C'era un tempo in cui soltanto il pensiero di poter battere il CSKA faceva sorridere. Sbancare Mosca, poi, era argomento totalmente fuori discussione. Ma ora, dopo aver sofferto dieci sconfitte consecutive e atteso undici anni, i rapporti di forza sono cambiati. L'Olimpia batte il CSKA per la quarta volta consecutiva in dieci mesi, completando lo sweep stagionale dopo la splendida vittoria della opening-night di fine settembre e allungando la striscia iniziata con il tabù infranto lo scorso marzo e proseguita con la finalina di Colonia. Il terzo successo infilato dalla ripresa post-covid dopo quelli contro Barcellona e Alba Berlino rilancia Milano al terzo posto in solitaria in classifica(13-6) e posa un'altra lastra per pavimentare la strada verso la seconda avventura alle Final Four.
È una vittoria di sofferenza, strappata con forza nell'ennesima serata di difficoltà d'organico che azzoppa il reparto esterni. Dopo l'exploit da 23 punti del primo periodo raccolto con un 5/9 dall'arco iniziale, Milano gioca una pallacanestro offensiva compassata e macchinosa, risolvendo dalla lunetta (18/21) i problemi dettati dal crollo delle percentuali (7/23 dalla distanza alla fine) e dalla stagnazione dei possessi. Ma l'altra metacampo, quella difensiva, è una meraviglia per gli intenditori. D'altronde, in una serata priva di Dinos Mitoglou, Shavon Shields, Jerian Grant (covid) e Gigi Datome (caviglia), c'era un solo modo per poter sperare di passare a Mosca: riproporre la stessa magia della gara d'andata, quando Milano trionfò al Forum grazie a un secondo tempo di pura tonnara.
Eurolega
Messina: "Un'impresa tenere il CSKA a 57 punti, bene Hines e la panchina"
21/01/2022 A 19:50
In quella partita, l'Olimpia tenne il CSKA a 29 punti nella ripresa. Questa volta fa ancora meglio. Stritolando la squadra di Itoudis a soli 22, ugualmente distribuiti tra i due quarti conclusivi. Ma, in realtà, sono 22 molto generosi. Perché il CSKA, azzoppato a sua volta dalle assenze di Will Clyburn e Daniel Hackett, ne segna soltanto 4 nei primi otto minuti del periodo finale, lì dove l'Olimpia piazza il break decisivo volando sul +16 prima di allentare qualche maglia nei secondi a ridosso della sirena. Il CSKA chiude con un terrificante 3/24 dall'arco, 13 palle perse e vede sfumare il netto vantaggio a rimbalzo, incapace di sfruttare i 20 extra-possessi dettati dall'ennesima serata di sofferenza biancorossa sotto i tabelloni.
Come sempre, scegliere l'MVP di una partita vinta di squadra è materia complessa. Lo assegniamo ex-aequo a Kyle Hines e Devon Hall, enciclopedici in difesa e capaci di trovare con continuità i varchi giusti per puntellare l'attacco biancorosso. Hall attacca i cambi dal palleggio con ottime letture (13 punti), mentre Hines, in una serata di grandi emozioni per il ritorno nella "sua" Mosca, serpeggia con i suoi short-roll sfruttando rapidità e atipicità per ferire il pesante front-court avversario (12 punti, 4/6 da due e 4/5 ai liberi). Per mettere i lucchetti all'area non c'è problema. Soprattutto in coppia con un Nik Melli silenzioso (0 punti e 0/3 al tiro in 28 minuti) ma strepitoso nel lavoro di posizionamento difensivo su ogni azione del CSKA.
Ma in una serata "normale" per Malcolm Delaney e Sergio Rodriguez (7 punti a testa con regia di gestione sul perimetro), servono altre variabili per far saltare il banco. E Milano le pesca attingendo dal fondo di un roster che conferma la sua preziosità per la seconda volta consecutiva. Se martedì, contro l'Alba, erano stati Pippo Ricci e Kaleb Tarczewski a performare sopra il consueto, oggi è la coppia composta da Troy Daniels e Trey Kell a ripagare la fiducia di coach Ettore Messina.
Il primo, ritrovato soltanto pochi giorni fa dopo un lunghissimo stop per covid, sembra aver sfruttato la pausa per fare un pieno di fiducia: 13 punti con quattro triple (nuovo season-high) che danno a Milano quelle scintille di pericolosità sul perimetro mancanti per assenze varie. Il secondo, rigettato nella mischia dopo la brutta trasferta di Pesaro che gli era costata il posto contro l'Alba Berlino, risponde senza soffrire la minima pressione: pronto, concentrato, letale nell'attaccare dal palleggio quegli spazi in cui agiva Shavon Shields, ma soprattutto capace di mostrare una solidità, una dedizione e un'attenzione difensiva che quasi stonano con il giocatore visto nella sua esperienza a Varese. È bastato meno di un mese per assorbire pienamente il sistema e la filosofia di coach Messina.
Superato indenne il primo doppio turno della lunga serie che attende l'Olimpia tra gennaio e febbraio, l'attenzione va già alla partita casalinga di venerdì prossimo, quando Milano ospiterà lo Zalgiris Kaunas, fanalino di coda della classifica con un record di 3-15. Servirà una vittoria per capitalizzare sui successi esterni di Barcellona e Mosca e rafforzare una classifica che vede comunque l'Armani braccata da Olympiacos Pireo, Unics Kazan e Zenit San Pietroburgo, appaiate in un terzetto tra quarto e sesto posto a 12-7.

CSKA Mosca - AX Armani Exchange Milano 57-67

  • CSKA: Lundberg 15, Grigonis 5, Kurbanov 3, Voigtmann 2, Milutinov 4; Bolomboy 7, Khomenko 2, Ukhov 2, Shengelia 13, Shved 4. N.e.: Lopatin, Ivlev. All.: Itoudis.
  • Milano: Delaney 7, Hall 13, Ricci 5, Melli, Tarczewski; Kell 9, Rodriguez 7, Biligha, Daniels 13, Alviti, Hines 12, Bentil 1. All.: Messina.
Eurolega
CSKA Mosca-Olimpia Milano in LIVE Blogging
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Serie A
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