Un paio di settimane fa, alla vigilia di Milano-Real Madrid, Sergio Rodriguez ricordava a un preoccupato Ettore Messina come fosse ancora novembre. E come i pezzi del puzzle avessero settimane di tempo, se non mesi, per assestarsi. In quel momento, i blancos erano una squadra in crisi, con coach Chus Mateo già sulla graticola. Oggi, con tre vittorie consecutive, si sono già rilanciati al quarto posto in classifica in Eurolega.
A Milano, invece, continuano a suonare gli allarmi. "Pangos e Davies stanno faticando ed è nostro dovere aiutare a ritrovarsi - ha chiosato Messina dopo la sconfitta di Kaunas, parlando del momento negativo dei due top acquisti estivi -. Ma devono prima di tutto aiutarsi da soli, come succede sempre nella vita quando sei in difficoltà". Il clima resta teso e angosciato. Le difficoltà offensive hanno una base nelle lacune strutturali del roster, falciato dagli infortuni nel back-court, ma risentono anche chiaramente della mancanza di un ambiente sereno. E servirebbe davvero un Sergio Rodriguez che, entrando nello spogliatoio Olimpia, rassicurasse con il suo "Calma, è soltanto novembre".
Eurolega
Milano combatte e difende ma non segna: ko a Kaunas 71-62
18/11/2022 ALLE 19:56
La regular-season di Eurolega è ormai da considerarsi alla stregua di quella NBA. Le dinamiche sono molto simili. È un campionato lunghissimo (nella fattispecie, più lungo anche della nostra Serie A), con un calendario massacrante e ancor più appesantito dagli impegni nazionali. Un andamento sinusoidale, fatto di picchi e bassi, è fisiologico. Assolutamente normale. Cercare di mantenere un'alta costanza di rendimento è un obiettivo che, di base, si pone ogni squadra alla vigilia del torneo. Ma è sfibrante e nella maggior parte dei casi irraggiungibile. Meglio sostituirlo con uno molto più pratico: raggiungere il top della condizione al momento giusto.

Kevin Pangos in palleggio contro Kenaan Evans e Kevarrius Hayes, Zalgiris Kaunas-EA7 Emporio Armani Milano, Euroleague 2022-23

Credit Foto Getty Images

L'Anadolu Efes Istanbul ha vinto gli ultimi due titoli e, nelle previsioni del suo coach Ergin Ataman, è destinato a disputare la finale anche in questa stagione. I pronostici istrionici di Ataman hanno sempre fatto sorridere, specialmente nelle prime fasi di campionato. Nelle ultime due annate, l'Efes ha girato la boa del girone d'andata con bilanci modesti: 8-9 nel 2020-21, 9-8 nel 2021-22, perdendo le prime quattro partite da campione in carica. Quest'anno ha lo stesso record negativo di Milano, 3-5. Eppure, nessuno ride più davanti alle previsioni di Ataman. Perché è ormai cosa quasi certa che l'Efes crescerà con il trascorrere delle settimane, e sarà al massimo del suo potenziale nel momento decisivo della stagione.

Coach Ergin Ataman festeggia con i suoi giocatori la vittoria dell'Anadolu Efes Istanbul nelle Final Four di Eurolega 2021-22

Credit Foto Getty Images

La "filosofia diesel" di Ataman si è rivelata vincente nelle ultime due annate. Più idonea a sopportare carichi elevatissimi di usura fisica e pressione mentale, e a gestire in maniera più naturale l'assestamento del roster. Non soffrire problemi o momenti di down è un pensiero utopico. Dunque, meglio averli e affrontarli subito, a novembre, piuttosto che ritrovarsi azzoppati in primavera. Perché anche la storia recente di Milano, proprio come quella dell'Efes, insegna, ma al contrario. Due anni fa, l'Olimpia si sciolse in finale-scudetto dopo un'Eurolega chiusa sì al terzo posto ma giocata con sforzi immani. E lo scorso anno, dopo una regular-season ancora migliore, appassì nei playoff (proprio contro l'Efes), soffocata da problemi di infortuni e di gioco.
Eurolega
Milano ultima e in striscia negativa record: la stagione è da buttare?
2 ORE FA
Eurolega
Messina: "Male gli ultimi due minuti, sconfitta dolorosa e incredibile"
14 ORE FA