Il parquet della Stark Arena di Belgrado è tirato a lucido. Anadolu Efes Istanbul, Olympiacos Pireo, Barcellona e Real Madrid sono pronte a sfidarsi per il titolo. Le Final Four 2022 si terranno nella capitale serba tra giovedì 19 e sabato 21 maggio, accogliendo quattro grandi superpotenze che hanno scritto la storia recente e lontana del basket continentale.

Olympiacos Pireo-Anadolu Efes Istanbul, giovedì 19 maggio alle ore 18.00

I campioni d'Europa in carica, unici in grado di piazzare l'upset nei playoff con l'eliminazione della nostra AX Armani Exchange Milano, sfidano la grande rientrante. L'Olympiacos torna alle Final Four dopo quattro anni di assenza, coronando una stagione da rinascita che l'ha visto chiudere la regular-season al secondo posto: il basket greco, protagonista assoluto nella prima parte del nuovo millennio, è pronto a riprendersi il posto che gli spetta sullo scacchiere internazionale.
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06/05/2022 A 09:36
L'Efes è alla sua quinta F4, la terza negli ultimi quattro anni. O meglio, la terza consecutiva, considerando la kermesse saltata nel 2020 per la pandemia di coronavirus. La squadra è virtualmente identica a quella che, a Colonia, sollevò il primo trofeo della storia. L'unico assente è Sertac Sanli, passato al Barcellona in estate, mentre i volti nuovi sono Elijah Bryant e Filip Petrusev.
Nonostante una regular-season da alti e bassi, chiusa al sesto posto con un record di 16-12, l'Efes ha mantenuto una potenza di fuoco offensiva stellare. Primo per valutazione (94.8) e secondo per punti segnati (81.7), ha sempre i suoi punti di riferimento in Vasilije Micic (18.2 punti, 4.6 assist) e Shane Larkin (14.6 punti, 5.3 assist), probabilmente la coppia perimetrale più devastante dell'intero panorama continentale.

Vasilije Micic e Shane Larkin festeggiano la qualificazione dell'Anadolu Efes Istanbul alle Final Four di Eurolega 2022

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L'Olympiacos è alla sua undicesima F4, pronto a sgambettare i campioni in carica sulle ali del secondo miglior record della storia in semifinale (8-2, soltanto il Maccabi, con 10-2, ha fatto meglio). La corazzata del Pireo ha tre titoli in bacheca: il primo risale al lontano 1997, mentre in era moderna ha centrato il repeat trionfando nel 2012 e 2013. Protagonisti di quella doppietta furono i tre grandi veterani greci, ancora a roster: Kostas Sloukas (campione anche nel 2017 con il Fenerbahçe proprio ai danni dello stesso Olympiacos), Kostas Papanikolaou e l'intramontabile Georgios Printezis.
Dopo un paio d'anni di flessione e ricostruzione, segnati anche dalla retrocessione d'ufficio nel 2020, i Reds sono tornati al vertice del basket nazionale scalzando gli eterni rivali del Panathinaikos. La squadra, equilibrata, profonda e ben allenata da Georgios Bartzokas, nominato coach of The Year e alla sua terza Final Four della carriera (era sulla panchina nel trionfo del 2013), ha disputato una regular-season di livello, terminata al secondo posto (19-9) grazie al miglior record casalingo d'Europa (13-1). L'Olympiacos è secondo per valutazione (93.2), primo per percentuale da due punti (58.1%) e dotato di una lunga lista di armi offensive. Sasha Vezenkov, inserito nel miglior quintetto della stagione, ha vissuto un'annata di pura esplosione (13.7 punti, 5.8 rimbalzi). Tyler Dorsey è uno scorer affidabile sul perimetro (12.9 punti con il 38.5% dall'arco). E Kostas Sloukas, utilizzato da sesto uomo spacca-partite, gioca ancora a livelli paradisiaci per personalità ed efficacia, viaggiando a 11.9 punti e 4.9 assist di media a gara.

