Istanbul venerdì 12, Kazan mercoledì 17 e San Pietroburgo venerdì 19. Dopo aver costruito sul parquet del Forum il sentiero per il primato in solitaria dopo otto giornate (mai successo nella storia dell'Eurolega moderna), Milano affronta un trittico di trasferte micidiale in otto giorni. Un tour de force pazzesco, l'ennesimo all'inizio di un'altra stagione stressante e infinita, che metterà alla prova la reale consistenza della squadra di coach Ettore Messina, finora perfetta tra campionato e Coppa (record combinato di 14-1), eccezion fatta per il ko di Monaco di Baviera.
L'Ulker Sports Hall di Istanbul è un campo con tradizione poco amichevole per l'Olimpia. Il record dice 7-2 in favore del Fenerbahçe, ma quelle due vittorie biancorosse sono comunque pregne di significato, coincidenti con le migliori stagioni milanesi. La prima risale al marzo 2014, quando la Milano di Luca Banchi, unica versione dell'Olimpia a raggiungere i playoff nell'Eurolega moderna prima delle Final Four della scorsa stagione, rifilò una lezione di basket a uno Zeljko Obradovic paonazzo di rabbia per quaranta minuti filati. La seconda è datata 15 dicembre 2020, ma in regime di porte chiuse, un vantaggio che l'Olimpia non avrà più, ritrovandosi a fronteggiare una delle tifoserie più roventi d'Europa. Fu una serata magica per Gigi Datome, tornato nella "sua" Istanbul per giocare quella che fu, fino a quel momento, la sua miglior partita della scorsa stagione. E quest'anno sarà una serata doppiamente speciale, perché anche Nicolò Melli farà ritorno nella sua vecchia casa dopo i due anni trascorsi oltreoceano.

Fenerbahçe Beko Istanbul: il roster 2021-22

Eurolega
Fenerbahçe Istanbul-Olimpia Milano in diretta TV e LIVE-Streaming
11/11/2021 A 09:31
#GiocatoreRuoloAltezza
1Metecan Birsenala205
3Marial Shayokguardia196
5Ismet Akpinarplaymaker193
10Melih Mahmutogluguardia191
13Tarik Biberovicala201
19Nando De Coloplaymaker196
20Pierria Henryplaymaker193
21Dyshawn Pierreala198
22Danilo Barthelala208
23Marko Guduricguardia196
24Jan Veselycentro213
31Devin Bookercentro205
33Achille Polonaraala202
44Ahmet Duverioglucentro209
CoachSasha Djordjevic--

Mercato, punti di forza e debolezze: com'è cambiato il Fenerbahçe

Il Fener ha salutato tutti gli acquisti della stagione precedente, rivelatisi disfunzionali al progetto. Out Kyle O'Quinn, Jarrell Eddie, Lorenzo Brown, Edgaras Ulanovas e addio definitivo a Muhammed Ali, ritiratosi a 38 anni dopo essere stato bandiera della squadra per quasi una generazione cestistica. Il mercato ha saccheggiato il Baskonia, prelevando due quinti del quintetto base: sono arrivati Pierria Henry, pedina-chiave per fornire a Nando De Colo un supporto di qualità in regia, e il nostro Achille Polonara, capace di conquistarsi sul campo, e con pieno merito, l'ennesima grande promozione della sua carriera. La lista si allunga con Devin Booker, finalmente motivato dal potersi esprimere in una squadra realmente ambiziosa dopo il biennio al Khimki, e Marial Shayok, esterno realizzatore con una breve esperienza ai Philadelphia 76ers consumata quasi interamente in G-League. La panchina è stata affidata a coach Sasha Djordjevic, pronto a raccogliere la più grande occasione della carriera dopo il naufragio del rapporto con la Virtus Bologna, colato a picco già lo scorso inverno nonostante la conquista dello scudetto a giugno.
Anche all'interno del nuovo progetto post-Kokoskov, l'asse portante della squadra non è cambiato. Nonostante un nuovo ruolo in uscita dalla panchina, Nando De Colo è ancora il punto di riferimento offensivo (11.8 punti, 3.8 assist) assieme a Jan Vesely (top-scorer con 12.9 punti e 6.8 rimbalzi). Devin Booker è una presenza solida in vernice (9.3 punti, 4.6 rimbalzi), Marko Guduric il solito cecchino da controllare con attenzione (7.9 punti con il 48% dall'arco) e anche Anchille Polonara sta avendo un buon impatto dalla panchina (7.1 punti e 3.6 rimbalzi in 18 minuti a gara).

