La frattura che si sta aprendo tra la UEFA e i club fondatori della nuova Superlega ricalca, per molti versi, la situazione già vissuta nel mondo della pallacanestro a cavallo tra gli anni '90 e 2000, con la nascita dell'Eurolega moderna in veste di Lega privata e staccata dal controllo della FIBA, organo internazionale equivalente alla UEFA stessa. Nell'estate del 2000, la ULEB, l'Unione delle leghe europee di pallacanestro nata nove anni prima unendo i rappresentanti dei campionati italiano, francese e spagnolo ma poi cresciuta e rafforzatasi con l'ingresso di altre 13 partecipanti, rompe i rapporti con la FIBA, fino a quel momento unico organo promotore delle coppe europee (Eurolega, ossia Coppa dei Campioni, compresa) per fondare una nuova competizione privata con totale controllo dei diritti televisivi e di marketing. Essendo Eurolega al tempo un marchio non ancora registrato, viene adottato dalla nuova lega con il paradossale sdoppiamento della massima competizione internazionale: i club si dividono tra ULEB e FIBA, che a sua volta lancia la SuproLeague, con conseguente elezione di un doppio campione europeo a fine stagione.

Eurolega vince la battaglia: sì a un torneo d'elite privato

La situazione, insostenibile, viene risolta nell'estate del 2001, quando l'ULEB, in situazione di forza rispetto alla FIBA anche e soprattutto grazie alla capacità di aver attirato molti dei principali club europei, diventa unico organizzatore delle coppe europee, relegando la FIBA ad un ruolo di secondo piano e inerente soltanto alle grandi kermesse di Europei e Mondiali. La SuproLeague viene assorbita dall'Eurolega, che si caratterizza sin da subito come una lega privata semichiusa e non meritocratica attraverso un sistema di licenze pluriennali offerte alle squadre europee più solide a livello economico e forti dei migliori progetti e delle migliori infrastrutture. Il programma si amplia l'anno successivo (2002) con la creazione della Uleb Cup (oggi Eurocup), la seconda coppa internazionale, e la situazione resta invariata per molti anni, durante i quali si concretizza la cessione dell'organizzazione dei tornei a ECA (Euroleague Commercial Assets) con l'introduzione di 11 licenze pluriennali per i top-club europei (poi passate a 13, con Milano unica rappresentante italiana) così da aumentare la stabilità della competizione.
Eurolega
Novità in Eurolega: challenge e accordo quadro tra giocatori e club
08/07/2021 A 17:53

Sergio Rodriguez, #13 of AX Armani Exchange Milan competes with Wade Baldwin, #2 of FC Bayern Munich during the 2020/2021 Turkish Airlines EuroLeague Regular Season Round 21 match between AX Armani Exchange Milan and FC Bayern Munich at Mediolanum Forum o

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La risposta della FIBA: nasce la Champions League concorrenziale

La risposta della FIBA è inizialmente molto blanda. Nel 2003 viene creata l'EuroChallenge, subito inquadrata come terza competizione internazionale e riservata a club di minor profilo e Paesi di scarsa tradizione cestistica, ma nel 2015, dopo il naufragio di un tentativo di accordo con Eurolega per la gestione della massima coppa continentale, viene lanciata la nuova FIBA Europe Cup, viatico per la fondazione, nell'anno successivo, della FIBA Basketball Champions League come vero e proprio torneo alternativo e concorrenziale a Eurolega. La tensione tocca il punto massimo: non potendo influire sui team con licenza pluriennale in Eurolega, la FIBA cerca di indebolire l'EuroCup minacciando l'esclusione dai tornei internazionali (Europei e Mondiali) delle federazioni che avessero scelto la seconda coppa di ECA anziché iscriversi ai nuovi tornei. L'EuroCup perde diverse squadre, tra cui le italiane, per una stagione, ma già nell'anno successivo la situazione si ristabilizza sui vecchi equilibri, rendendo, di fatto, la FIBA Champions League come una lega concorrenziale e alternativa all'EuroCup (la FIBA propone premi in denaro più alti per attirare le squadre migliori).

Il dominio attuale di Eurolega: pro e contro

In questo momento storico, Eurolega resta la competizione europea principale, più remunerativa, seguita, sponsorizzata e forte delle squadre migliori del continente. Il sistema delle licenze pluriennali ha portato le squadre partecipanti a compiere un grosso salto di qualità rispetto alle dirette concorrenti nei campionati nazionali, che continuano a essere disputati (unica eccezione l'Olympiacos, ma per dissidi con la federazione greca). Il modello rimane elitario e semi-chiuso, con un sistema di promozioni che premia le finaliste di EuroCup e retrocessioni che colpisce quelle squadre che, inserite con wild-card o licenze più brevi, ottengono i risultati peggiori sul campo. La scelta delle società aggiuntive deve sempre sottostare a criteri economici, progettuali e strutturali molto stringenti, così da poter includere realmente il meglio del continente anche in ottica di crescita futura ed espansione in nuovi mercati. L'introduzione della nuova regular-season a girone unico ha incrementato il numero delle partite (oggi sono 34) con aumento del fascino e dell'interesse della competizione ma anche del carico di lavoro e sforzo chiesto alle squadre partecipanti, costrette a disputare sostanzialmente un doppio campionato assieme a quello nazionale.

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