Kostas Sloukas e Sasha Vezenkov durante il derby tra Olympiacos Pireo e Panathinaikos Opap Atene, Eurolega 2021-22

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FC Barcellona-Real Madrid, giovedì 19 maggio alle ore 21.00

Il Clasico in semifinale. Cosa chiedere di meglio? I blancos sono in vantaggio per 2-1 nell'head-to-head storico delle Final Four, ma la stagione in corso ha decretato un equilibrio differente: il Barcellona è 5-0 nei confronti dei grandi rivali, grazie al filotto di successi ottenuto nella regular-season di Eurolega, in campionato e in finale di Coppa del Re.
Dopo aver alzato bandiera bianca nella finale dello scorso anno contro l'Efes, il Barça torna alle F4 per la 16a volta. Soltanto il CSKA Mosca ha un numero di apparizioni maggiore (19). Ma, a fronte delle tante partecipazioni, la bacheca blaugrana è povera: il Barcellona ha vinto soltanto due titoli continentali (2003 e 2010). La squadra di coach Sarunas Jasikevicius si presenta a Belgrado come favorita sulla carta grazie a una stagione regolare da tritatutto. Il Barça ha chiuso con il miglior record (21-7), sporcato soltanto da qualche sconfitta ininfluente per il primato nelle ultime gare, dimostrandosi squadra profonda, potente e di altissimo livello nonostante un roster ridimensionato da tanti problemi di infortuni.
Nikola Mirotic, fresco di nomina di MVP della stagione, è il top-scorer con 16.6 punti e 5.1 rimbalzi, unico in doppia cifra all'interno di un roster che può vantare una faretra ricchissima di frecce. Il perimetro è in mano alla regia esperta di Nick Calathes (7.4 punti, 6.0 assist), sorretto dalla stagione splendida di Nicolas Laprovittola (9.5 punti), dai cecchini Kyle Kuric (8.3) e Alex Abrines (6.9 con il 56.3% da tre), dalla consacrazione di Rokas Jokubaitis (7.2 punti dalla panchina) e dalla grande aggiunta energetica di Dante Exum (6.4). Ma il Barcellona è solido anche in vernice, dove, al fianco di Mirotic, agiscono Brandon Davies (9.7 punti) e Sertac Sanli (6.4).

Nikola Mirotic festeggia la vittoria del Barcellona nel Clasico contro il Real Madrid, Eurolega 2021-22

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Il Real Madrid, squadra più titolata d'Europa con 17 coppe (10 Euroleghe/Coppe dei Campioni), vive l'undicesima partecipazione alle Final Four e va a caccia della 19esima finale nella storia della massima competizione europea (è leader all-time davanti al Maccabi, secondo a quota 14). Nonostante la bacheca ricchissima, i blancos hanno vinto soltanto tre Euroleghe negli ultimi 35 anni (1995, 2015 e 2018), ma il gruppo di coach Pablo Laso, immerso in un periodo di svecchiamento e ricostruzione competitiva, può vantare una lunga schiera di giocatori d'esperienza. Sergio Llull e Rudy Fernandez, ormai leggende viventi del basket spagnolo, erano presenti, assieme allo stesso coach Laso, nella finale del 2015. E sono ben sette i reduci del trionfo del 2018.
Il Real viene da una stagione bifronte. Dopo un inizio spumeggiante da grandissima favorita, la squadra ha sofferto una flessione pesante con l'inizio del 2022, perdendo terreno sia in Eurolega che in campionato. Il quarto posto finale (18-10) non rispecchia la vera forza del gruppo, riemersa in maniera prepotente con il secco 3-0 rifilato al Maccabi nei playoff. Oltre ai già citati Llull (8.6 punti) e Fernandez (6.2), il Real può contare, sul perimetro, sull'ottima stagione di Fabien Causeur (8.3), sulla quantità di Nigel Williams-Goss (6.0) e la presenza fisica di Alberto Abalde (6.1). Il front-court è pesante, profondo e di gran livello: Walter Tavares (10.9 punti, 7.6 rimbalzi, 1.7 stoppate) resta l'àncora del verniciato al fianco di Vincent Poirier (7.5+5.5) e alla stagione da esplosione totale di Guerschon Yabusele (11.9+4.7).

Sergio Llull festeggia con Fabien Causeur durante gara-3 dei playoff tra Maccabi Playtika Tel Aviv e Real Madrid, Eurolega 2021-22

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