Achille Polonara in CSKA Mosca-Fenerbahce, Euroleague 2021-22

Credit Foto Getty Images

Il Fener non ha un ritmo eccezionale in attacco (11esimo con 74.6 punti a partita), ma è comunque molto produttivo: quarto per percentuale da due (55.4%), settimo per percentuale da tre (34.6%) ma, soprattutto, primo per assist (18.7), segno di un grosso QI cestistico diffuso nel roster. La grande forza, com'è naturale che sia con l'arrivo di coach Sasha Djordjevic in panchina, risiede nella metacampo difensiva. Il Fener è la terza miglior difesa (71 punti subiti), dietro soltanto a Olympiacos e Stella Rossa. Sul perimetro concede pochissimo (soltanto 28.3% subìto dall'arco, seconda miglior squadra del torneo) e forza ben 14.4 palle perse a partita (terza).
La classifica, finora, non è brillante. Il Fenerbahçe, decimo con un record di 3-5, viene da un successo esterno importante contro il CSKA che ha spezzato una striscia negativa di gare perse in volata: le partite con Real Madrid (-1), Barcellona (-2) e Olympiacos (-2) si sono decise tutte all'ultimo tiro, segno di una strana difficoltà nel chiudere i finali punto-a-punto. A inizio stagione, il Fener ha lasciato per strada altre serate abbordabili nelle trasferte di Atene (Panathinaikos) e Berlino, ma la squadra, superato il momento fisiologico di ambientamento e amalgama, è in crescita. Quel 3-5, dunque, non è così affidabile nel descrivere forza e potenziale reali.

Le chiavi della partita: come Milano può battere il Fenerbahçe

Quella di Istanbul sarà la trasferta più complicata affrontata finora da Milano in stagione. Il Fener ha necessità assoluta di muovere la classifica, di una vittoria di prestigio per dare continuità al successo di Mosca e proseguire il lavoro di consolidamento dell'ambiente. Sasha Djordjevic conosce molto bene l'avversaria, battuta con un netto 4-0 nella finale dello scorso anno, altro punto in favore della squadra di Istanbul. In più, il Fenerbahçe spicca per capacità di contrastare proprio le armi principali dell'Olimpia: Milano, squadra che fa del controllo del pallone il suo diktat offensivo (terzultima per palle perse, con sole 10.9 a gara) si troverà ad affrontare un'avversaria che forza tanti turnover e in grado di smantellarne la potenza di fuoco sul perimetro (l'Olimpia è quinta per percentuale dall'arco, prima per triple segnate di media e terza per triple tentate).

Nando De Colo in penetrazione contro Kyle Hines, AX Armani Exchange Milano-Fenerbahçe Beko Istanbul, Eurolega 2020-21

Credit Foto Getty Images

Milano dovrà lavorare per disinnescare l'asse portante del Fener, e, anche senza l'infortunato Malcolm Delaney, ha comunque dimostrato di avere gli uomini giusti per farlo. Nando De Colo andrà asfissiato con una staffetta che proporrà, molto probabilmente, Devon Hall e Shavon Shields, mentre Nik Melli, Kyle Hines, Dinos Mitoglou e Kaleb Tarczewski, finalmente in ripresa, avranno le mani piene per limitare Jan Vesely e, in seconda battuta, Devin Booker. Il controllo dei tabelloni sarà un altro fattore-chiave. Finora, l'Olimpia è sempre riuscita a far valere la forza del suo nuovo front-court, e ora dovrà confermarsi anche in trasferta. Sul perimetro, servirà grande attenzione su Marko Guduric, giocatore letale al tiro ma anche estremamente intelligente nel ruolo di passatore e facilitatore.
L'attacco avrà bisogno di maggior brillantezza e imprevedibilità rispetto alla media. Così come successo nelle ultime partite senza Delaney, l'impatto di Sergio Rodriguez dalla panchina sarà determinante. Ma Milano, reduce sì da una grande vittoria sul Barcellona ma con una rotazione relativamente stretta, avrà necessità di trovare contributi più diffusi nel roster. E allora, occhi puntati su Troy Daniels, opaco nelle ultime due uscite ma potenzialmente capace di dare grande spinta offensiva come già successo nella vittoria casalinga sulla Stella Rossa.
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