In giro si dice che non ruotiamo abbastanza gli italiani. Qui ruoti se performi. Non è che gioca uno che tira col 28% e riposa uno col 45%. Se performi, starai in rotazione, altrimenti giocheranno quelli più bravi, a costo di stancarli. La filosofia la farà il prossimo coach - Ettore Messina alla vigilia del campionato.
Dopo 27 minuti di partita, Pippo Ricci osserva ancora dal fondo della panchina. Milano ha appena rimesso la testa avanti, dopo un inseguimento estenuante per tamponare i 29 punti subiti nel primo quarto. E, la sensazione generale, è che per lui non ci possa essere spazio. Almeno non in quel momento. Eppure, a 3'28" dalla fine del periodo, Messina lo manda sul cubo dei cambi, a rilevare un Nicolò Melli fondamentale nella rimonta. Pochi istanti prima, si era accomodato in panchina anche Kyle Hines, artefice del break biancorosso tanto quanto Nik. E ora, sul momento più delicato della serata, c'è Pippo, lì, in mezzo all'area. Fermi tutti, che sta succedendo?
Dall'alto, qualcuno di importante guarda giù. E bastano soltanto 11 secondi perché, con un po' di fortuna (che non guasta mai), Ricci si trovi al posto giusto nel momento giusto. Lì, lanciato in contropiede a raccogliere una palla strappata da Shavon Shields dalle mani di Alexey Shved. Fallo antisportivo, sacrosanto. Il primo libero è un ferro. Di quelli brutti. Ecco, vien quasi da pensare, il classico italiano che non regge. Il secondo è un ciuff. Vale soltanto un punto, quello del momentaneo +3, ma viene acclamato come un rigore decisivo. Perché non è solo il primo punto in Eurolega per Ricci, ma anche la scintilla che lo porterà a prendere piena consapevolezza di se stesso. E a meritarsi di restare sul campo fino alla fine, con quei 12 minuti e 34 secondi in cui ribalta, con pieno merito, ogni gerarchia, ogni schema prefissato. Dentro lui, e fuori uno tra Melli e Hines. All'esordio. Contro il CSKA Mosca. Mica male.
Eurolega
Ettore Messina: "Grande difesa nel secondo tempo, bravi Hall e Ricci"
30/09/2021 A 21:51
Ricci chiude con tre punti e 1/3 al tiro. Fa 33%, molto più vicino a quel 28% snocciolato da coach Messina che al 45% sinonimo di competitività. Sbagliando, tra l'altro, un paio di triple aperte dall'angolo, una delle sue posizioni preferite. Ma sono soltanto cifre, dettagli, perché questa volta non contano le percentuali. Contano l'atteggiamento, la concentrazione, lo spirito con cui si va in campo. E in campo c'è lui quando l'attacco del CSKA si ferma per quasi 6 minuti a cavallo dei due quarti finali. Un momento decisivo che permette all'Olimpia di costruire, lentamente, il break vincente. Perché, anche dall'altra parte, Milano fatica a trovare il canestro.
La difesa, però, è un muro. Quasi ancora più solido di quello della scorsa stagione. E, lì in mezzo, c'è sempre Ricci a schermare tutto. Chiudendo linee di penetrazioni, annullando Toko Shengelia e tutti i giocatori del CSKA orbitanti nella zona del ferro. I colpi duri non si risparmiano, ma i fischietti, rumorosissimi nella prima metà di gara, ora lasciano andare. Che la decidano i giocatori, alla vecchia maniera. E Ricci non si tira indietro, uscendo dal campo quasi da MVP, tra gli applausi dei 4.000 del Forum che lo hanno già eletto idolo. Milano, la stessa Milano battuta 4-0 nella finale-scudetto di quattro mesi fa, conquistata in poco più di 12 minuti. Roba da far impallidire anche Dejan Bodiroga.

Pippo Ricci in difesa su Toko Shengelia nel match tra AX Armani Exchange Milano e CSKA Mosca, Eurolega 2021-22

Credit Foto Getty Images

Ma siamo sicuri che la dozzina di minuti da leone di Pippo Ricci sia frutto di una congiunzione astrale irripetibile? Probabilmente no. Perché Pippo sarà anche un rookie per l'Eurolega, ma non per il basket di questo livello. Lo ha già assaggiato, masticato e metabolizzato. Sia con la maglia della Nazionale (e di questo abbiamo già parlato nei giorni scorsi lodando il lavoro di coach Meo Sacchetti), sia con quella della Virtus Bologna nella splendida cavalcata in Eurocup della scorsa stagione, stroncata sul più bello dopo il record di vittorie.
Parliamo di un giocatore che è stato punto cardine della squadra azzurra negli ultimi quattro anni. Che si è conquistato un Mondiale sul campo, giocando da leader nelle finestre di qualificazione. Che, due mesi fa, ha rappresentato l'Italia alle Olimpiadi dopo 17 anni di assenza. E che, negli ultimi due anni, ha lavorato ogni giorno a strettissimo contatto con leggende del basket moderno, da Milos Teodosic a Marco Belinelli e Sasha Djordjevic, giocando, da titolare e protagonista, partite dure e stressanti in Eurocup. Perché la Virtus avrà fatto anche bottino pieno prima della semifinale persa con Kazan, ma nessuna avversaria è mai scesa in campo per perdere. Anzi, semmai sempre iper-motivata per sgambettare la grande favorita per il titolo. E allora, con questo pedigree alle spalle, risulta tutto molto più chiaro. Ricci non è l'eccezione, ma il giusto e naturale divenire delle cose.
Eurolega
Olimpia Milano, debutto da sogno: CSKA Mosca battuto 84-74
30/09/2021 A 20:23
Serie A
Milano da 10 e lode: dimentica Berlino e domina a Brindisi
14 ORE FA