutti i giocatori a disposizione, coach Kokoskov potrà però contare su una squadra dai meccanismi ormai ben assimilati e decisamente più affiatata, pur peccando in termini di esperienza in panchina rispetto a un santone del ruolo, quale Dimitris Itoudis.
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(3) Anadolu Efes Istanbul vs (6) Real Madrid 3-0

Di Davide Fumagalli. Sulla carta è probabilmente la serie a pronostico più chiuso perchè l'Anadolu Efes arriva a questi playoff col motore al massimo dei giri, ricordando quello che aveva dominato la regular season 2019-20 prima dello stop per la pandemia, mentre il Real Madrid sembra avere poco da offrire se non il blasone e l'esperienza di alcuni grandi veterani. La formazione di Ataman ha faticato nella prima metà, chiusa con un record negativo (8-9, compreso il ko interno col Real) anche a causa dei vari infortuni; poi però ha ritrovato il miglior Larkin, Micic si è confermato a livelli di MVP e c'è stata la crescita del pivot Sanli, unito ad un roster già ben oliato basato su Simon, Beaubois, Dunston e Singleton fra gli altri. Nella seconda metà di regular season l'Efes è stato straripante, aldilà del 14-3 di record, e del 108-83 rifilato ai blancos al Wizink Center il 30 marzo. Stagione quasi opposta per il Real che è partito 12-5 e poi ha dovuto sudare fino alla fine per conquistare i playoff: coach Pablo Laso ha dovuto combattere tutta la stagione con molti problemi, prima il "part-time" di Campazzo, poi l'infortunio di Randolph (perso per la stagione) e gli acciacchi dei vari Llull, Fernandez e Taylor, i giovani non sempre al massimo, e infine l'addio di Gabriel Deck, un fulmine a ciel sereno dopo la vittoria sul Fenerbahce. La difesa e la presenza di Tavares sono una garanzia, così come lo stesso Laso e un gruppo di "volponi" abituati a questo palcoscenico, però questo Real non sembra attrezzato per contenere gli strappi e le fiammate dei turchi, decisi ad andare alla Final Four e "prendersi" un titolo che, a detta loro, la pandemia li ha privati lo scorso anno.
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(4) AX Armani Exchange Milano vs (5) FC Bayern Monaco 3-2

Di Daniele Fantini. Stesso record in classifica al termine della regular-season (21-13) e serie playoff che si prospetta, come da tradizione tra teste di serie #4 e #5, quella più combattuta e aperta del lotto. Il vantaggio del fattore campo sarà poco determinante in arene vuote eccezion fatta per conoscenza dei canestri e stress dovuto a viaggi e spostamenti, ed è lecito attendersi uno o più colpi in trasferta per entrambe le squadre. Milano ha vinto i due precedenti in stagione, ma il Bayern, vera rivelazione del torneo grazie allo straordinario lavoro di coach Andrea Trinchieri, è una squadra coriacea, fisica, ostica, rognosa, con grande forza difensiva e compattezza del gruppo in grado di sostenere un sistema offensivo senza grandi star internazionali. Si prospetta una serie dura, sanguinosa, decisa molto probabilmente dalla qualità mentale e delle difese. Il Bayern ha la forza per limitare la qualità offensiva dell'Olimpia sul perimetro, ma non un reparto lunghi particolarmente pericoloso. L'esperienza potrà essere il fattore determinante pro-Milano: il Bayern è alla sua prima esperienza in assoluto nei playoff, mentre l'Olimpia può contare sul vissuto di coach Messina e dei suoi grandi veterani in campo (Rodriguez, Delaney, Hines e Datome).
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