A metà stagione sembravano morti. Ora, come l'anno scorso, sono la squadra favorita per il titolo. La resurrezione dell'Anadolu Efes prosegue con la presa di Tel Aviv, valida per l'ottavo successo consecutivo (l'11esimo nelle ultime 12 gare giocate) e annesso secondo posto in classifica alle spalle del Barcellona e in compagnia di Milano con un record di 19-10 (e Olimpia-Efes sarà proprio il big-match che chiuderà la regular-season di Eurolega il prossimo 9 aprile). Di fronte ai 1.000 spettatori riaccolti dalla Menora Arena dopo il lunghissimo e stringente lockdown che aveva costretto al rinvio di tre gare casalinghe, l'Efes dimostra, ancora una volta, quello che ormai si è inteso da settimane: in questo momento della stagione, la squadra di Ergin Ataman è semplicemente ingiocabile.
L'attacco è tornato ormai da tempo sui livelli di efficacia ed efficienza che avevano caratterizzato l'ultima stagione, quando l'Efes aveva brillato mostrando una delle pallacanestro più belle, coinvolgenti e spettacolari dell'era moderna di Eurolega: a Tel Aviv arrivano altri 90 punti frutto di uno scintillante 14/26 dall'arco (ma era addirittura 12/18 nel terzo periodo) raccolto con una circolazione di palla e un utilizzo delle spaziature da manuale. Shane Larkin, sempre utilizzato in uscita dalla panchina per poi essere cavalcato per la maggior parte del resto della gara, brilla con 15 punti e cinque triple, tre delle quali in un terzo periodo dove l'Efes respinge in maniera violenta e dolorosa l'unico tentativo di rimonta cercato dal Maccabi dopo un primo tempo di enorme difficoltà. Ottimo, come sempre, Vasilije Micic (15 punti), concreto Kruno Simon (10+6 assist con un grande avvio di serata), prolifico Tibor Pleiss (10), determinante nel costruire il grosso break che spacca la partita nella prima metà del secondo periodo, dove l'Efes vola sul +16 (20-36) concedendo soltanto tre punti in cinque minuti agli avversari.
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Sballottato e squassato dalla bellezza della macchina offensiva dell'Efes, il Maccabi affonda sul 31-47 dell'intervallo lungo e vede subito frustrato l'avvio promettente di ripresa, quando, con un paio di minuti energici nella metacampo difensiva, spara l'ultima cartuccia rientrando fino al -10 (37-47). Le avvisaglie di una possibile rimonta sono presto sopite: la squadra di Ataman risponde con un contro-parziale di 5-18 a suon di triple, riprende in mano l'inerzia del match e dilaga toccando anche il +30 nel puro garbage-time del quarto conclusivo.
Il Maccabi incassa la quinta sconfitta nelle ultime 6 uscite e scivola a 11-17 in classifica, salutando ormai le ultimissime chance di playoff tenute in vita soltanto dall'aritmetica. In una serata di basse percentuali al tiro (28% da tre, 44% scarso da due), frutto di mani fredde ma anche di una chimica mai trovata in una stagione disastrata e della solida difesa avversaria, non servono i 15 punti di un impreciso Scottie Wilbekin (5/13 dal campo), i 14 di Ante Zizic, scomparso dopo qualche fiammata interessante in avvio, e i 10 di Tyler Dorsey, ininfluente come Elijah Bryant (7) e Chris Jones (3).

Maccabi PlayTika Tel Aviv-Anadolu Efes Istanbul 66-90

  • Maccabi: Wilbekin 15, Bryant 7, Jones 3, Casspi 5, Zizic 14; Caloiaro, Hunter 4, Cohen, Dorsey 10, Dibartolomeo, Blayzer 2, Bender 6. All.: Sfairopoulos.
  • Efes: Beaubois 6, Micic 15, Simon 10, Sanli 8, Moerman 4; Larkin 15, Singleton 7, Balbay 2, Musa, Pleiss 10, Anderson 8, Dunston 5. All.: Ataman.
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Maccabi Tel Aviv - Anadolu Efes

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