La faccia di coach Ergin Ataman è emblematica. Il sorriso sornione con cui saluta la panchina dell'Olympiacos quando Vasilije Micic brucia la retina della Stark Arena a fil di sirena è un concentrato di confidenza mista a supponenza: "Ve l'avevo detto, no? Vinceremo noi. Ancora".
La previsione dell'allenatore turco prosegue ormai da settimane, superando ogni ostacolo. Lo ha fatto sbaragliando l'Olimpia Milano nei playoff, unico upset della post-season. Ha continuato anche nel primo appuntamento di Belgrado, con il secondo upset a danno della testa di serie #2 del tabellone. Certo, sono parole di circostanza, volte anche a scaricare una coltre di tensione pesantissima. Ma, nel sommerso, rivelano ben altro. Una dose di fiducia estrema nei confronti delle sue superstar.
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Questo Efes vive e muore con Vasilije Micic e Shane Larkin. Non può scegliere. O brillano entrambi, o la partita è persa. E nonostante una regular-season giocata sulle montagne russe, il carattere della coppia più strana e più devastante d'Europa è marmoreo. Larkin rimette il turbo, tornando il giocatore immarcabile di due anni fa, il vero MVP mancato nella stagione sospesa per la pandemia. Le sue accelerazioni, razzenti, sono incontenibili. Chiuderà con 21 punti (top-scorer), 7 assist e 8 falli subiti. Micic gioca d'attesa. Lascia sfogare il suo compagno di reparto in un primo tempo sonnolento. Poi, quando il pallone comincia a pesare, si mette all'opera. 15 punti, 6 assist, 9 rimbalzi. All-around totale.
L'Efes non ha Kruno Simon, out per la stagione con una schiena ormai a brandelli, e deve centellinare Rodrigue Beaubois, in piedi per miracolo. Ma, sebbene ridotto, il supporting-cast non abbandona le due star a predicare nel deserto. Il gioco della squadra turca, molto involuto in questa stagione, ha bisogno di almeno un exploit dei comprimari. Contro Milano fu Tibor Pleiss la variabile impazzita. Contro l'Olympiacos sono Elijah Bryant, vissuto in totale comfort-zone con 16 punti e 4/6 dall'arco, e Bryant Dunston (12), epico in vernice prima della prematura uscita per falli.
L'Olympiacos è tosto, compatto, coeso. Ma dimostra di non avere uno star-power comparabile a quello avversario. Kostas Sloukas (11+6 assist) fa da barometro. Quando riposa in panchina nel terzo periodo, i Reds affondano rapidamente sotto la doppia cifra di svantaggio. Tyler Dorsey (11) si scuote con gran ritardo. Segna canestri importanti per ricucire lo strappo, ma perde lucidità nel finale. Sasha Vezenkov, premiato con l'inserimento nel miglior quintetto grazie a una regular-season esplosiva, paga lo scotto del suo vero debutto sul massimo palcoscenico. Si ferma a 5 punti con 2/10 al tiro. Anzi, con un tristissimo 1/8 dall'arco. Con due triple, comodissime, mandate sul ferro nella volata finale. Due canestri che avrebbero potuto scrivere un epilogo differente. Ma che, invece, costringeranno i Reds a riprovarci nella prossima stagione.

Olympiacos Pireo - Anadolu Efes Istanbul 74-77

  • Olympiacos: Walkup 5, Dorsey 11, Papanikolaou 10, Vezenkov 5, Fall 7; Larentzakis, Sloukas 11, Martin 11, Printezis 2, McKissic 12. N.e.: Jean-Charles, Acy. All.: Bartzokas.
  • Efes: Larkin 21, Anderson, Micic 15, Moerman, Pleiss 8; Beaubois, Singleton 5, Bryant 16, Dunston 12. N.e.: Gazi, Petrusev, Tuncer. All.: Ataman.
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