C'è un po' di Italia nel Bayern Monaco che ha sorpreso tutti nella prima metà della regular season di Eurolega, chiusa con 11 vittorie e 7 sconfitte, un successo in più di Milano. In Baviera, oltre ad Andrea Trinchieri, a Diego Flaccadori e a Sasha Grant, c'è Adriano Vertemati, milanese classe 1981 che la scorsa estate ha accettato il ruolo di assistente dopo 9 anni e tante soddisfazioni da head coach a Treviglio in A2. Con lui abbiamo fatto una chiacchierata toccando tanti temi, dall'avventura in Germania, il rapporto con Trinchieri e Flaccadori, l'Eurolega e le favorite per la vittoria finale, compresa una chiosa sull'Olimpia di Ettore Messina.
  • Dalla Forti e Liberi Monza in B1 a 25 anni, al Bayern Monaco in Eurolega: un grande salto.
Ci sono tanti scalini, tanti passaggi, più di 300 panchine da capo allenatore, c'è tanta strada, tanta vita. Poi certamente te le meriti e te le guadagni, ma ti serve un'occasione speciale per arrivare fin qui. Nel mio caso la conoscenza di Andrea Trinchieri, che lui reputasse che io fossi capace, che arrivasse in un posto del genere e che avesse la possibilità di portare un assistente.
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  • Com'è il rapporto con Andrea Trinchieri e che tipo di coach è?
Siamo uno staff molto ben assortito in cui ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi talenti, Andrea è molto bravo a sfruttare le qualità di ognuno senza mettere a disagio chiedendo cose su cui si è meno portati. Sono molto contento, molto felice di questa esperienza, sono molto coinvolto in tutti gli aspetti che riguardano la squadra, i piani partita, Andrea mi dimostra stima, apprezzamento, sono estremamente felice. Che sia un allenatore esigente non è nemmeno da dire, a questo livello chi non lo è, e chiunque fa parte di una staff di questo tipo è una persona molto esigente con sé stesso, siamo tutti sul pezzo e vogliosi di fare bene.

Adriano Vertemati, Bayern Monaco

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  • Com'è stato il salto dalla A2 di Treviglio all'Eurolega?
Ci sono aspetti in cui è molto piccolo, altri in cui ovviamente è grande. Dal punto di vista metodologico non cambia molto, lavoravamo con questa cura dei dettagli e dei particolari anche a Treviglio, è paragonabile; la grossa differenza è il tempo, se in un campionato come la A2 giochi ogni sette giorni, qua ti capita di giocare anche quattro gare in una settimana. Quindi la rapidità con cui deve prendere le decisioni a livello di preparazione, di gestione del personale e del roster. Sulla pallacanestro ho sempre avuto questo approccio e quindi non mi fa molta differenza, non è una sorpresa, ovvio che tutto cambia a seconda delle partite, degli avversari, il roster va cambiato e gestito a seconda della lega in cui stai giocando se è Bundesliga o Eurolega, quindi la differenza enorme è su questi aspetti “collaterali” al campo, di gestione.
  • Ovviamente i viaggi incidono.
I viaggi sono una parte importante, esula dal mio lavoro ma pesano tanto perchè sei sempre in giro, la metà delle notte le passi in albergo e questo ti consuma dal punto di vista delle energie, per questo si lavora in staff numerosi perchè a lungo andare viene prosciugato, mentre il capo allenatore deve restare il più “fresco” e lucido possibile.
  • In fase di preparazione non c'erano grosse aspettative su questo Bayern Monaco: alla luce dei risultati, si può parlare di sorpresa?
Quando affronti un'esperienza così nuova, con società nuova, allenatore nuovo, staff nuovo, giocatori nuovi, ti fai un'idea, sai che devi avere una filosofia e un'etica del lavoro per arrivare ad essere competitivo, però non sai veramente quanto poi lo sarai. La prima cosa era rendere la squadra competitiva e soprattutto darle un'identità. Ci siamo riusciti abbastanza in fretta, già dalla prima partita contro Milano. Questo è stato molto bello, non sorprendente ma ci ha fatto capire che questa squadra aveva qualcosa di speciale. Poi più vai avanti hai meno tempo per allenarti, lavorare, correggere delle lacune, e quindi devi basarti su piccoli interventi. Siamo molto contenti, io non mi aspettavo niente in generale, si lavora, si cerca di fare il meglio, poi alla fine faremo i conti, adesso è ancora presto.

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  • A proposito della gara con Milano all'esordio, vinta in volata 81-79 dalla squadra di Messina all'Audi Dome, cosa dice?
Poteva esserci la sensazione di dire, sarà stato merito nostro, sarà stato demerito loro? Pian piano abbiamo capito che noi eravamo a quello standard là, abbiamo vinto e perso, però siamo stati sempre abbastanza costanti su quella linea.
  • A Monaco Vertemati ha ritrovato Diego Flaccadori, conosciuto ai tempi di Treviglio: come si può valutare la sua stagione?
Con lui ho un ottimo rapporto, l'ho allenato ai tempi di Treviglio, fece un anno e poi andò a Trento. Abbiamo ripreso quest'anno il nostro percorso assieme. Penso che lui, come tutti gli altri, abbia vissuto e vivrà momenti di diversa forma, il calendario pesa molto. Adesso abbiamo molte assenze nelle guardie per cui ha avuto più minuti, in generale bisogna farsi trovare pronti quando serve, lui l'ha fatto più o meno bene, deve continuare così. Sta lavorando molto bene, la competizione c'è, siamo contenti di tutti, compreso Diego. C'è positività nel gruppo, c'è energia anche nello staff, c'è voglia di spingere i ragazzi.

Adriano Vertemati, Bayern Monaco

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  • Al giro di boa del girone di andata, che idea si è fatto sulle favorite per la vittoria dell'Eurolega?
Per come ha giocato contro di noi, il Real a Madrid è stato assolutamente fuori portata. E' forse l'unica partita in cui potevamo poco, loro erano molto concentrati, Carroll soprattutto: questo non significa che non potevamo batterli ma quella sera erano fuori categoria. Le altre gare le abbiamo giocate tutte abbastanza alla pari, sia che poi abbiamo vinto o perso. Mi sembra di poter dire che in generale il CSKA sia la squadra più solida, fisica, difensiva, con obiettivi chiari in attacco, è quella più favorita sulle altre. Il Real ha perso Campazzo e Randolph e quindi deve ritrovare degli equilibri, il Barcellona è molto forte, quindi queste sono quelle che secondo me arrivano in fondo.
  • E l'Olimpia?
Milano è forse mezzo gradino sotto queste tre, ma una squadra che può ambire alla Final Four.

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