Giocare partite ai 60 punti è una lama a doppio taglio. Il controllo esasperato del ritmo distrugge il flow offensivo degli avversari, base su cui l'Olimpia ha costruito tante vittorie in questa stagione. Ma basta una piccola scintilla per scavare un break. Che, a punteggi così bassi, rischia poi di rivelarsi incolmabile. E, a livello di Eurolega, di grandi campioni in grado di accendere scintille ce ne sono a iosa.
Kostas Sloukas risponde all'identikit in modo perfetto. Bum, bum! Due bombe consecutive per rintuzzare un paio di canestri di Sasha Vezenkov in apertura di quarto periodo, et voilà. L'Olympiacos mette la freccia dopo trenta minuti trascorsi a inseguire e, in un attimo, ritrova tutte quelle certezze che gli avevano permesso di giocare (e vincere) una partita ad altissimo punteggio al Forum. Dopo tre quarti di lotta greco-romana, ritmo rallentato in maniera quasi innaturale e netta predominanza delle difese, i Reds eruttano un parzialone di 28-15 con cui smontano la peggior Milano offensiva della stagione. I 58 punti finali, ritoccati soltanto con un paio di canestri in pieno garbage-time dopo il massimo svantaggio sul -13, valgono il season-low e fanno anche peggio della sconfitta casalinga super-asfittica contro il Fenerbahçe, quando coach Sasha Djordjevic imbrigliò l'Olimpia a 60.
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La mitragliata di Sloukas corona una grande serata della leggenda greca (16 punti, 4 assist), straordinario nel ravvivare, dalla panchina, un Olympiacos smorto e titubante per larghi tratti di gara. Così come, sempre dalla panchina, è determinante anche l'impatto di Shaquielle McKissic (14 punti, 3 assist). Le sue penetrazioni di pura forza fisica sono l'unico cuneo con cui i Reds colpiscono sul perimetro una difesa molto attenta a non concedere il minimo spazio sull'arco dopo la mitragliata sofferta nella débâcle del Forum. Ma i Reds mostrano i muscoli anche in vernice, dove alternano con grande efficacia la stazza incontenibile di Moustapha Fall (12+7 rimbalzi), troneggiante anche nella metacampo difensiva, e le giocate di tecnica e intelligenza tattica di un brillantissimo Sasha Vezenkov (16+5). Il tiro dall'arco, questa volta, non è un fattore (soltanto 4/20). Ma la grande capacità di conquistare viaggi in lunetta per segnare punti facili in un duello puramente difensivo sì. E, sul lungo periodo, i 27 liberi realizzati fanno la differenza, pari al 40% del fatturato.
Milano, come sempre, va dove la porta la sua difesa. Sublime nei primi tre periodi (39-43 al 30'), addirittura superlativa in un primo quarto da soli 7 punti concessi. Ma l'attacco ristagna. E, nel momento del bisogno, non ha né forza, né fiducia per sostenere la squadra. La pericolosità sul perimetro è misera (3/19). La capacità di andare in lunetta scarsa (9/11), così come di creare vantaggi dal palleggio o da situazioni di flusso di gioco. L'Olimpia affoga sotto il peso di 17 palle perse e di un attacco costretto a cercare spesso conclusioni forzate nei secondi finali delle azioni. La circolazione di palla è asfittica. I ribaltamenti rari e poco efficaci. Le uscite sui blocchi prevedibili e sempre marcate. L'ingresso nei giochi e nelle azioni condotto con lentezza estrema.

Kostas Sloukas in palleggio contro Gigi Datome, Olympiacos Pireo-AX Armani Exchange Milano, Eurolega 2021-22

Credit Foto Getty Images

Gli squilli di Devon Hall, top-scorer con 15 punti, si perdono nella marea. Troy Daniels viene subito escluso dal gioco, difeso duramente faccia-a-faccia (0 punti, 0/2). Malcolm Delaney, fresco MVP delle Final Eight di Coppa Italia, non dà ritmo. E nemmeno l'ingresso di Sergio Rodriguez riesce a cambiare marcia dopo una fugace fiammata all'inizio del secondo periodo per firmare il massimo vantaggio sul +12 (9-21). Ma è soltanto un'illusione. Perché, proprio da quel momento in poi, comincerà un lento appassimento generalizzato. Il migliore, quasi per ironia, sembra essere Dinos Mitoglou, rientrato dopo tre mesi di stop e con qualche motivazione-extra per i lunghi trascorsi al Panathinaikos (8 punti in 14 minuti). Ma il greco fatica ancora a muovere i piedi in difesa, e l'Olympiacos può attaccarlo con una serie di penetrazioni letali per spaccare definitivamente la partita dopo lo show di Sloukas e chiudere in bolgia assoluta.
L'Olimpia conserva comunque il terzo posto in classifica con un record di 17-8 ma, alle sue spalle, vede riavvicinarsi in maniera pericolosa lo stesso Olympiacos, quarto a 15-9 e forte del vantaggio nello scontro diretto. Lo spartito, però, non è destinato a cambiare. Perché, con il probabile rinvio del match interno contro l'Unics Kazan di martedì 1° marzo, il prossimo appuntamento dell'Armani sarà sempre ad Atene, in un altro palazzo storico del basket europeo. Venerdì 4 l'Olimpia sfiderà il Panathinaikos, penultimo in classifica ma deciso a vendicare la pesante sconfitta subita al Forum nel match di andata.

Olympiacos Pireo - AX Armani Exchange Milano 67-58

  • Olympiacos: Walkup 2, Dorsey 6, Papanikolaou, Vezenkov 16, Fall 12; Larentzakis 1, Martin, Printezis, McKissic 14, Sloukas 16. N.e.: Acy, Jean-Charles.
  • Milano: Delaney 8, Hall 15, Daniels, Melli 9, Hines 7; Grant 2, Rodriguez 2, Tarczewski, Ricci, Mitoglou 8, Bentil 2, Datome 5. All.: Messina.
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